Contemporary Arts Museum Houston - Houston
13 / 12 / 2014 – 15 / 03 / 2015  

Il Contemporary Arts Museum di Houston è lieto di presentare la mostra Double Life, che propone alcune opere dei celebri artisti internazionali Jérôme Bel, Wu Tsang e Haegue Yang. Double Life comprende un’installazione luminosa, un film loop in 16mm, performance di danza dal vivo e un video di recente commissione.

Con il termine “performance” si è a lungo intesa l’attività svolta a ritmo con il corpo e presentata al pubblico, ma questa definizione ha i suoi limiti. Una performance può, e lo fa, comprendere una gamma molto più ampia di concetti e di azioni, come la performance-per-la-telecamera o performance che includono persino lo spettatore. A partire da questa definizione aggiornata del termine, Double Life porta allo scoperto alcuni momenti performativi di grande intelligenza e coinvolgimento.

Nella sua serie in corso dal titolo omonimo il coreografo parigino Jérôme Bel invita i ballerini sul palco a raccontare le loro esperienze di vita. Double Life comprende due opere di questa serie: il video Veronique Doisneau (2004) e la performance Cedric Andrieux (2009).

Jérôme Bel

Nel corso delle opere Doisneau e Andrieux si alternano tra la condivisione di aneddoti personali e “illustrano” le loro storie eseguendo particolari movimenti; le loro presentazioni uniscono aspetti fisici e concettuali della danza. La creazione di versioni sceneggiate delle storie condivise con lui dai ballerini permette a Bel di sfidare le nozioni di soggettività e di azione rappresentata.

Concentrando la nostra attenzione sulle esperienze degli esecutori, sulla pratica e il lavoro, Bel respinge l’idea che i ballerini siano solo corpi utilizzati per eseguire la visione di un coreografo, approfondendo così la nostra comprensione del loro impegno e della loro abilità. Il lavoro di Bel è stato recentemente presentato a Performa 13 di New York (2013); dOCUMENTA(13) di Kassel, Germania (2012); e al Festival Fusebox di Austin (2011).

Il film loop For how we perceived a life (Take 3) (2012) è stato girato da Wu Tsang su un singolo  rotolo di pellicola 16 millimetri, lungo 400 metri. Nel film Tsang e un gruppo di artisti cantano in play back su filmati pre-registrati del leggendario documentario di Jennie Livingston Paris is Burning (1990). L’influente pellicola della Livingston, caratterizzante un’intera epoca, sulla scena del ballo nella metropolitana di New York City ha introdotto  un certo concetto di stile e moda al grande pubblico. Dunque, come cambia il senso delle parole pronunciate dalle persone nelle prime pellicole quando gli attori le recitano? Nel film di Tsang, il risultato dell’appropriazione performativa delle battute estratte dal documentario della Livingston è un cambiamento soggettivo. Tsang gioca con le tensioni e le assunzioni insite in questa caratteristica reincarnazione per criticare e celebrare questioni di identità, rappresentanza e sfruttamento.

Double Life segna anche l’anteprima esclusiva di Miss Communication and Mr:Re (2014), una video-installazione a due canali, recentemente commissionata, nella quale Tsang e il poeta e teorico critico Fred Moten mettono in scena, tra le altre cose, un incontro mancato, un tentativo di connessione e una storia d’amore.Tsang ha recentemente allestito e presentato la sua opera allo Stadelijk Museum di Amsterdam (2014); al MCA di Chicago (2014); al Diverseworks di Houston (2013); alla Tate Modern di Londra (2013).

WT

Mountains of Encounter di Haegue Yang (2008) è un labirinto scultoreo fatto di veneziane sospese le cui lamelle color rosso acceso sono illuminate da riflettori mobili. Camminando fra le veneziane, i visitatori sperimentano giochi di colore, luce, ombra ed emozioni contrastanti.

L’opera di Yang è ispirata da una serie di incontri clandestini avvenuti fra i monti della Cina settentrionale negli anni Trenta del secolo scorso, quando la giornalista americana Helen Foster Snow intervistò il coreano Jang Jirak; le storie di Jirak sono state raccolte nel libro intitolato Song of Ariran (1941). Scrivendo sotto lo pseudonimo di Nym Wales, la Snow racconta come Jirak – che nel libro è Kim San – ha combattuto per liberare la Corea dall’imperialismo giapponese con il sostegno del partito comunista cinese.

Con Mountains of Encounter, Yang traduce questa storia complessa e a più livelli in un’esperienza astratta e affettiva; conoscendo tutto il retroscena della storia, gli spettatori possono interpretare le cime angolari delle veneziane come vette di montagne rocciose o immaginare se stessi mentre cercano di non farsi illuminare dalle torce militari. L’opera di Yang è già stata presentata alla Bergen Kunsthall di Bergen, Norvegia (2013); alla Haus der Kunst di Monaco, Germania (2012); alla Kunsthaus di Bregenz, Austria (2011); al Walker Art Center di Minneapolis (2009); al padiglione coreano della 53ma Biennale di Venezia in Italia (2009).

doublelife

Le opere contenute in Double Life sfumano i contorni tra le storie messe in scena e gli incontri reali, e trasformano materiali e situazioni quotidiane in esperienze memorabili. Fanno riferimento a tempi diversi e operano in spazi intermedi tra arti visive e arti sceniche, finzione e realtà, sentimento e rappresentazione. I corpi in queste opere attraversano numerosi confini e ci invitano a considerare il termine “movimento” in relazione alle sue accezioni fisiche, sociali e politiche. Ma soprattutto, siamo invitati a prendere parte a un percorso che è, per citare Gertrude Stein, “uno spettacolo, e niente di strano”.


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