Questa mostra celebra l’inaugurazione di in situ, una nuova serie dedicata alle installazioni site-specific che spingono i confini delle pratiche contemporanee. Avvicinando artisti le cui opere abbracciano le arti visive, la tecnologia, la musica e la performance, in situ esplora modalità nuove nella percezione e nell’abitazione degli spazi.
in situ: Refik Anadol presenta Living Architecture: Gehry, un’installazione audiovisiva rivoluzionaria che reinventa il lascito architettonico di Frank Gehry servendosi dell’intelligenza artificiale (IA) e dell’arte generativa. Sviluppato dal Refik Anadol Studio, il modello personalizzato IA Large Architecture Model (LAM) si basa su tecnologia avanzata ed è stato addestrato per mesi con un vasto archivio di immagini, schizzi e progetti ad accesso libero per trasformare il linguaggio architettonico di Gehry in paesaggi in continuo cambiamento dalla forma, dal colore e dal movimento dinamico. Ad aumentare questo spettacolo visivo è un paesaggio sonoro composta da Kerim Karaoglu, che mescola audio generati con l’intelligenza artificiale a registrazioni materiali girate all’interno del museo stesso.
Living Architecture: Gehry si sviluppa in sei capitoli interconnessi, ognuno dei quali rappresenta una fase distinta dell’evoluzione dei dati nell’immaginazione architettonica:
- Capitolo I — Universo dei dati. Una vasta costellazione di materiali e dati – fotografie, progetti e documenti strutturali d’archivio – viene compilata in uno spazio di memoria.
- Capitolo II — Tracciamento dei dati. Con l’elaborazione dei dati emergono modelli complessi attraverso la disposizione di forme, texture e composizioni spaziali.
- Capitolo III — Tunnel dei dati. I dati diventano ambienti visivi immersivi nello spazio latente, stimolando i visitatori a interagire con il processo evolutivo di collaborazione uomo-macchina.
- Capitolo IV — Large Architecture Model. Trasformando le forme di Gehry, l’IA genera nuove possibilità architettoniche che spingono i confini dell’immaginazione e del design.
- Capitolo V — Allucinazione della macchina. Un momento di astrazione in cui le strutture generate dall’intelligenza artificiale si liberano dai vincoli spaziali convenzionali, offrendo visioni allucinatorie simili a sogni.
- Capitolo VI — Sogni. Un ritorno al mondo dell’architettura, ora concepito attraverso l’immaginazione priva di limiti dell’IA: qui l’architettura si trasforma in tempo reale, generando continuamente nuove forme che emergono e si evolvono sul momento.
In quanto esposizione inaugurale della serie in situ, Living Architecture: Gehry esemplifica il modo in cui Anadol esplora il futuro dell’arte site-specific e guidata dall’intelligenza artificiale, dove i dati diventano materiali e lo spazio diventa una tela in continua evoluzione della memoria, della forma e dell’immaginazione.
Basata su dati di provenienza etica e alimentata dall’applicazione di un’informatica sostenibile, l’installazione riflette un approccio coscienzioso alla creazione digitale, in cui l’innovazione e la responsabilità vanno di pari passo.
