HENIE ONSTAD ART CENTER - HOVIKODDEN
UNTIL 08 NOVEMBER 2009

L’edizione Høvikodden Live 09 si intitola To be Heard is to be Seen ed esamina la voce come strumento e metafora. Il programma delle mostre e dei concerti verterà sul corpo come mezzo di espressione, come espediente retorico e veicolo di contenuti – sia politici che sociali.

“To be Heard is to be Seen” si tiene in bilico sul sottile filo divisorio di tre prospettive diverse: le arti visive in cui la voce funge da metafora, lo spettacolo in cui è utilizzata come effetto scenico e la musica dove serve da strumento per tecniche canore sperimentali. Una serie di artisti e di musicisti esploreranno la portata della voce portandone all’estremo il suo potenziale, ed analizzando quello di cui si compone.

Il contributo dell’artista serba Katarina Zdjelar nell’ambito della mostra si intitola “A Perfect Voice”, un video sul come allenare ed esercitare la voce in modo da eliminare i difetti percepibili nel rispetto di regole prestabilite. Amalgamando rimandi storici e visivi all’interno dell’opera Triplight l’artista americano-norvegese Camille Norment analizza lo spazio tra ciò che udiamo e ciò che in realtà percepiamo; per quanto concerne invece “Swing Low”, il pubblico deve rintracciare da solo l’opera ascoltando un suono astratto e sibilante basato sulla famosa canzone.

Alejandra Salinas (Spagna) e Aeron Bergman (USA) sono invece rappresentati dal loro video animato da testo Wildflowers: il video miscela la retorica del discorso e della parola scritta, così strettamente collegate, prendendo contemporaneamente a prestito elementi dell’estetica dei tabelloni pubblicitari ed il tipico “copia e incolla” dei radio documentari sperimentali. Attraverso un murale di ben dodici metri di lunghezza Anna Sigmond Gudmundsdottir (Norvegia) fa invece riferimento al rapporto tra questioni di normalità, corpo e voci che non trovano ascolto.

“To be Heard is to be Seen” presenta una serie di cantanti, poeti ed esponenti della performance art che inglobano lo spazio come elemento centrale dei loro concerti e operano in un ambito dalla collocazione incerta a metà tra l’arte visiva e le forme rappresentative del teatro tradizionale. Uno di questi è l’artista vocale olandese Jaap Blonk, che analizza i suoni di uno spazio determinato.

Molti tra gli artisti più giovani, come per esempio Tori Wrånes (Norvegia) and Simona Barbera (Italia), lavorano all’interno di generi che sono un incrocio tra installazione, musica e spettacolo e si avvalgono delle conoscenze e dell’esperienza di famosi cantanti.

Il programma dei concerti include prospettive eterogenee sul tema della voce – dalle tecniche di estensione vocale di Sidsel Endresen, Stine Jarvin Motland e Maja Ratkje, attraverso l’uso di tecniche vocali estreme della musica metal e dell’estetica scenica, rappresentate dall’acclamato artista giapponese del “rumore” Merzbow e dal progetto vocale Void ov Voices di Attilla (Mayhem), ai trattamenti vocali più tradizionali del jazz e del rock eseguiti da Susanna e Serena Maneesh. Evento di rilievo nella giornata di inaugurazione sarà l’opera su commissione dell’americano Stephen O’Malley, meglio noto come componente della band SunnO))).

Artisti che parteciperanno:

Anna Sigmond Gudmundsdottir, Aeron Bergman & Alejandra Salinas, Camille Norment, diskJokke, Famlende Forsøk, Jaap Blonk, Katarina Zdjelar, Maja Solveig Kjelstrup Ratkje, Merzbow, Noxagt, Pierre Huyghe, Serena Maneesh, Sidsel Endresen, Simona Barbera, Sten Hanson, Stephen O´Malley, Stine Janvin Motland, Susanna, Tori Wrånes e Void ov Voices.

Curatori: Tone Hansen, Lars Mørch Finborud e Lasse Marhaug

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