“Con il suo orientamento internazionale e un programma formativo profondamente artistico, discorsivo e tecnico, l’Istituto di architettura dell’Università di arti applicate di Vienna produce opere di fondamentale importanza ed è alla ricerca di strategie visionarie che prendano in esame le domande più urgenti del nostro tempo e del futuro prossimo: qual è il ruolo dell’architettura in relazione alle culture e alle società contemporanee, ai processi di urbanizzazione, alle politiche identitarie, alle migrazioni, al cambiamento climatico, alle sfide ambientali e alle tecnologie dirompenti? Come vogliamo vivere e coesistere? Come sarà il nostro futuro e si presenterà a livello spaziale, fisico e virtuale? Quale ruolo avranno gli sviluppi digitali e la tecnologia in tutto ciò? Qual è il ruolo dell’architettura nell’affrontare questioni sull’estetica e sulla bellezza radicale?
Gli immaginari hanno un potere formativo; possono essere probabili, plausibili, possibili o preferibili. Sono attivati da mondi reali o mediati. Operano come una struttura, un’interfaccia o una simulazione. Elaborano significati individuali, condivisi e sociali e le relazioni con l’altro. Sfidano ciò che è esistente ed espandono i nostri modi di conoscere. Immaginari ampi e bizzarri.
In quali modi gli immaginari operano come strumenti che spingono avanti le proposte alle domande sopracitate?
Cornelius Castoriadis, filosofo e critico sociale, vedeva l’immaginazione radicale come una forza creativa che modella la nostra percezione della realtà e la nostra capacità di concepire nuove possibilità. Su una scala più ampia, la sua idea di immaginario sociale rappresenta l’immaginazione di una società, presentata nel suo modo di vivere, di vedere e creare la propria esistenza.
Dal punto di vista della cognizione progettuale e dell’educazione al design, l’immaginazione è essenziale per ciò che Nigel Cross descrive come i “modi di conoscere da progettista” (designerly ways of knowing), incoraggiando la capacità umana di comporre in modo significativo il mondo in cui viviamo e di far evolvere il design e l’architettura come disciplina delle possibilità.
Perciò, la serie di conferenze di quest’anno, Applied Imaginaries (Immaginari applicati), è curata come un atlante di progetti, pratiche e strategie che trasformano gli immaginari in tentativi di design, alcuni realizzati, mentre altri presentati come ipotesi ancora da formare o attuare.
Nel periodo invernale 2024/’25 non vediamo l’ora di esplorare gli immaginari con:
Mercoledì 2 ottobre, ore 18:00, I oA Square
Lara Lesmes e Fredrik Hellberg (Space Popular)
Giovedì 7 novembre, ore 18:00, I oA Square
Ippolito Pestellini Laparelli (2050+)
Giovedì 19 dicembre, ore 18:00, I oA Square
Anne Holtrop (Studio Anne Holtrop)
In programma per il periodo estivo 2025:
Marzo 2025, tbc, I oA Square
Sam Chermayeff (Sam Chermayeff Office)
Aprile 2025, tbc, I oA Square
Lucy McRae (Future Sensitive)
Gli eventi si svolgono in presenza, sono gratuiti e aperti al pubblico. Scopri di più riguardo alle nostre edizioni passate sul nostro sito web. Sliver team: Camille Breuil, Anna Gulinska, Maja Ozvaldič, Giacomo Pala, Galo Moncayo.
