Bucarest (Romania)
18/04-31/05/2026

Artwill… presenta Paul Neagu. Generative Codes, a cura di Magda Radu, in esposizione dal 18 aprile al 31 maggio 2026. L’inaugurazione avrà luogo sabato 18 aprile dalle ore 16 alle ore 20 presso Artwill…, in via Duetului 54, Bucarest, Romania.

La mostra offre una panoramica sintetica della traiettoria artistica di Paul Neagu, dai suoi primi esperimenti con l’arte tattile avviati in Romania e portati avanti nel Regno Unito, fino alla costruzione di complessi sistemi artistici che si articolano in disegni, oggetti, azioni performative e sculture. Artista sperimentale, Neagu ha realizzato delle estese costellazioni di opere, mosso dall’aspirazione di raggiungere l’unità attraverso formule artistiche “ad assiomi aperti”, trattando l’arte come un vettore di comunicazione e convergenza.

La mostra propone un’immersione nell’universo teoretico e formale di Neagu, presentando tutti i mezzi artistici con cui ha lavorato e le fasi della sua traiettoria, con particolare attenzione a una dimensione centrale del suo lavoro: formule espressive evocative simili a rituali, che fungono sia da trasmissione comunicativa – un mezzo per condividere esperienze collettive – sia da strumento per raggiungere stati inter- e trans-soggettivi, con sfumature cosmologiche e metafisiche. Durante tutto il suo percorso, Neagu è rimasto profondamente in contatto con la concretezza materiale dell’espressione artistica, che ha spesso collegato all’indagine filosofica e spirituale.

Fin dal principio, Neagu ha progettato oggetti pensati per interagire con l’ambiente, posizionandoli in luoghi pubblici o attivandoli attraverso dimostrazioni performative. Questi primi lavori si sono evoluti nella formulazione del Palpable Art Manifesto, che promuove la riattivazione di tutti i sensi nella percezione dell’arte e del mondo circostante, e presentando l’idea di arte come presenza concreta, tattile e necessaria.

I suoi sforzi per superare la dicotomia soggetto-oggetto si sono ulteriormente evoluti in opere performative come Cake Man, dove la relazione tra parte e intero viene esplorata attraverso processi simbolici di decomposizione e ricomposizione del corpo umano. Questo filone esplorativo prosegue nei disegni cellulari e culmina nell’invenzione del Generative Art Group, un collettivo fittizio di artisti, ciascuno dotato di una propria personalità e modalità operativa, impegnati in vari scenari performativi, individuali o collettivi, in cui si esplorano strategie di straniamento, distorsioni anamorfiche e metamorfosi.

Dalla continua esplorazione della frammentazione e dell’unificazione deriva un interesse per la grammatica della scultura, che si inaugura con la grande invenzione di Neagu: Hyphen (Trattino), indicatore di unione e di separazione. Fungendo da principio generativo per le opere successive, Hyphen consolida un vocabolario scultoreo più ampio, che include Nine Catalytic Stations, in cui le relazioni dinamiche tra forma, materiale e spazio producono strutture che si comportano come organismi viventi, generando ritmo, energia e interazione.

Con questa mostra, Artwill… continua a sviluppare uno spazio dedicato alla presentazione e alla contestualizzazione dell’arte rumena, proponendo profondi incontri tra pratiche storicamente significative e il pubblico contemporaneo.


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