La bitform gallery è lieta di annunciare Angles, la quinta mostra personale a New York dell’artista israelo-americano Daniel Rozin. A partire dalla fine degli anni ‘90 le costruzioni in software e scultura di Rozin hanno investigato i segnali psicologici e ottici riguardanti la costruzione dell’immagine, come la struttura e la materialità del piano della figura.
Partendo dalla griglia rettilinea tradizionale, che era la base del suo oggetto di esposizione X by Y del 2010, la nuova serie di opere di Rozin propone un’altra base geometrica di creazione dell’immagine. Focalizzandosi sui sistemi rotazionali di orientamento, Angles celebra i simboli polari o angolari dell’informazione pittografica. Utilizzando il triangolo ed elementi scultorei che distorcono la loro forma, la conversione della griglia di Rozin evidenzia una nuova dimensione della rappresentazione formale.
Nell’opera di Rozin, la trasformazione del piano dell’immagine è un mezzo che permette di esplorare il comportamento animato, la rappresentazione e l’illusione. Mescolando geometria e partecipazione, le installazioni di Rozin sono state celebrate a lungo per le loro proprietà cinetiche e interattive. Basate sulla gestualità del corpo, tre opere nella mostra Angles sono specchi di vario tipo e rispondono alla presenza dei visitatori in tempo reale, ricreando una rappresentazione visiva delle loro sembianze.
Fan Mirror è una scultura libera che misura più di quattro metri. La sua struttura generale e la cornice tonda suggeriscono il ventaglio orientale, un oggetto decorativo emerso per la prima volta nel decimo secolo e che acquisì popolarità durante la dinastia Ming. La scultura è composta da diciassette asticelle di legno che supportano 153 ventagli, in una moltitudine di dimensioni e colori, provenienti da Corea, Taiwan, Spagna e Giappone. Prodotti con materiali che variano dal legno di sandalo alla seta sintetica alla plastica, ogni ventaglio viene attivato da un motore controllato da un computer, facendo in modo che le bande si aprano e si chiudano ritmicamente. Ampi disegni si srotolano sulla superficie inarcata di Fan Mirror, schiudendosi in anelli che assomigliano alla buccia di una cipolla o alla coda di un pavone.
La sequenza di movimento in quest’opera è diretta in parte dal coinvolgimento dell’osservatore. Quando si avvicina molto, i ventagli, che sono anche connessi a una telecamera, si muovono per creare una sagoma accennata dell’osservatore all’interno della scultura. Quando si è più distanti, il movimento è generato da un algoritmo programmato dall’artista.
Angles Mirror rifiuta l’idea di costruire un’immagine basata su una luminosità e un’oscurità relative. Esplora un sistema di rotazione lineare che indica la direzione del profilo di un oggetto. Una scultura da parete, Angles Mirror è un blocco di acciaio triangolare e appuntito, cosparso di bracci pieghevoli gialli che ruotano. Basato sulla griglia isometrica, la sua struttura predilige gli schemi e gli angoli che si trovano in un triangolo equilatero. I bracci, che non possono cambiare brillantezza e luminosità, utilizzano l’input trasmesso da una telecamera e ricostruiscono quello che vedono con aree di diversi angoli che variano.
Lo spazio negativo che circonda lo spettatore viene tradotto sul piano dell’immagine in linee orizzontali. Più che creare un’immagine fotorealistica, viene rappresentato il movimento tridimensionale di una figura, raffigurando il flusso ottico come vicinanza dell’osservatore ai cambiamenti dell’immagine. Un profilo sfumato è il risultato del movimento dell’osservatore, alterando il modo in cui viene percepita la struttura dello spazio. Simile a Fan Mirror, in Angles Mirror la sequenza di movimento lungo il piano dell’immagine viene diretta in parte dai visitatori. Quando lo spettatore si allontana dall’opera o sceglie di vedere la scultura da una certa distanza, una serie di immagine predefinite e transizioni ricoprono la superficie dell’oggetto.
Software Mirror No.12 è una proiezione di un video a colori che processa l’immagine vivente catturata da una piccola telecamera. Prendendo le stesse restrizioni per la costruzione dell’immagine di Angles Mirror, Software Mirror No.12 utilizza la trasformazione rotazionale della linea come unico mezzo di rappresentazione. Risultando come una texture di pittura, il software progettato dall’artista manipola un insieme finito di linee rette che ruotano da una posizione all’altra, tentando di riprodurre le caratteristiche e i contorni angolari di una scena visiva. Tagliando i bordi della telecamera e torcendo virtualmente la sua immaginaria tridimensionalità, la proiezione è all’interno di un ovale che richiama un effetto di sorveglianza di un osservatore che fissa dalla spioncino di una porta.
Ispirata dall’Op Art degli anni ‘50 e ‘60, Twisted Strips è una scultura in movimento che esplora la generazione di immagini in serie e l’illusione percettiva. Spezzando il piano dell’immagine in un campo nero con ventuno strisce bianche verticali motorizzate, la scultura produce onde ritmiche di movimento. Lo schema animato passa da una linea arcuata a una frequenza, mentre i due motori su ogni striscia ruotano continuamente in fase e fuori fase. Utilizzando un approccio visivamente analogo alla struttura circolare della registrazione tipica della minimal music e della phase music, attraverso la composizione scorrono continuamente nuove forme e vengono percepite dall’occhio umano come un’unica immagine in movimento.
BIOGRAFIA
L’artista Daniel Rozin, che vive a New York, (nato nel 1961 a Gerusalemme, Israele) crea installazioni e sculture interattive che hanno la capacità eccezionale di cambiare e reagire alla presenza dell’osservatore. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private tra cui Chrysler Museum, Borusan, AT&T, Fidelity Investments, la Fundación Privada Sorigué, il Perot Museum of Nature and Science e la MUSAC Fundación e molti altre. Le precedenti esposizioni delle sue opere comprendono Reina Sofia National Museum, Madrid; Victoria and Albert Museum, Londra; The Garage CCC, Mosca; Israel Museum, Gerusalemme; Milwaukee Art Museum; Whitworth Art Gallery, Manchester; Taiwan National Museum of Fine Art, Taipei; ICA Portland, Maine; Central Academy of Fine Arts Museums, Pechino; Peabody Essex Museum, Salem; e Sundance Film Festival. Nell’autunno 2014 verrà inaugurata una nuova mostra commissionata per l’aeroporto internazionale Taoyuan di Taiwan.


