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Ecologies of the Machine: Landscapes of Cement and Power

Attraverso l’analisi del discorso storico e delle narrazioni contemporanee legate al settore, la mostra si propone di far emergere la storia nascosta di queste realtà, mostrando come abbiano contribuito a mantenere la posizione, il potere e il profitto di individui e gruppi, e mettendo in luce le dinamiche di potere che attraversano i sistemi socio-tecnici, oltre a documentare le inevitabili e spesso trascurate trasformazioni del paesaggio messicano.... READ MORE...

WEtransFORM. On the Future of Building

La Bundeskunsthalle ha indicato il 2025 come l’anno della sostenibilità e del cambiamento ecologico. Il progetto espositivo dedicato all’architettura sostenibile e allo sviluppo urbano in Europa è al centro del programma di quest’anno. L’esposizione invita i visitatori a partecipare a un vivace dibattito sul futuro dei nostri spazi costruiti.... READ MORE...

Garden of Knowledge: A Laboratory for a Future Society

Il padiglione dell’Uzbekistan all’Expo 2025 di Osaka presenta una mostra immersiva intitolata Giardino della conoscenza: un laboratorio per una società futura. Commissionata dalla Fondazione per lo sviluppo dell’arte e della cultura dell’Uzbekistan (ACDF) e progettata dal premiato ATELIER BRÜCKNER, il padiglione e la sua mostra richiamano il tema principale dell’Expo di quest’anno: creare società future per le nostre vite.... READ MORE...

Play It Again, Paik

Questa mostra, nata dalla musica e dalla televisione, si presenta al tempo di ogni spettatore. Come un montaggio, permette agli spettatori di attraversare il tempo e lo spazio, ma li invita anche a sperimentarne le diverse direzioni, confrontando i diversi flussi temporali all'interno di ogni opera.... READ MORE...

Myths of the new future

Identificando un particolare aspetto ansioso, instabile e incoerente nel periodo tardo capitalista in cui ci troviamo, Myths of the new future gira intorno alla domanda su come ci si sente ad essere vivi in questo momento storico, tramite opere sperimentali e concettuali di scultura, video, disegno, poesia e fotografia. Gli artisti coinvolti offrono proposte che esplorano stati affettivi, intensità emotive e il perturbante carattere della nostra sfera sociale urbana odierna.... READ MORE...

Curating the Critical Point

In questo contesto in continuo mutamento, il curatore d’arte mediale assume il ruolo di custode di ecologie instabili, in sintonia con ritmi emergenti e modalità che prendono forma su terreni irregolari. L’arte mediale, situata nella connessione tra l’umano e la macchina, l’organico e il sintetico, il visibile e il latente, offre uno spazio unico nel quale le fratture del presente possono lasciare il posto a mondi ancora in formazione.... READ MORE...

De Anima and The Known Lost

Al di là delle differenze generazionali e mediatiche, le opere di Bonnet e King condividono un senso cinematografico della temporalità, evocando sia il passato che il futuro attraverso il gesto e la posa per trasmettere il potenziale di movimento ed emozione.... READ MORE...

Design Earth: Speculative Fiction for the Climate

Design Earth, uno studio di ricerca fondato e guidato da Rania Ghosn e El Hadi Jazairy, impiega il medium del progetto architettonico speculativo per denunciare la crisi climatica. La loro ricerca sul design coniuga storia spaziale, rappresentazione geografica, design proiettivo e forme materiali di assemblea pubblica per immaginare forme di convivenza con sistemi legacy su un pianeta compromesso.... READ MORE...

Public program: Something between us

Questo Public program offre workshop, conferenze, conversazioni e proiezioni che riguardano e approfondiscono le tematiche affrontate all'interno della mostra. I partecipanti potranno analizzare l’estetica della comunicazione digitale, il suo impatto sulla società e le diverse questioni legate al capitalismo delle piattaforme.... READ MORE...

Radical Software: Women, Art & Computing 1960–1991

La Kunsthalle Wien presenta una nuova mostra importante che analizza il ruolo pionieristico delle donne nell’arte digitale. Organizzato in collaborazione con il Mudam Luxembourg–Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean, Radical Software: Women, Art & Computing 1960–1991 unisce più di cento opere di cinquanta artisti, tra cui dipinti, sculture, installazioni, film, performance e molti disegni e testi generati al computer.... READ MORE...