08 / 11 / 2007 – 31 / 12 / 2007

A cura di Marco Mancuso – Claudia D’Alonzo

Traffic Gallery – Bergamo


Gli spazi della Traffic Gallery di Bargamo hanno ospitato la mostra “op7”, del collettivo milanese otolab,  a cura di Marco Mancuso e Claudia D’Alonzo per Digicult: dalla mostra è stato stampato un catalogo con testi critici di Marco Mancuso e Claudia Attimonelli.

La mostra presso la Traffic Gallery si propone di documentare e reinterpretare uno dei più recenti lavori live di otolab, “op7”. Performance audiovisiva, nata nel 2006 in occasione del festival Mixed Media all’ Hangar Bicocca di Milano, è presentata in mostra attraverso un’installazione video dell’opera, un trittico e sette stampe fotografiche tratte da stills del materiale video originale.

Testo critico:
“op7: la ricerca dell’orizzonte audiovisivo”

Otolab nasce nel 2001 come un’unica identità entro la quale collaborano musicisti, djs, vjs, video-artisti, video makers, web designers, grafici e architetti legati dalla ricerca di compenetrazione tra immagine e suono. Attraverso una prassi di tipo laboratoriale, incentrata sulla condivisione di esperienze e saperi, otolab ha prodotto negli anni progetti collettivi ed individuali, che vanno dal live media all’installazione, dall’elettronica sperimentale alla techno, modi differenti attraverso i quali sperimentare percezioni ibride di suoni e visioni sintetici.

Il concept dell’opera “op7” nasce da una commissione di Marco Mancuso/Digicult nell’ambito della curatela del festival Mixed Media 2006, allo scopo di invitare il collettivo milanese a dialogare in modalità site-specific con l’opera “I sette palazzi celesti” dell’artista belga Anselm Kiefer, sette torri post-industriali installate in modo permanente nella location del festival, l’Hangar Bicocca di Milano. Otolab mette così in scena, in una proiezione a cinque schermi, un percorso optical attraverso sette tunnel nei quali l’occhio precipita e si lascia trasportare, in un alternarsi di bianco e nero minimale.

I suoni generano forme bidimensionali architettate intorno ad un orizzonte, unico fulcro visivo nel vuoto, asse intorno al quale “op7” gioca con l’occhio dello spettatore, inganna la retina generando spazi tridimensionali illusori, nati dall’intarsio dinamico di geometrie piatte. Ciascuno dei sette percorsi è introdotto da momenti di sospensione sensoriale che accompagnano lo spettatore ad abbandonare il tunnel precedente per prepararsi ad un nuovo viaggio. Sei zone di confine caratterizzate da suoni pulviscolari e visioni pittoriche create dal Pepposcopio, strumento ottico progettato dal gruppo ed esposto in mostra.

Otolab ha collaborato come gruppo alla realizzazione di iniziative culturali autogestite, organizza inoltre seminari e workshop. Del 2004 la prima retrospettiva sul lavoro del collettivo presso il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea di Roma, a cura di Lucrezia Cippitelli. Il gruppo è stato ospite, con live set ed installazioni, in mostre e manifestazioni, nazionali ed internazionali tra le quali:

– Dissonanze ‘06, Roma

– Clubtransmediale ‘05, Berlino

– Arte Nuevo Interactiva ’05, Bienal Internacional de Merida, Mexico

– Istanbul Contemporary Art Museum, Turkey

– Gallery Noass, Art and Culture Project Noass, Riga, Latvia

– Netmage ’04 Bologna