MARIBOR ART GALLERY - MARIBOR
21 OCTOBER - 19 NOVEMBER 2010

A cura di Domenico Quaranta


Piattaforma concepita da Janez Janša


Artisti presenti:
Lucas Bambozzi, Vaginal Davis, IOCOSE, Irwin, Janez Janša, Janez Janša, Janez Janša, Eva and Franco Mattes (aka 0100101110101101.ORG), OHO group, SilentCell Network (Mare Bulc, Janez Janša, Bojana Kunst, Igor Štromajer)

L’Istituto di Arte Contemporanea Aksioma di Lubiana e la Maribor Art Gallery sono liete di annunciare l’apertura di “RE: akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-porting”, una mostra delle opere realizzate negli ultimi tre anni nell’ambito della piattaforma “RE:akt!”.

Negli ultimi anni il termine ri-costruzione e le pratiche ad esso annesse hanno riscosso un successo sempre maggiore all’interno del contesto artistico. Da un lato, il successo della ri-costruzione sembra essere connesso ad un forte ritorno alla performance art, sia come genere praticato dalle nuove generazioni, sia come attività artistica con una connotazione storica precisa.

Dall’altro il termine accompagna due fenomeni che, almeno a prima vista, hanno davvero poco in comune: ri-proporre performance artistiche del passato e ri-visitare in chiave artistica eventi “reali”, connessi cioè ad avvenimenti storici o attuali, a fatti del passato o del presente.

“RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting” si propone sia di indagare la complessità di questi concetti sia di liberarsene, guardando alla ri-costruzione non soltanto come a un modo di “giocare il proprio ruolo in maniera attiva” o di “restituire vita alla storia”, ma piuttosto come a una strategia di critica culturale e di espressione artistica. “RE:akt!” non vuol dire solo “agire di nuovo” ma anche “rispondere/ reagire” e “RE:act!” (“oggetto: agire!”) significa proprio mettere a confronto gli attuali canoni ideologici e intellettuali, le strutture di potere, le strategie politiche, e i canali di distribuzione mediante la ri-costruzione di eventi storici e culturalmente rilevanti accuratamente selezionati.

Attraverso processi di analisi, decostruzione, ri-costruzione e ri-presentazione, il progetto di ricerca intermediale “RE:akt!” analizza il ruolo dei mezzi di comunicazione nella manipolazione delle percezioni e nella creazione di miti postmoderni e di mitologie contemporanee.

Così, la mostra “RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting”, curata dal critico d’arte e curatore Italiano Domenico Quaranta, metterà insieme dieci diversi approcci al concetto di ri-costruzione: da Ich Lubbe Berlin! (2005, SilentCell Network), una ripresa dell’incendio del 1933 del Reichstag di Berlino che esplora il significato contemporaneo di simboli come il Reichstag stesso, e di concetti come “comunismo” e “terrorismo”; a Das KAPITAL (2006, Janez Janša), una performance che rimette in scena l’occupazione della Cecoslovacchia del 1968 ad opera delle forze del Patto di Varsavia utilizzando il linguaggio di famosi artisti di strada; da C’était un rendez-vous (déja vu) (Janez Janša in collaborazione con Quentin Drouet), un progetto che gioca con la storia paradigmatica di una celebre opera d’arte, il film C’était un rendez-vous di Claude Lelouch, nel passaggio dal “cinema verità” alla “media fiction”; a VD as VB (2007), una serie di performance in cui Vaginal Davis, la “gran dama” delle drag queen di Los Angeles, interagisce con le opere di Vanessa Beercroft.

In Mount Triglav on Mount Triglav (2007 – 2008), i tre artisti Janez Janša, Janez Janša e Janez Janša rimettono in scena una celebre performance degli anni sessanta degli OHO, recentemente usata dal gruppo IRWIN per il progetto Like to Like Series (2004), rappresentandola sullo stesso Mount Triglav, e poi trasformandola in una scultura d’oro monumentale. Janez Janša, nel suo Slovene National Theatre (2007), ha trasformato un triste episodio di razzismo contro zingari avvenuto recentemente, noto in Slovenia come “il caso Ambrus”, in un pezzo teatrale, presentandolo come fosse un prodotto mediatico.

Nell’opera Synthetic Performances (2007), Eva e Franco Mattes, aka 0100101110101101.ORG, riadattano sulla piattaforma virtuale di Second Life una serie di performance storiche che sono tutto fuorché virtuali, ma che trattano di problematiche relative al corpo, alla violenza, al sesso e al dolore, esplorando così il significato di problemi reali all’interno di un mondo virtuale. In SS-XXX | Die Frau Helga (2007), Janez Janša (in collaborazione con Dejan Dragosavac Ruta) aggiunge nuovi dettagli e prove di evidenza a una “leggenda metropolitana” recentemente circolata sul web e sui media tradizionali, riguardante la presunta creazione di una bambola gonfiabile virtuale da parte dei nazisti.

In 2009 RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting has been displayed at the National Museum of Contemporary Art Bucharest, Romania, the ŠKUC Gallery, Ljubljana, Slovenia and the Museum of Modern and Contemporary Art Rijeka, Croatia.

Pertanto performance e ri-costruzione non sono le uniche parole chiave della manifestazione, ma a queste si aggiungono anche strategie di documentazione, remix, “re-invoicement”, rivisitazione e ri-mediazione (come nel progetto The Day São Paulo Stopped 2009 dell’artista brasiliano Lucas Bambozzi), e altri mezzi come stampe fotografiche, video, installazioni mediatiche e persino architetture (come nel progetto che Janez Janša ha realizzato in collaborazione con Bor Pungerčič Il porto dell’amore, un omaggio a Fiume come esempio di utopia pirata).

In occasione della mostra di Maribor sarà presentata anche l’anteprima mondiale dell’ultimo lavoro prodotto nell’ambito della piattaforma “RE:akt!”: In the Long Run (2010), realizzato dal collettivo IOCOSE. L’opera – un falso necrologio televisivo della pop star Madonna – sviluppa le premesse della piattaforma in un modo inaspettato, ma necessario: la previsione mediatica di avvenimenti futuri.


Nel 2009 la mostra RE:akt! Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting è stata allestita presso il Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Bucharest, Romania, la ŠKUC Gallery di Lubiana, Slovenia, e il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka, Croazia.

http://www.reakt.org

http://www.aksioma.org/