VI PER Gallery - Praga
16/05-12/07/2025

Oggi il cemento è il materiale da costruzione più utilizzato al mondo. Le specifiche dinamiche guidate dal capitale che hanno spinto l’industria del cemento sin dalla sua comparsa fin dal XIX secolo e durante la sua rapida espansione nel XX secolo l’hanno consolidato come materiale fondamentale nella definizione del paesaggio contemporaneo, sia naturale che artificiale. Il suo impatto ecologico va oltre gli edifici e il suolo che essi occupano, avendo esercitato da due secoli il potere di trasformare paesaggi, risorse naturali, strutture sociali e lavorative, economie e ambienti. Dall’estrazione delle materie prime fino alla costruzione delle città, il cemento è presente in tutte le sue forme come agente di cambiamento, penetrando nelle economie e perfino nell’aria che respiriamo. Il noto composto di cinque parti di calcare (CaCO3), due parti di alluminosilicati e gesso aggiunto, ha rivoluzionato radicalmente l’industria dell’edilizia: i suoi processi di produzione, distribuzione e utilizzo, hanno cambiato il mondo.

Il Messico è il dodicesimo produttore di cemento a livello globale e ospita la seconda azienda produttrice di cemento più grande al mondo, consumando internamente il 97% del cemento che produce. Questa condizione è favorita da un territorio costituito per l’87% da calcare e da un quadro normativo che esenta dall’obbligo di autorizzazione l’estrazione di rocce e materiali destinati esclusivamente a usi edilizi, lasciando il paesaggio privo di tutele di fronte a una delle industrie più grandi del paese e redendolo il terreno ideale per una crescita esponenziale.

Ecologies of the Machine: Landscapes of Cement and Power esplora le molteplici ecologie, i sistemi e le trasformazioni del paesaggio generate dalla macchina economica e tecnologica che è l’industria del cemento in Messico. Attraverso l’analisi del discorso storico e delle narrazioni contemporanee legate al settore, la mostra si propone di far emergere la storia nascosta di queste realtà, mostrando come abbiano contribuito a mantenere la posizione, il potere e il profitto di individui e gruppi, e mettendo in luce le dinamiche di potere che attraversano i sistemi socio-tecnici, oltre a documentare le inevitabili e spesso trascurate trasformazioni del paesaggio messicano. La mostra, costruita attorno al forno rotante, elemento chiave nella produzione del cemento, funziona come una macchina che trasforma la materia in materiale, articolandosi attorno a sei temi: cultura, lavoro, capitale, autocostruzione, società e ambiente, per analizzare il cemento come materiale, come industria e come ideologia.

Research project: Erika Loana and Kim Förster / Curator: Tania Tovar Torres.

Ecologies of the Machine: Landscapes of Cement and Power presents material from the Atlas Materia Prima project. Organized by VI PER Gallery, Prague, and Proyector, Ciudad de México.


www.vipergallery.org