17/05-12/07/2025
17/05-12/07/2025

Artisti: Taysir Batniji, Dora Budor, Jesse Darling, Agnieszka Kurant, P. Staff

“Le benedizioni sono difficili da immaginare. Più tangibile è il tecnofuturo che sanguina rapidamente nel tecnopresente”. Emily Segal

Myths of the new future è una mostra che unisce il lavoro di cinque artisti che, in vari e distinti modi, affrontano le tensioni psicosociali nella vita urbana di tutti i giorni. Identificando un particolare aspetto ansioso, instabile e incoerente nel periodo tardo capitalista in cui ci troviamo, Myths of the new future gira intorno alla domanda su come ci si sente ad essere vivi in questo momento storico, tramite opere sperimentali e concettuali di scultura, video, disegno, poesia e fotografia. Gli artisti coinvolti offrono proposte che esplorano stati affettivi, intensità emotive e il perturbante carattere della nostra sfera sociale urbana odierna.

Rifacendosi al titolo di un racconto del 1982 scritto da J.G. Ballard (1930-2009), la mostra evoca molti trope “ballardiani”: architetture ostili, controllo aziendale, tecnologie malefiche, collasso civile, un corpo sociale spinto dalla brutalità e dal desiderio – creando così connessioni con le condizioni materiali del presente.

Con la consapevolezza delle forze che formano la nostra esperienza psichica, gli artisti puntano a un’ondata di aggressori mentali che alimentano stati nervosi: crisi ecologiche e guerra; contesti socio politici instabili e democrazie neoliberali incerte; si misurano così con le egemonie digitali e con la sconcertante immediatezza del “tecnopresente”. Gli artisti rendono visibili i loro sentimenti di straniamento all’interno di questo continuum, e così facendo, mettono in discussione i modi in cui regoliamo la vita e l’esistenza. Esponendo le crepe sempre più profonde che stanno apparendo nella società, il loro lavoro dimostra la precarietà del mondo urbano artificiale mentre crea spazio per l’urgenza di altre possibili traiettorie e futuri innumerevoli.

Myths of the new future si realizza all’interno di panorami già conosciuti: scenari urbani privatizzati, ambienti commerciali mediati, centri burocratici e piattaforme digitali smaterializzate. Gli artisti lavorano per sovvertire questi spazi senza attrito, utilizzando il dark humour, facendo valere le sensazioni corporee e coltivando un senso amplificato del surrealismo. Gli artisti, performando atti minori di vandalismo o altrimenti scegliendo tra i detriti lasciati dall’umano dell’Antropocene, creano nuove e sprezzanti modalità di distruggere i ritmi della vita normale e festeggiano nel potenziale generativo del collasso. In questo modo, Myths of the new future potrebbe essere considerata una mitologia speculativa di un nuovo futuro che si avvicina in fretta.


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