Maeve Brennan: Records, la sua prima mostra personale in Asia, comprende immagini in movimento, sculture, opere su carta e materiale stampato. La mostra include progetti in corso così come tre nuove opere commissionate da Tai Kwun Contemporary. Maeve Brennan (nata nel 1990) è un’appassionata narratrice di storie il cui lavoro esamina storie materiali, l’economia sommersa e i problemi ecologici. La mostra, unendo l’investigazione forense con la narrazione poetica, rivela il mondo nascosto delle antichità saccheggiate e svela i sistemi che hanno modellato la nostra cultura passata e presente.
Il titolo Records fa riferimento a forme alternative di documentazione che mettono in evidenza le narrazioni, molto spesso trascurate, inerenti a luoghi e oggetti, dando spazio alla conoscenza e alle voci celate. Con uno stile simile ai documentari, i film di Brennan attirano il pubblico grazie a immagini travolgenti e personaggi affascinanti. Nella sua pratica materiale – definita dall’artista come “artefatti della sua indagine di ricerca” – ripresenta elementi della sua ricerca in diverse modalità di narrazione.
Siticulosa (2025), il film più recente di Brennan, co-commissionato da Tai Kwun Contemporary, ripercorre le origini di antichità saccheggiate presenti nel suo lavoro precedente An Excavation (2022), fino alla Puglia nell’Italia meridionale. Ciò che inizia come un’indagine sull’impatto degli scavi archeologici illeciti sul paesaggio e sulla comunità pugliese, si trasforma in uno studio accurato dell’area, andando oltre l’archeologia per offrire un’ampia conoscenza del territorio e una comprensione intima dello stesso.
Dalle colline dell’Italia rurale ai magazzini dei musei, alle discariche e alle tombe antiche, l’interesse di Brennan per i materiali passati e le forme di riparazione l’ha portata in luoghi dove emergono narrazioni alternative. Il coinvolgimento degli spazi di storie emarginate rispecchia il complesso patrimonio dello stesso Tai Kwun, un centro culturale costantemente sotto esame e soggetto a reinterpretazione. Su scala più ampia, il ruolo di Hong Kong come centro internazionale di commercio e scambi fornisce un contesto adatto all’esplorazione di Brennan della proprietà culturale e dei resoconti storici contestati, spingendo il pubblico a considerare le implicazioni sociali e politiche incorporate negli oggetti e nell’ambiente circostante.
Benché sia alle prese con vasti archivi e sistemi intricati, gran parte del lavoro di Brennan si focalizza sulle relazioni interpersonali e sugli incontri che attraversano le epoche. Questo focus si riflette nelle sue strette collaborazioni con esperti come archeologi, geologi e biologi. Alcuni di questi diventano figure chiave nelle sue opere. L’archeologo forense Dr Christos Tsirogiannis, una presenza fondamentale in questa mostra, è uno dei collaboratori.
Le ricerche di Brennan l’hanno portata dal Libano a Londra e in tutta Europa, svelando le storie intricate di antichi oggetti recuperati. Queste narrazioni rivelano il passato complesso di manufatti strappati con violenza dai loro contesti, e allo stesso tempo riconoscono tacitamente le storie irrimediabilmente andate perse durante il processo. Nel fare ciò, Brennan innesca dibattiti urgenti sulla perdita e sullo spostamento del patrimonio culturale, dando anche spazio a voci che rimangono spesso inascoltate.
Presentata insieme alle mostre personali Alicja Kwade: Pretopia e Hu Xiaoyuan: Veering, Records appartiene alla serie Breakthrough di Tai Kwun Contemporary, che esplora la materialità e la narrazione attraverso approcci diversi e creativi. Questo trittico di mostre mette in evidenza la dedizione di Tai Kwun nel sostenere l’arte contemporanea e nell’approfondire la comprensione del pubblico delle posizioni artistiche emergenti.
