Dopo la mostra al Museo De Hallen di Haarlem (Paesi Bassi), il Grazer Kunstverein presenta la prima mostra personale in Austria dell’artista tedesco Christian Friedrich (1977). La mostra, dal titolo On Something New / Dirt in a Hole, espone un’ampia gamma di lavori, fra i quali una recente opera sonora e luminosa di grandi dimensioni, un’installazione video imponente e coinvolgente e una serie di sculture realizzate in passato.
Gli interessi artistici di Friedrich si concentrano sulla struttura, la manipolazione e le relazioni soggetto-oggetto. Un tema ricorrente delle sue opere è l’asservimento del corpo umano, che presenta ogni volta come un oggetto del desiderio attraverso il quale potere e sottomissione crollano nel subliminale.
Le sculture e i disegni precedenti dell’artista sono improntati su formule di causa-effetto, dalle quali emergono varie tradizioni concettuali e i relativi metodi quasi razionali, rigorosi quanto leggeri.
L’esplorazione della “struttura” da parte di Friedrich è percepita non solo concettualmente, ma anche fisicamente. Nelle sue installazioni mette in atto strategie affettive dell’esperienza estetica, che aggirano il desiderio di analisi dello spettatore. Le immagini ruotano spesso intorno ad accordi nella sfera pubblica e in quella privata, compresi quelli tra sconosciuti, tra artista e musa ispiratrice e tra artista e spettatore. Per esempio, per il video The Stone that the Builder Rejected (2008), Friedrich ha invitato nel suo studio uno sconosciuto ignaro di tutto, da lui contattato tramite un annuncio personale; l’ospite era messo di fronte a una scenografia con luci stroboscopiche che mostrava l’artista appeso a mezz’aria immobilizzato e vulnerabile.
Untitled (2010-2011) affianca immagini che esplorano i paradossi di libertà e oppressione. Motivi tagliati trasversalmente, come un uomo sottoposto a elettroshock in una cella sotterranea, una bandiera americana, la Macy’s Thanksgiving Day Parade, un monumento russo alla Seconda Guerra Mondiale e alcune clip di YouTube di feticismi privati, appaiono e scompaiono ritmicamente, rendendo il video strutturale invece che sconnesso. Questo può essere detto della maggior parte dei lavori di Friedrich, che spesso si concentrano sull’impatto artistico piuttosto che su quello referenziale, sebbene senza allontanarsi dalle fonti d’ispirazione.
Nella grande installazione sonora e luminosa On Something New (Dirt in a Hole) il parlare discontinuo di un balbuziente è connessa ad altri sistemi codificati di significato: una sequenza luminosa in codice Morse collegata a una serie di fotografie. Tutti gli elementi dell’istallazione si intrecciano in una misteriosa rete sensoriale e linguistica. L’opera genera, quasi in modo immorale, una bellezza inaspettata.

