Lo scorso 22 gennaio, un server dell’ Indymedia è stato sequestrato a Manchester. Questo sarebbe probabilmente legato ai post pubblicati sul recente processo contro un gruppo di attivisti che si è battuto contro le crudeltà inflitte agli animali (Stop Huntingdon Animal Cruelty – SHAC). La polizia di Kent durante la mattinata ha inviato una mail agli amministratori dell’IMC-UK, richiedendo che le informazioni personali sul giudice del caso SHAC venissero rimosse dal sito. Queste informazioni erano già state eliminate in quanto in contrasto con la policy dell’IMC UK. L’ e-mail richiedeva inoltre la divulgazione delle informazioni sull’autore dei post. Indymedia però, in quanto servizio di open-posting, non registra tali informazioni sui suoi utenti.

Indymedia è uno dei pochi siti, nell’ambito dei blog e dell’open-posting, che non registra gli indirizzi IP; questo infrange la Direttiva EU del 2006 sulla conservazione dei dati, che obbliga i siti a registrare gli utenti che visitano il sito e che vi pubblicano qualcosa. Quasi tutti gli altri siti conservano questi dati; è una cosa a cui pensare quando si scrive, senza riflette, nella sezione commenti di siti quali blogspot, wordpress, facebook e quasi tutti gli altri.

La polizia ha ottenuto un mandato per il sequestro di questo server, presumibilmente per setacciarlo in cerca degli indirizzi IP, ma Indymedia sapeva già, quando la polizia se l’è portato via, che non avrebbe trovato ciò che cercava. Questa direttiva EU non è mai stata controllata in Inghilterra e rimane ancora da vedere se questa sarà la prima volta. Questo sarebbe però un clamoroso autogol per la polizia data la pubblicità che ne ricaverebbe Indymedia.

Il server è stato quindi consegnato alla polizia dall’UK Grid, un provider con sede a Manchester, senza che fosse esibito un mandato. Si ritiene che un mandato per questo particolare server esista e che sia stato rilasciato da un Chief Inspector. Dal momento che questo server è “mirror” del sito, si può concludere che la validità del sequestro non è stata controllata e che la polizia ha attaccato l’infrastruttura Indymedia UK .

Questo sequestro ha colpito anche altri siti, tra cui London Indymedia, global Indymedia documentation project server, Soja Mata, una campagna anti-OGM che si concentra sullo sviluppo in sud America, Transition Sheffield e una campagna canadese contro le olimpiadi del 2010.

Il sequestro non ha colpito Indymedia dal momento che il server in questione era solo uno dei suoi tanti “mirror”. In pratica si tratta semplicemente di una seccatura ed è stato visto come un generale tentativo da parte della polizia di attaccare l’infrastruttura IMC. Indymedia continua a essere un sito dove si possono pubblicare e leggere articoli e dove viene protetta la vostra privacy virtuale

 

 

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