Rockbund Art Museum - Shanghai (Cina)  
21/09 - 6/04/2024  

Il Rockbund Art Museum (RAM) è entusiasta di presentare Best Synthetic Answer, una mostra personale sperimentale dell’artista e poeta americano Rindon Johnson. Questo ampio e articolato progetto, che rappresenta la più completa presentazione istituzionale dell’artista nella regione dell’Asia Pacifico fino ad oggi, esamina le vaste distese fluide dell’Oceano Pacifico, una vasta massa d’acqua che collega in maniera intricata gli Stati Uniti e la Cina.

Risultato di una serie di discussioni tra Johnson e il direttore artistico del RAM, X Zhu-Nowell, la mostra esplora le geografie complesse del Pacifico, interrogando le nozioni tradizionali di confini, territori fissi, Stati ed ecocidio. Il Pacifico è pieno di attività commerciali: il suo fondale è suddiviso per l’estrazione mineraria, le rotte mercantili attraversano la sua vastità e la pesca commerciale si estende su tutta la sua superficie. Per mantenere l’attuale livello di sfruttamento delle risorse della terra, il Pacifico è necessario per garantire un futuro capitalista. Attraverso questa esposizione, Johnson si chiede: “Come fa un afroamericano, cresciuto ai margini del Pacifico, a muoversi attraverso l’oceano per raggiungere Shanghai? A parte le evidenti forme di estrazione delle risorse come forme di sfruttamento, a che livelli sono anche io responsabile di questa distruzione? Come essere umano che consuma su questa terra? Come cittadino americano? Come nero? Come figlio unico dei miei genitori? Quali cambiamenti sismici deriveranno dal collasso di così tanti ecosistemi interconnessi? E, alla fine, cosa si guadagna davvero da uno sfruttamento di tale portata? Come posso testimoniare il passato, il presente e il futuro di questo oceano? Come posso cercare di espiare la distruzione e lo sfruttamento storico, attuale e imminente degli Stati Uniti nei confronti dell’Oceano Pacifico e delle persone che lo chiamano casa? Come posso nominare tutto ciò? Come posso nuotare attraverso di esso? Quanto è davvero grande l’Oceano Pacifico? Nulla è così grande da non poter essere misurato, giusto?”

Il cuore di Best Synthetic Answer è un’installazione video da poco commissionata, Best Synthetic Answer #1: Crossing…, che simula un viaggio in tempo reale dal luogo di nascita di Johnson, nei territori non ceduti del popolo Ohlone a San Francisco, fino a Shanghai, in Cina. Estesa su sette mesi, l’avatar di Johnson—il “personaggio principale” di questo lavoro—nuota in tempo reale attraverso l’Oceano Pacifico, offrendo un’esperienza immersiva ma temporalmente ingovernabile, che cerca (e alla fine non riesce) di descrivere l’immensità e la multidimensionalità del Pacifico, seguendo in particolare la scia delle azioni distruttive degli Stati Uniti.

In Best Synthetic Answer #1: Crossing…, diversi modelli di intelligenza artificiale sono utilizzati per indovinare le condizioni reali dell’Oceano Pacifico: dati meteorologici in tempo reale e set di dati meteorologici oceanici esistenti e liberamente disponibili vengono usati per generare le condizioni meteorologiche teoricamente “in diretta” del Pacifico, secondo per secondo.

La mostra e il titolo dell’opera principale, Best Synthetic Answer, è un riferimento alla produzione di modelli linguistici di grandi dimensioni (per esempio Chat GPT), i quali sono progettati per generare la risposta ottimale (migliore) a ogni domanda; le loro risposte sono considerate sintetiche perché, perlomeno nella loro definizione tecnologica, non sono considerate reali. In quest’opera l’artista solleva una domanda: cosa è reale, cosa lo diventa? 

Come artista e poeta “basato sul linguaggio”, Johnson crea anche opere pittoriche, animazioni ipotetiche, sculture, livestream, video e installazioni di vetrate colorate. Oltre a Best Synthetic Answer #1: Crossing…, la mostra include 18 nuove opere che dimostrano ogni facciata dell’abilità dell’artista, tutte installate in cinque piani del museo. Rimosse e reinstallate seguendo una rotazione di sette mesi, tutte queste opere sono essenzialmente basate sul tempo; in esse, Johnson inscrive il tempo in quelli che egli considera essere oggetti viventi, sollevando domande importanti sulla proprietà, la libertà, l’autonomia, lo sfruttamento, il valore e lo scarto.  

La mostra invita il pubblico a focalizzarsi sul come gli oggetti artistici possono interagire con l’esperienza dell’essere nello spazio del mondo reale e in tempo reale. In un ambiente in cui persistono la concorrenza per la terra, il cambiamento dei confini e le occupazioni, Johnson propone un modo differente di pensare al tempo come un abisso a più livelli, ricoperto ma in continua erosione, che si ripiega sempre su sé stesso, che torna indietro e va avanti.

Tutti i giorni e ogni secondo, l’avatar di Johnson si sposta su un percorso specifico e predeterminato lungo l’Oceano Pacifico, seguendo l’alterigia del suo paese natale, gli Stati Uniti. Ogni luogo in cui passa il suo avatar ha l’impronta dei luoghi che gli USA hanno cercato di distruggere, alterare o sfruttare, sia per i terreni sia per le persone. Nel suo viaggio tra zone oceaniche diverse, gli unici esseri che Johnson incontra nuotando sono gli sfaccettati rifiuti di plastica, vestigia di quello che lui e altri esseri umani hanno lasciato finire nel Pacifico. Con La miglior risposta sintetica, Johnson ci invita a considerare il Pacifico non come mera entità conosciuta, bensì come una serie in continua evoluzione di flussi e ripiegamenti, onde e profondità, dove l’artificiale e il reale convergono. 

Curata  X Zhu-Nowell, Rindon Johnson: Best Synthetic Answer fa parte dell’ampia iniziativa di ricerca del RAM, “Geografie complesse: all’interno del Pacifico”. Il programma pubblico che accompagna la mostra, Wan Hai Hotel (Around the Sea Hotel), ispirato da Epeli Hauʻofa, studioso figiano-tongano, incoraggia a reinterpretare Shanghai come “epistemologia del mondo marino”. La serie invita studiosi, artisti, intrattenitori e musicisti del “mare di isole” a prendere parte ad attività come performance, conferenze, convegni e workshop. Durante lo svolgimento dell’incontro invitiamo il pubblico a unirsi a noi per provare e contribuire alla miriade di incontri di questo ricco viaggio.

Stampa internazionale 
Sarah Greenberg, Evergreen Arts: sgreenberg [​at​] evergreen-arts.com. 

Immagini: ppanagopoulos [​at​] evergreen-arts.com.

Stampa cinese 
Natalie Niu, responsabile comnunicazioni, Rockbund Art Museum. natalie.niu [​at​] rockbundartmuseum.org.


Link: rockbundartmuseum.org