Swiss Pavilion, Giardini della Biennale - Venice
09 / 05 / 2015 – 22 / 11 / 2015

A cura di Susanne Pfeffer

“l’Elemone è una molecola. Simula l’odore di un nuovo inizio, espandendosi in larghi cerchi. Sentite la sua vibrazione molecolare, i suoi atomi che si muovono come campane.” – Anonimo

Carneam, Evoin, Gleen, Magmelia, Neoten, Rilin, Solood e Visorb sono, così come Aspirina, Acrilico, Metilene, Elastam, Silicone e Titanio, i materiali di cui sono fatte, letteralmente e metaforicamente, le opere di Pamela Rosenkranz. Nonostante questi materiali siano per la maggior parte sconosciuti ai più, la loro onnipresenza modifica in modo evidente la costituzione fisica e psichica degli esseri umani. Non è tuttavia chiaro come ciò avvenga. Nel suo lavoro per il Padiglione svizzero, Rosenkranz riflette sull’essere umano inteso come qualcosa di fluido, un’associazione seriale generata da materiali sintetici. Mette lo spettatore di fronte alle implicazioni di una natura ingegnerizzata.

La mostra della Rosenkranz trasforma il Padiglione della Svizzera in un corpo la cui pelle riflette il colorito delle persone del luogo ed è fluida, iridescente, caratterizzata da propri odori, rumori, movimenti. Sviluppatosi in origine come risultato specifico della migrazione, dell’esposizione al sole, dell’alimentazione e di un certo numero di altri fattori contingenti, il pigmento della pelle è qui ricreato artificialmente come una formula specifica dagli ingredienti misteriosi.

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Pamela Rosenkranz

Pamela Rosenkranz è nata a Uri, in Svizzera, nel 1979. Ha conseguito la specializzazione in Belle Arti presso l’Accademia di Belle Arti di Berna nel 2010, e ha completato una residenza indipendente al Rijksakademie di Amsterdam nel 2012. Le sue mostre personali includono My Sexuality (Karma International, Zurigo, Svizzera, 2014), Feeding, Fleeing, Fighting, Reproduction (Kunsthalle Basel, Svizzera, 2012), Because They Try to Bore Holes (Miguel Abreu Gallery, New York, 2012), No Core (Centre d’Art Contemporain, Ginevra, Svizzera, 2012), Untouched by Man (Kunstverein Braunschweig, Germania, 2010), e Our Sun (Istituto Svizzero, Venezia, Italia, 2009).

Susanne Pfeffer

Susanne Pfeffer è una storica dell’arte e curatrice. Dal giugno 2013 dirige il Fridericianum di Kassel, presso cui ha curato, tra le altre, le mostre Speculations on Anonymous Materials,nature after nature e Paul Sharits. A Retrospective. In precedenza, Pfeffer è stata curatrice capo del KW Institute for Contemporary Art di Berlino (2007-2012) e ha svolto il ruolo di curatrice e consulente per il MoMa PS1 di New York. Susanne Pfeffer ha curato numerose monografie di artisti e cataloghi di mostre.


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