ONLINE EXHIBITION - ANIMATEPROJECTS.ORG
UNTIL 14 JULY 2009

Computer Baroque: digital animation, art and experiment
Curato da Richard Wright
Presentato da Animate Projects animateprojects.org

 

Computer Baroque è una mostra online presso aimateproject.org, fino al prossimo 14 Luglio, che presenta una selezione di lavori degli artisti pionieristici nel campo del digital moving image. Poco conosciuti, rappresentano un periodo – la fine degli anni Ottana e i primi anni Novanta – durante il quale la computer animation e il graphic design incarnavano il fulcro per gli esperimenti più sofisticati e audaci nel campo dei new media, dell’arte e della tecnologia.

Perché definire questo periodo col termine “barocco”? Nel senso che alla fine degli anni ’80 si contava già un numero sempre maggiore di artisti capaci di sfruttare al meglio le potenzialità dei computer. Gli artisti cercavano di spingere al limite le potenzialità del mezzo, per creare trasformazioni visive che superavano le tradizioni precedenti, per associare l’immagine al testo e alla musica, per utilizzare le idee scientifiche come nuove fonti di ispirazione.

Venne creato un diverso tipo di immagine che si basava esclusivamente sulla propria realizzazione. Era ancora presente un’insistente preoccupazione, che questo artificio fosse semplicemente un’illusione che mascherava la perdita di controllo, la paranoia e la catastrofe.

di Richard Wright

Victory Sausage (John Witney, USA, 1987, 2’37”)

Film poco conosciuto del pioniere del cinema sperimentale John Witney. Questa fu per lui una vittoria “personale” perché riuscì nel suo progetto ambizioso di usare il computer per fondere la musica e l’immagine. Visto per la prima volta alla conferenza sulla computer graphics SIGGRAPH, il computer divenne finalmente un medium a tutti gli effetti, che poteva essere utilizzato da tutti gli artisti.

Channel 4 logo (Robinson Lambie-Nairn, Uk, 1982, 10”)

Il logo che lanciò la nuova emittente televisiva britannica rappresentava anche un punto di riferimento, così si dice, per tutti quegli artisti, designer e ingegneri di software che utilizzavano la computer animation. Un progetto così ambizioso che non poteva non arrivare negli Stati Uniti grazie alla Information International Inc, utilizzando un sistema di supercomputing, messo a punto dal figlio di John Witney e da John Witney Jnr.

Practicle Dreams (Karl Sims, USA, 1988, 1’30”)
Primordial Dance (Karl Sims, USA, 1991, 1’35”)

Questi lavori, anche se meno conosciuti, rivelano come Karl Sims riuscì a portare alla luce tutto ciò che era scientificamente e artisticamente originale nel campo della computer graphics di quel periodo. Il primo mostra gli “sketch” della ricerca sui sistemi a particelle, mentre nel secondo Sims sviluppò una tecnica che “produceva” equazioni matematiche per creare quell’eccezionale artificio visivo che sembrava sfidare i parametri umani di ciò che costituisce un’immagine.

Eggy (Yoichiro Kawaguchi, Giappone, 1990, 3’48”)

Pochi computer animator possono eguagliare la travolgente intensità visiva delle stravaganze virtuali di Kawaguchi. Uno dei più bravi sperimentatori al mondo di forme organiche, dipinse un mondo composto da organi liquefatti che cambiano forma senza un corpo.

Evolution of form (William Latham, UK, 1990, 2’30”)

William Latham era una figura di spicco nel campo della computer art e dell’animazione in Gran Bretagna grazie all’utilizzo degli algoritmi “evoluzionari”. Latham riuscì nello scopo di rimodellare l’intero processo creativo, “mutando” le più sorprendenti sculture virtuali finora conosciute.

Ex Memorium (Beriou, Francia, 1992, 5’10”)

B eriou si oppose al trend dell’animazione in 3D per diventare il maestro incontrastato della manipolazione dell’immagine 2D, sviluppando la sua idea predominante di tentacoli come corpi umani, creando un territorio infinitamente esteso di memorie interconnesse, tumori e cicatrici.

The Garden – 21 st Century Amateur Film (Tamas Waliczky, Ungheria, 1992, 4’30”)

Tamas Waliczky lo descrisse come un “amateur film” composto da foto di suo figlio in giardino. Waliczky creò il film sulla base del suo Water Drop Perspective System .

These are the Days (John Tonkin, Australia, 1994, 3’10”)

John Tonkin progettò il suo software di simulazione fisica per mettere in scena questa semplice, ma poetica riflessione sul passaggio delle nostre vite.

Data Driven: The Story of Franz K (Chris Landreth, Canada, 1993, 3’15”)

Uno studio animato creato dall’animator Chris Landreth, futuro vincitore del premio Oscar. L’origine dell’approccio di Landreth si basa sullo snaturamento dell’ultima animazione in 3D nella produzione di mostri decisamente kafkiani con scioccanti assurdità.

Neo Geo: An American Purchase (Peter Callas, Australia, 1989, 9’20”)

La video artista Peter Callas si avvalse di ogni possibile segno, simbolo e icona nella storia della cultura americana e utilizzò abilmente il computer per condensarli in un unico fiume di sensazionali eccessi visivi.

A New Life (Simon Biggs, UK, 1989, 4′)

Con Golem and Alchemy, l’artista Simmon Biggs incominciò una ricerca illuminante tra l’ermetica medievale e le pratiche arcane di data processing, ingegneria genetica e vita artificiale.

What She Wants (Ruth Lingford, UK, 1994, 5′)

Ruth Lingford diede alla sua fantasia erotica “disegnata a mano” un’elevata lucidità, realizzandola grazie alla grafica low-tech del Commodore Amiga computer.

Maxwell’s Demon (James Duesing, US, 1991, 7’30”)

Duesing descrive le minuzie della vita in una fittizia area ecologica disastrata, ottenendo una complessità di caratterizzazione e gradazione, disegnandoli grazie agli ultimi sistemi di “elettronic paint”.

Free Society (Paul Garrin, USA, 1988, 4′)

Paul Garrin (che ideò le sequenze video per le sculture di Nam June Paik) utilizzò il suo camcorder footage dei disordini di Tomkins Square per creare questo classico frammento polemico, esprimendo il suo sdegno grazie agli effetti video digitali che attaccavano letteralmente i loro soggetti.

Polly Gone (Shelley Lake, US, 1988, 2’37”)

Il film di Shelley Lake non segue le convenzioni dell’animazione in 3D. La sua massiccia e bruttina robot femmina agita convulsamente le braccia con un senso di abbandono che è paradossalmente liberatorio.

The City is No Longer Safe (i fratelli Butler, UK, 1994, 2′)

Prima di diventare famosi in tutto il mondo con la loro serie per E4 “Workgroup Alpha”, i fratelli Butler presero lo stile semplice dell’animazione in 3D e crearono questa parodia discordante di una società di conigli in un campo di sicurezza urbano.

Heliocentrum (Jason White e Richard Wright, UK, 1995, 11’15”)

Questo film combina gli elementi di un documentario politico, di una tecno-cultura e di una simulazione animata al computer del famoso palazzo di Luigi XIV a Versailles.