Amos Rex – Helsinki (Finland)
21/09/2022- 26/02/2023

Una bolla di sapone luccicante fluttua nell’aria. Un bambino tira all’indietro la corda di un arco. La sua schiena si raddrizza e i suoi occhi si chiudono poco prima che una freccia con una ventosa in gomma voli via. La superficie di uno stagno nero riflette l’immagine di una zattera sulla quale giace una ragazza addormentata, come se galleggiasse in un sogno. Che tipo di mondo si rivela sotto i suoi occhi chiusi?

Tutte le diverse sfumature del pianeta si sono condensate nel grigio. Il paesaggio notturno combina il noto e l’ignoto al tempo stesso – e dall’altra parte, il tempo e l’atemporalità.

Queste figure mistiche e questi momenti ibernati fanno parte del mondo creato dall’artista belga Hans Op de Beeck (n. 1969) all’Amos Rex. The Quiet Parade è un paesaggio mentale scultoreo che comprende opere realizzate dal 2015 al 2022 e un paesaggio sonoro composto per la mostra. L’artista ci invita a vagare in un parco enigmatico.

L’arte di Op de Beeck raffigura la vita, la sua caducità e bellezza, e la sua tragicommedia. L’artista, che si muove fluidamente attraverso vari media, afferma di navigare a metà tra il linguaggio barocco e il linguaggio minimalista, con un pizzico di estetica kitsch da supermercato. Le opere scultoree rimandano alla tradizione della scultura classica con echi del mondo reale. Non rappresentano la realtà, piuttosto interpretazioni della stessa.

Spettacolo proporzionale e allusioni alla storia dell’arte rientrano nel lavoro artistico di Op de Beeck. Danse Macabre, un’opera al centro della mostra, fa riferimento al motivo della “danza della morte”, metafora diffusa dell’universalità della morte secondo l’arte ecclesiastica del tardo Medioevo. Le sorprendenti figure sul carosello ricordano la parata dolceamara della vita e della morte. Il tempo e il memento mori (“ricordati che devi morire”) fungono anche da temi essenziali nelle opere che raffigurano un pezzo di torta sovradimensionato e nature morte, in cui l’artista estende le classiche proporzioni e di conseguenza distorce l’esperienza spaziale e corporea del visitatore. Le opere sono come scene della realtà, eppure ricche di possibilità surreali di un mondo onirico dove persino una mora minuscola può diventare gigantesca.

Il delicato gradiente tra illusione e verità viene evidenziato nel video Staging Silence (3), nel quale l’artista gioca con il potere dell’illusione visiva. I paesaggi si trasformano davanti agli occhi del visitatore, mentre mani umane si allungano dai bordi dell’immagine, collegandosi al tema in modo surreale. Le mani costruiscono e smontano la scena di continuo, mentre un paesaggio sfocia nell’altro a tempo con uno spartito musicale. L’opera incarna il tentativo dell’artista di creare la cosiddetta visual fiction che offre momenti di stupore e silenzio.

Op de Beeck vive e lavora a Bruxelles. Le sue opere sono state ampiamente esposte in mostre personali e collettive in tutto il mondo e adesso per la prima volta in Finlandia.


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