Carroll / Fletcher presenta la mostra Anxious, Stressful, Insomnia Fat dell’artista inglese Helen Carmen Benigson.
Ispirata dall’acquisto di una recente applicazione che monitora i corpi delle donne, l’ultima mostra della Benigson interroga le prescrizioni di internet a proposito della piattezza del corpo, confrontando lo strano continuum tra le nostre vite virtuali dematerializzate e la nostra “vita reale”. L’artista crea spazi fortemente viscerali e sensuali che richiamano la cultura pop, i giochi contemporanei e l’animazione. Immagini cariche di sessualità e suoni ispirati alla sua stessa fisicità e al suo personaggio rapper (Princess Belsize Dollar), o attori e ballerini che ne imitano le posizioni, spesso sono al centro della scena con performance esagitate e schizofreniche.
In un vortice di video di corpi umani proiettati e ritagli di stampe digitali di corpi appiattiti, le opere di Anxious, Stressful, Insomnia Fat sono tutte legate alle problematiche principali del lavoro della Benigson, che enfatizza la performance all’interno dello schermo ed esplora la negoziazione di identità, territorio e materializzazione all’interno del cyberspazio.
La sua mostra alla galleria Carroll/Fletcher fa seguito a quella precedente e al suo programma di residenza Weightloss Utopias presso la Site Gallery (a Sheffield) del 2014, durante il quale si affrontavano tematiche quali l’assenza di gravità e la percezione della massa fisica nello spazio online.
Durante il periodo di lavoro, la Benigson ha allestito uno spettacolo con veri gruppi di supporto per dimagrire, che seguivano un copione scritto all’interno di un’installazione video multischermo. I membri dei gruppi diventavano poi avatar – versioni digitalizzate di loro stessi all’interno dei video – che ponevano domande sulla dematerializzazione del corpo dovuta alla codifica e ai dati. L’artista propone alla Carroll/Fletcher quattro nuove opere video create appositamente per la mostra, in un carnevale digitale psichedelico che rappresenta in modo ripetitivo i limiti sfocati tra artista, produttore e spettatore, propri della condivisione dei video online.
Helen Carmel Benigson, nata a Londra nel 1985, ha recentemente partecipato a Platform, un programma di residenza presso il Site Gallery di Sheffield e il LUX Associate Artist Program. Le ultime mostre personali includono: Performa.13 After Hours, New York; Going to Africa via a Machine Called a Sunbed, Meantime Project Space, Cheltenham e l’Irma Stern Museum, Cape Town; e Palm Trees and Poker Players presso l’UCA, Farnham e Breathe Harder, una performance site-specific presso lo Yorkshire Sculpture Park. Le ultime mostre collettive includono: Ericka Beckman: Image games – work in context presso il Tate Modern, Londra; Videonale.14 al Kunstmuseum, Bonn, Lagos e Odessa; Videocracy al The Centre for Contemporary Art, Tel Aviv e The House in the Sky al Concrete, Hayward Gallery, Londra. Nel 2014, la Benigson è stata insignita del Clarendon Scholarship a sostegno del suo dottorato di ricerca presso la Ruskin School of Art, Università di Oxford.

