mostre gta, ETH Zürich – Zurigo (Svizzera)
8/11-8/12/2023

Sidsel Meineche Hansen: HOOK NO 10. 

Galleria gta 

Camino, focolare, camera da letto, porta scorrevole, doppio gancio, muratura in mattoni, legno brunito, metallo fuso: le sculture presenti alla mostra di Sidsel Meineche Hansen, HOOK NO 10. pongono le basi per un’intricata rete di associazioni legate al lavoro, in particolare alla dipendenza fra riproduzione artigianale, industriale, biologica e sociale e i corpi che vi sono dietro.

L’opera-video Baby Jesus (2023) presenta un caso straordinario di intreccio tra la proprietà, il sé e la sopravvivenza. Hansen, in collaborazione con Therese Henningsen, raffigura quattro suore della Fraternità delle Piccole Sorelle di Gesù che vivono insieme in un condominio a Hoxton (Londra) e una casa condivisa a Walsingham, un paese di pellegrinaggio cattolico nel Regno Unito.  Prendendo “la croce” e i voti di povertà, castità e obbedienza, le suore rinunciano alla proprietà e al loro desiderio di possedere. “Il voto di castità equivale al non avere un compagno, né figli ed è qualcosa che costa caro (…), si sente intensamente quella mancanza. E non dirò che Dio arriva e la colma”. Guidate dal loro credo cattolico e il loro rapporto con Dio, il concetto di loro stesse è basato sulla diffusione del Vangelo attraverso lavori di servizio sottopagati e sulla vita in comunità. In questo modo si allineano agli outsider e mettono in pratica, in un certo senso, una contro-cultura rispetto all’aspirazione odierna di essere proprietari di casa. Anche in questo caso l’artigianato ha un ruolo fondamentale: una delle suore realizza Gesù Bambino in argilla da dozzine di stampi in gesso di diverse dimensioni, colmando letteralmente il vuoto riproducendo il messaggio della Chiesa con diversi articoli per bambini.

La mostra è realizzata in collaborazione con Four Boxes. Krabbesholm, Università popolare danese di Arte, Architettura, Design e Comunicazione Visiva.

Christelle Oyiri: VENOM VOYAGE

Atrio gta 

In VENOM VOYAGE, un’installazione immersiva che ricorda un’agenzia di viaggio, si viene attratti da immagini familiari di avventura, divertimento e relax per poi essere messi a confronto con la realtà di paesaggi tossici e colonizzati e il nostro immaginario distorto di essi. In occasione della mostra gta, presso l’ETH di Zurigo, Christelle Oyiri esplora i temi dell’alienazione coloniale. Una nuova serie di opere evidenzia la discrepanza tra l’immagine di Guadalupa e Martinica come mete di vacanze idilliache e la dura realtà che le due isole affrontano oggi: la contaminazione del suolo e dell’acqua dovuta all’uso di pesticidi in agricoltura, che ha causato gravi problemi di salute, in particolare il cancro. 

L’artista affronta il tema attraverso la lente del suo coinvolgimento personale: ricordi d’infanzia di vacanze felici nel suo Paese natale si intrecciano con ciò che deve affrontare oggi tornando da adulta. La posizione di Oyiri è ambivalente: i ricordi visivi dei viaggi con la sua famiglia sono anche radicati nell’orgoglio. Una testimonianza dell’unione, delle diverse classi sociali – di una famiglia nera della classe operaia che impiegava i propri risparmi annuali nell’esplorazione del riposo, della pace e della scoperta del sé. Guadalupa e Martinica erano pubblicizzate una volta come isole ‘’paradisiache’’, anche se i loro terreni erano contaminati da un fertilizzante, il Clordecone. Vietato negli USA e in Europa nel 1970, la Francia, che esercita anche l’autorità coloniale su queste isole, non l’ha mai vietato nel suo territorio d’oltremare. Si stima che la durata dell’inquinamento del Clordecone nel suolo nelle Antille francesi durerà per oltre sei secoli.

Elevation 1049: il progetto

‘’Elevation 1049’’ è stato lanciato per la prima volta nel 2014 e prende il nome dalle coordinate geografiche di Gstaad (1049). Questo progetto, prodotto dalla Fondazione Luma, presenta opere create in loco sviluppate sulle specifiche di tempo e spazio, a cui contribuiscono opere di artisti internazionali. La maggior parte delle opere è esposta, attivata o inscenata in un’ambientazione esterna nella regione di Saanenland, a Gstaad o nei dintorni, con l’obiettivo di ravvivare il dialogo tra la comunità creativa e la regione. 

Le mostre gta, presso l’ETH di Zurigo.

Le mostre gta sono parte dell’Istituto di Storia e Teoria dell’Architettura (gta) dell’ETH di Zurigo. Il programma espositivo funge da interfaccia tra teoria e pratica, presentando la ricerca e l’insegnamento nel Dipartimento di Architettura.


www.elevation1049.org