Julia Stoschek Foundation – Düsseldorf (Germania)
11/04/2024-2/02/2025

La Julia Stoschek Foundation è molto lieta di presentare Lynn Hershman Leeson: Are Our Eyes Targets?, la prima mostra personale della rinomata artista e pioniera dei media con sede a Düsseldorf. L’esposizione occupa l’intero secondo piano della Fondazione e prevede video, foto collage e installazioni multimediali interattive che approfondiscono il lavoro rivoluzionario dell’artista.

Nel 2024 si celebra il quarantesimo anniversario della fantastica installazione video The Electronic Diaries of Lynn Hershman Leeson19842019 (1984–2019), vero e proprio fulcro della mostra. Hershman Leeson analizza la sua personale esperienza di abuso e malattia e il rapporto con la tecnologia all’interno del contesto politico globale. Mentre l’opera alterna diversi archi temporali e prospettive, lo spettatore si imbatte nell’evoluzione di molteplici personalità, talvolta contraddittorie, che rappresentano l’artista. Queste personalità mutabili portano a chiederci quanto di ciò che vediamo sui nostri schermi è vero, evidenziando la differenza tra la realtà e le immagini che noi stessi creiamo. Nell’attuale panorama dei media, il lavoro di Hershman Leeson risulta più vero che mai. Per saperne di più, leggere qui.

La mostra Lynn Hershman Leeson: Are Our Eyes Targets? è curata da Lisa Long, direttrice artistica della Julia Stoschek Foundation, con supporto di Line Ajan, assistente curatrice.

Digital Diaries
Dal 11 aprile 2024 al 2 febbraio 2025, JSF Düsseldorf

Artisti: Alex Ayed, Sophie Calle, Sophie Gogl, Rindon Johnson, Kristin Lucas, Sarah Lucas, Jota Mombaça, Hannah Perry, Frances Stark, Martine Syms, Wolfgang Tillmans, Tromarama, Hannah Wilke.

La mostra collettiva Digital Diaries esamina come gli artisti hanno sperimentato l’arte digitale e i video nel mondo diaristico dagli anni ’70 ad oggi. Ispirati dall’iconico lavoro di Hershman Leeson The Electronic Diaries of Lynn Hershman Leeson 1984–2019 (1984–2019), Digital Diaries raccoglie video, fotografie, videosculture e opere multimediali che registrano esperienze intime degli artisti. Accostando pezzi della collezione e opere prese in prestito, la mostra unisce vecchi video di Sophie Calle e Hannah Wilke a lavori contemporanei, tra gli altri, di Alex AyedJota MombaçaHannah PerryTromarama.

Attraverso l’intreccio di immagini e scrittura personale, questi artisti usano lo storytelling e la tecnologia per creare immagini di loro stessi e mostrare la loro vita privata. Dalla realizzazione di autoritratti e video delle proprie case a SMS e conversazioni in chat, i lavori spaziano dall’intimità della vita quotidiana, come in una foto di Wolfgang Tillmans o in un video di Ken Okiishi, a una più ampia prospettiva sociopolitica, come nel video di Rindon Johnson. Attraverso l’evoluzione di film, video e fotografia, così come dei nostri mezzi di comunicazione, gli artisti riflettono sull’impatto della tecnologia sulla costruzione e sulla performance del genere e dell’identità.


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