Frankfurter Kunstverein - Frankfurt am Main
23 / 01 / 2015 – 26 / 04 / 2015

New Frankfurt International è un progetto di mostre iniziato nel 2010 dalla Frankfurter Kunstverein come formato espositivo ricorrente. L’idea di base è un focus sul considerevole potenziale artistico intrinseco della regione, nonché la presentazione di artisti che hanno vissuto e/o studiato a Francoforte e nella regione del Reno/Meno e che in parte sono già inseriti all’interno dei “nuovi internazionali” nel mondo dell’arte.

La seconda edizione del New Frankfurt Internationals è organizzata dalla Frankfurter Kunstverein (FKV) e dalla Nassauischer Kunstverein Wiesbaden (NKV), per poter estendere la visibilità dell’evento oltre i confini della città di Francoforte, della regione e della capitale dello Stato di Hessen.

Seguendo il motto “Solid signs”, entrambe le sedi ospiteranno opere di pittura, scultura, fotografia, illustrazione, video e performance di 41 artisti e gruppi di artisti. Una serie di opere è stata prodotta appositamente per la mostra.

Gunter Deller, “fragile fossile” 2, 2014, Film Still, © 

Solid Signs: Rivisitare materiali e tecniche artistiche

New Frankfurt Internationals: Solid Signs è focalizzata sull’interesse mostrato da vari artisti, da un po’ di tempo a questa parte, verso la rappresentazione fisica delle opere d’arte, nonchè la rivitalizzazione dei materiali e delle tecniche artistiche tradizionali. In particolare, una giovane generazione di artisti si sta concentrando sempre di più su mezzi illustrati e le loro diverse forme di espressione intrinseche. Per questi artisti, le proprietà dei materiali hanno lo stesso status di esecuzione, presentazione o sostanza di un’opera d’arte.

La presenza di opere d’arte come contromossa alla de-materializzazione

L’importanza data alla presenza fisica di oggetti e cose nell’arte sembrerebbe un tentativo cosciente di reagire alle tendenze predominanti nell’era del digitale. Questa nuova corrente è il tema principale del New Frankfurt Internationals: Solid Signs. Gli artisti presenti fotografano l’ambiente circostante utilizzando macchine fotografiche analogiche, stampano le foto su carta o uniscono fotochimica e processi di sviluppo a materiali e situazioni inusuali. Ritratti di paesaggi di grande formato sono realizzati all’aria aperta tramite un processo manifatturiero volutamente rallentato.

Infatti, le macchine fotografiche Super8 sono tornate in voga per creare immagini evocative più che scatti tecnicamente perfetti. Materiali semplici come legno, malta, carta e inchiostro vengono riscoperti come materiali principali per sculture e immagini. Gli artisti partecipanti utilizzano anche materiali e metodi nuovi, ma li esaminano attentamente per identificare le qualità estetiche e fisiche e le diverse consistenze che offrono.

Att Poomtangon, „The devil is in the details. (The Land of Nod)“, 2012

Artisti coinvolti: Florian Albrecht-Schoeck, Bianca Baldi, Khaled Barakeh, Jagoda Bednarsky, Valentin Beinroth, Alfred Boman, Andrew de Freitas, Gunter Deller, Dorothee Diebold, Christiane Feser, Genoveva Filipovic, Simon Fujiwara, Özlem Günyol & Mustafa Kunt, Florian Haas, Anne Imhof, Vytautas Jurevicius, Romuald Karmakar, Johanna Kintner, Michel Klöfkorn, Daniela Kneip Velescu, Sandra Kranich, Kristallo (Jonathan Penca, Charlotte Simon, Zink Tonsur), Carolin Liebl & Nikolas Schmid-Pfähler, Pia Linz, Emilia Neumann, Benjamin Patterson, Pennacchio Argentato, Att Poomtangon, Helena Schlichting, Helga Schmidhuber, Bernhard Schreiner, Jessica Sehrt, Simon Speiser, Lucie Stahl, Stefan Stark, Jol Thomson, Tracer (Thomas Bayrle, Martin Feldbauer, Daniel Kohl, Harald Pridgar), Raphaela Vogel, Markus Walenzyk, Jonas Weichsel, Sofi Żezmer.


www.fkv.de

www.kunstverein-wiesbaden.de

www.newfrankfurtinternationals.de