Il tema dell’acqua ritorna ciclicamente nell’immaginario di Peter Greenaway, artista multiforme, con una formazione da pittore ed una carriera da regista cinematografico. Anche questo nuovo progetto salernitano, per l’inconsueto spazio dell’altoforno sulle rive dell’Irno, s’inserisce in quel filone visionario che prende l’avvio dal film Drowning by numbers, premiato a Cannes nel 1988, e che approda, nel 2005, al concerto/performance Writing on water, in cui Greenaway coniuga il tema dell’acqua a tre fonti letterarie: il celebre romanzo Moby Dick, il poema inglese The rime of the Ancient mariner di Samuel Taylor Coleridge e, soprattutto, La Tempesta di Shakespeare che era stata già alla base del suo film The Prospero’s Book (1991).
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