Chisenhale Gallery presenta una nuova importante istallazione filmica di Nicholas Mangan, artista di base a Melbourne, che continua le sue ricerche recenti nella relazione tra l’energia e le trasformazioni sociali. Ancient Lights è la prima mostra personale di Mangan nel Regno Unito e comprende due nuovi film, presentati con un’istallazione concepita per l’occasione alimentata interamente da un impianto solare fotovoltaico on-site.
Quest’opera rappresenta l’apice della ricerca estesa di Mangan sull’energia e il potere concettuale del sole e sul ruolo che ricopre nell’economia, nella cultura e nella tecnologia nel corso della storia.
Ancient Lights esplora i collegamenti tra la Piedra del Sol, riscoperta a Zòcalo, Città del Messico, dove fu nascosta in seguito alla Conquista Spagnola, gli specchi concentrici del Gemasolar Thermosalr Plant nel sud-est della Spagna e i progressi pionieristici nella dendrocronologia portati a termine da A.E. Douglass al Laboratory of Tree-Ring Research all’Università dell’Arizona. In un unico film, Mangan unisce filmati girati in Spagna e in Arizona con i dati audiovisivi raccolti dal progetto Solar and Heliospheric Observatory della NASA.
Quest’opera posiziona il sole al centro di una serie di sistemi ciclici, sia geofisici sia culturali. Basata sui rituali aztechi e sulla ricerca dello scienziato sovietico Alexander Chizhevsky, che ha collegato le macchie solari e il ciclo solare di undici anni ai periodi di rivoluzione, Mangan esamina la relazione tra l’entropia – come sacrificio o perdita – e il movimento perpetuo del sole.
La mostra è alimentata dall’energia prodotta dai pannelli solari situati sul tetto della Chisenhale Gallery, che alimentano anche una serie di batterie installate all’interno della galleria. Il sistema off-grid funziona come un circuito chiuso, permettendo alla luce del sole di essere trasformata in luce proiettata. Un secondo video, che funge da vignetta scultorea, mostra una moneta da dieci pesos messicana che gira in slow-motion. La moneta perde e acquista velocità continuamente, come se fosse in un equilibrio termodinamico.
Ancient Lights si apre sul lavoro recente di Morgan sulla relazione tra la cultura e la natura, che include l’acclamata Nauru: Notes from a Cretaceous World (2010). Mangan studia le implicazioni economiche e politiche e il coinvolgimento con il mondo materiale in modo da rendere più semplice capire le nuove strutture e i sistemi che governano l’ambiente. In questo periodo in cui c’è un’ansia globale crescente per il fabbisogno e la sicurezza del cibo e per le estreme condizioni climatiche, Ancient Lights riflette sui punti d’incontro tra i tentativi scientifici e mitologici per capire la relazione tra il sole e l’Antropocene.
Nato nel 1979 Nicholas Mangan vive e lavora a Melbourne. Le sue mostre recenti sono Art in the Age of…, Witte de With, Rotterdam; Anthropocene Moment, Les Abattoirs, Toulouse (2015); Octopus, Gertrude Contemporary, Melbourne; Concrete, Monash Museum of Art, Melbourne; and Melbourne Now, National Gallery of Victoria, Melbourne (2014). Nel 2015 ha partecipato al New Museum Triennial: Surround Audience, New York; 9th Bienal do Mercosul, Porto Alegre; and the 13th Istanbul Biennial (2013).
Eventi collaterali:
Giovedì 7 luglio, ore 19
Max Andrews e Mariana Cànepa insieme a Nicholas Mangan discutono sui lavori di Mangan e i concetti di trasmissione e di progressione ciclica utilizzati nella mostra. Max Andrews e Mariana Cànepa gestiscono Latitudes, un ufficio curatoriale indipendente a Barcellona.
Giovedì 16 luglio, ore 19
“The Aesthetics of Energy”
Come viene convertita l’energia in cultura? Rebecca Wright esamina i modi in cui la cultura può essere letta come trasformazione di energia, prendendo come esempio anche la geografa Ellsworth Huntington, che vede il Rinascimento europeo come segno evidente dell’alto livello di energia mentale provocata dal clima. Rebecca Wright è scrittrice e ricercatrice associata all’ AHRC “Material Cultures of Energy” al Birkbeck College, Londra.
Sabato 1 agosto, ore 14
Ellen Greig, scrittrice e recente curatrice con residenza al LUX, conduce un tour della mostra di Nicholas Mangan che esplora i territori geografici, dalla Terra allo spazio, presentati nel film. La Greig ricorre alle sue ricerche sulla verticalità e sui limiti del visibile nelle immagini artistiche in movimento.


