Lo Scottsdale Museum of Contemporary Art (SMoCA) presenta Language in Times of Miscommunication con opere d’arte che includono diverse forme di linguaggio (poesia, fiction speculativa e slang), modalità di comunicazione (propaganda, manifestazione, social media e pubblicità) e materiali di ricerca (archivi, documenti politici e notiziari) che insieme rappresentano uno scambio tempestivo sul rapporto precario tra le opinioni, i fatti e il fantastico, all’interno della costruzione della realtà collettiva.
Yuval Noah Harari, autore di Sapiens: A Brief History of Humankind, sostiene che l’homo sapiens abbia superato le altre specie attraverso la creazione di linguaggi complessi, che gli hanno dato la possibilità di esprimere “cose che esistono solo nell’immaginazione, come le divinità, gli stati, il denaro, e i diritti umani”. Nel corso di migliaia di anni di evoluzione sociale, la percezione umana ha attualizzato i racconti come principi fondamentali della civiltà, rafforzando gerarchie immaginarie di potere e influenza. Analizzando gli eventi del passato e le azioni del presente, attraverso un’arte che è critica nei confronti della realtà sociale, possiamo iniziare a svelare i racconti che hanno caratterizzato la società così come la conosciamo.
Sebbene questa linea di indagine abbia una risonanza globale, Language in Times of Miscommunication si concentra sugli Stati Uniti per osservare come l’atmosfera contraddittoria e la realtà sempre più divisa della nazione rappresentino l’informazione attraverso la ridefinizione della verità (la realtà possibile al di fuori della comprensione umana) come ciò che sostiene l’ideologia personale. Privata dei limiti del patto sociale e dei sistemi di credenze, come proposto da Trinh T. Minh-Ha nel suo libro When the Moon Waxes Red, l’arte critica della realtà sociale può contestare e destrutturare le norme sociali, offrendo prospettive divergenti. “Per ostacolare i sistemi attuali dei valori dominanti”, scrive Trinh T. Minh-Ha, dobbiamo “guardare attraverso la porta girevole di tutte le razionalizzazioni” e “affrontare con coraggio la verità di quella lotta tra finzioni”. Da questa posizione, l’arte contemporanea può proporre un’analisi critica di come il linguaggio divisivo e le narrazioni alternative abbiano svelato la società americana dal 2016 – un anno che ha segnato una svolta nell’identificazione della fallibilità della comunicazione.
Attraverso i format della mostra, del catalogo e dei progetti speciali, Language in Times of Miscommunication rappresenta una piattaforma che ha il compito di interrogarsi su come le social fiction vengono create, interpretate e, spesso, fraintese. Con opere di Kristin Bauer, April Bey, Andrea Bowers, York Chang, Jeremy Dean, Jeffrey Gibson, Jenny Holzer, Christopher Jagmin, Glenn Ligon, Patrick Martinez, Elizabeth Moran, Ann Morton, Polymode, William Powhida, Kameelah Janan Rasheed, Horacio Rodriguez, Safwat Saleem, e Anna Tsouhlarakis.
https://smoca.org/exhibition/language-in-times-of-miscommunication/
