Nam June Paik Art Center - Yongin-si, Gyeonggi-do (Korea)
12 / 05 / 2020 – 07 / 03 / 2020

Dal 12 maggio 2020 al 7 marzo 2021 il Nam June Paik Art Center presenta una nuova mostra dal titolo Nam June Paik TV Wave. La mostra era già pronta il 24 marzo, il giorno in cui era originariamente prevista l’apertura, e il Nam June Paik Art Center è ora in attesa di confrontarsi con i visitatori.

Si stima che il 9 febbraio 1964, quando i Beatles fecero il loro debutto televisivo in America, circa 73 milioni di spettatori, più o meno il 40% della popolazione statunitense di quel periodo, guardarono l’Ed Sullivan Show, dimostrando l’incidenza della rock band britannica e del programma televisivo che insieme riuscirono a riunire numerose persone davanti ai loro televisori. Ciò segnò l’inizio della “British Invasion”, in cui la cultura britannica divenne popolare in America con i mass media, e iniziarono di conseguenza quelle ondate di cambiamenti sociali e culturali degli anni Sessanta, compresa la “controcultura”.

Recentemente, nel 2019, l’Ed Sullivan Theater ha portato la boy band coreana BTS in un talkshow. Questo evento è stato chiamato “BTS Invasion” e ha provato e amplificato l’influenza culturale dei musicisti pop in tutto il mondo. In questo modo la TV, rappresentante dei mass media, ha creato numerose icone dell’epoca, come i Beatles e i BTS, che hanno “invaso” la nostra vita quotidiana e la nostra cultura.

La mostra Nam June Paik TV Wave si concentra sulla sperimentazione e l’approfondimento della televisione di Paik, trattando i suoi lavori dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. La mostra ruota attorno alla parola chiave “programma” di Paik, una combinazione di video arte e telecomunicazione. Paik ha usato la televisione come mezzo artistico, influenzando la nostra vita e la società in vari modi.

Con la TV ha creato lavori artistici e dato la possibilità agli spettatori di gestirli, interessandosi a ciò che l’arte e i programmi televisivi avrebbero potuto fare per tantissime persone che guardano la TV. Senza dover andare in uno stadio o in un auditorium, grazie alla televisione è possibile guardare le stesse cose. Paik ha prestato attenzione al potere della trasmissione televisiva per consentire l’esperienza collettiva di guardare lo stesso programma e un’esperienza mediata pur non essendo presente sul posto.

Sfruttando la televisione, i programmi televisivi e il satellite, ha cercato di aumentare la comprensione delle diverse culture e di rappresentare un mondo che diventa un tutt’uno con la danza e con la musica. Secondo lui, la televisione è una comunicazione da punto a spazio, mentre il video da spazio a spazio. Per mezzo della “tele-visione” aveva immaginato un futuro in cui la trasmissione da punto a spazio rinvigorisce come le uova di pesce, in cui ognuno può produrre le proprie trasmissioni, con varie emittenti televisive, grandi e piccole, istituite in modo da rendere disponibili sistemi di trasmissione non monopolistici. La Nam June Paik TV Wave è in linea con questa visione, che ha cercato di abbattere le barriere culturali e di collegare diversi spazi per la comunicazione globale e l’armonia.

“Il telefono è un sistema di comunicazione da punto a punto.

La radio-TV è un sistema di comunicazione da punto a spazio… come le uova di pesce.

L’obiettivo finale della rivoluzione video è di creare una comunicazione da spazio a spazio, chiara e semplice, senza confusioni e interferenze reciproche”.

–Nam June Paik, “Binghamton Letter,” 8 gennaio 1972


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