DHC/ART Foundation for Contemporary Art - Montreal
21 / 06 / 2013 - 24 / 11 / 2013

A cura di John Zeppetelli

La DHC/ART Foundation for Contemporary Art è lieta di presentare la prima personale di rilievo in Canada dell’artista di Brooklyn Cory Arcangel. Con una formazione iniziale in chitarra classica e in tecnologia musicale presso l’Oberlin Conservatory of Music, oggi Cory Arcangel è riconosciuto come il maggior esponente di un’arte dalle sfumature pop, incentrata sull’utilizzo del computer.

Arcangel abbraccia la potenzialità anarchica della rete e la sua cultura utopistica open – source, attraverso lavori che s’interrogano sulla professione dello scrittore, sul prestigio e valore dell’oggetto artistico. L’arte di Arcangel esplora sia le promesse che gli inganni di software, gadget elettronici, giochi e altri dispositivi, ponendo maggiore enfasi su come essi invecchiano e diventano presto obsoleti; la sua arte elogia l’obsolescenza profonda della tecnologia, celebrando con perspicacia anche il suo suono, le sue ripetizioni meccaniche e i suoi fallimenti inevitabili.

Arcangel tira gioca brutti scherzi con i computer: disabilita in maniera eccellente giochi Nintendo; compie alterazioni, modifiche o manipolazioni sui software; si riappropria dei mezzi stampa o di video su Youtube e li modifica nuovamente per veicolare nuovi significati inaspettati, per innescare humour pungente, per dar voce alle tradizioni della storia dell’arte o semplicemente per divertirsi un po’. Tutto sembra essere progettato dalla prospettiva ingenua di un principiante e, allo stesso tempo, da una posizione concettualmente esperta e qualificata.

La musica è un tema centrale e costante per Cory Arcangel. L’ossessionante costruzione a doppio schermo intitolata Sweet 16 (2006) a cui è dedicato un posto centrale all’interno della DHC/ART, simbolizza il concetto d’avanguardia della programmazione in diverse fasi per costruire una nuova composizione a partire da due videoclip brevi e pressoché identici dei Guns N’ Roses, mentre l’atonale Drei Klavierstücke, Op. 11 (2009) di Schoenberg è reso incantevole dai video di gatti sulle tastiere, che suonano note/melodia quasi perfette.

La musica ricorre nell’opera più notevole di Arcangel nel periodo 2011-2012, AUDMCRS Underground Dance Music Collection of Recorded Sound (2011–2012), che sottopone al rigore di un sistema di catalogazione di una biblioteca professionale una collezione di oltre 800 vinili di musica trance, acquistata da un DJ di musica dance ormai ritiratosi dalla scena. Questa collezione di 33 giri eleva nuovamente quelli che sono essenzialmente oggetti obsoleti – sia nella forma che nel contenuto – al ruolo di archivio autonomo, autosufficiente e interattivo. La trance condivide gli spazi con il Rock: The Bruce Springsteen Born to Run Glockenspiel Addendum (score) e (CD edition), entrambi del 2006, sovrappone una composizione allo xilofono all’album sacro che ha segnato un’epoca.

Tra molti altri lavori, compresi videogame modificati, una nuova scultura, sito e performance e stampe prodotte appositamente per questa esposizione, la presentazione della DHC/ART include l’installazione cinematografica Colors (2006). Attraverso l’utilizzo di un software concepito appositamente, questa installazione video rappresenta il film poliziesco del 1987, Colors, con le tracce audio originali, una linea orizzontale di pixel alla volta. Il risultato è la trasformazione di un lungometraggio sulle relazioni razziali in una fredda astrazione composta da bande verticali pulsanti e in perenne movimento di colore. Nel toccante Data Diaries (2003), Arcangel ha impostato QuickTime in modo tale che leggesse i dati RAM del suo PC come fossero un file video, rievocando la sua vita interiore computazionale come una serie di colori e pixel meravigliosi e ripetuti. Tutti i giorni, per un mese, Arcangel ha fatto un video, arrivando a rendere visualizzabili 30 estratti ricavati da tutte le numerose attività individuali sul suo computer: e-mail, download, navigazione, ecc.

Infine, viene presentata una selezione proveniente dalla serie Photoshop Gradient Demonstrations. Costituite da C-print ottime, ampie e colorate, queste splendide manifestazioni nascono da un semplice clic sullo strumento Sfumatura di Photoshop, che le trasforma inverosimilmente in oggetti di lusso che ricordano la pittura astratta. Con l’obiettivo di aiutare il pubblico, i titoli di queste opere uniche sono infatti le istruzioni esatte da seguire per ricrearle potenzialmente a casa: Photoshop CS: 84 by 66 inches, 300 DPI, RGB, square pixels, default gradient “Blue, Red, Yellow” (turn reverse on), mousedown y=25150 x=0, mouseup y=0 x=19750 (2011).

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Le mostre più recenti di Cory Arcangel includono Masters presso il Carnegie Museum of Art, Pittsburgh (2012–13), Pro Tools presso il Whitney Museum of American Art, New York (2011), Beat the Champ presso il Barbican, Londra (2011), e Here Comes Everybody presso l’Hamburger Bahnhof, Berlin (2010–11). I link a tutti i progetti di Cory Arcangel possono essere trovati sul suo sito web e portale http://www.coryarcangel.com

 


http://www.dhc-art.org/fr/exhibitions/cory-arcangel