Il Bergen Kunsthall inaugura la stagione con una presentazione a 360 gradi dell’artista italo-tedesca Rosa Barba e con Farafra, una sound installation di Willem de Rooij. Le pellicole si dispiegano nel tempo e l’illusione del loro movimento appare nitida attraverso la proiezione continua d’immagini fisse grazie a un fascio di luce sullo schermo. Queste le proprietà fondamentali, specifiche della pellicola analogica, che Rosa Barba, nei suoi lavori, decostruisce e al tempo stesso accentua.
Time as Perspective-Chapter 2, il titolo della mostra della Barba, è anche il nome dalla nuova pellicola in 35 mm protagonista delle mostre di Zurigo e di Bergen. Per la Barba il tempo non è solo un movimento lineare e progressivo, è qualcosa che si muove su strati di profondità. “Gli intervalli di tempo, posti l’uno sull’altro in una sorta di “tempo profondo” geologico, sono i principi ispiratori delle mie idee sulla pellicola in quanto mezzo di espressione” afferma l’artista stessa. Così la pellicola si trasforma in un imprint di profondità di tempo, dove è possibile vedere o percepire una struttura spaziale all’interno della storia, con tutti i suoi strati e le sue trasformazioni.
Time as Perspective-Chapter 2 è stato girato in un deserto nel Texas. Rosa Barba si è da sempre interessata a questo tipo di spazi aperti e selvaggi dove il tempo, secondo l’artista stessa, “sembra espandersi infinitamente in qualsiasi direzione”. Questo tempo infinito sottrae alla ripresa ogni tipo di datazione. In Time as Perspective-Chapter 2 non è chiaro se il paesaggio, con lo scavare ritmico delle sue torri telescopiche, sia un’istantanea storica o una visione del futuro.
“Time as perspective” è l’anello che lega i due capitoli della mostra, a Zurigo e a Bergen. La mostra è riposizionata con una nuova “prospettiva” in ognuno dei capitoli, partendo dalle diverse architetture degli istituti.
Rosa Barba nasce in Italia nel 1972. Vive e lavora a Berlino. La mostra è stata realizzata in collaborazione con Kunsthaus Zürich e si divide in due capitoli. Dopo un prologo al Jeu de Paume a Parigi (maggio 2012), Chapter 1 che è stato esposto a Zurigo (6 giugno–9 settembre 2012), a cura di Mirjam Varadinis, Chapter 2 al Bergen Kunsthall è a cura di Solveig Øvstebø.
Farafra (2012) è la prima sound installation di Willem de Rooij. Si tratta di registrazioni audio in un allevamento di cammelli nell’area deserta di Farafra, a ovest dell’Egitto, al confine con la Libia. La composizione, della durata di 15 minuti,costituisce un intimo e toccante incontro uditivo con questi animali normalmente quieti. In assenza di nemici naturali, gli animali non hanno avuto bisogno di emettere suoni come meccanismo di difesa. Il risultato finale è il suono dei cammelli come un insieme indefinibile di gemiti e lamenti.
Sradicato dalle sue origini e riprodotto in una stanza altrimenti vuota, il suono in Farafra echeggia come un qualcosa di stranamente umano. In Farafra, de Rooij utilizza la registrazione audio come materia prima per un lavoro semanticamente ambivalente dove entra in gioco il rapporto tra immediatezza e risonanze lontane. Willem de Rooij è nato a Beverwijk, nei Paesi Bassi nel 1969. Vive e lavora a Berlino.
http://www.kunsthall.no/default.asp?AID=1386&ID=26&K=1&act=akt


