Castello di Rivoli Museum of Contemporary Art - Rivoli (Italia)
23/09/2023

Il convegno è curato da Carolyn Christov-Bakargiev, Direttrice del Castello di Rivoli, insieme all’artista Agnieszka Kurant.

Le Sessioni I e II, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 16:00, saranno aperte al pubblico e si svolgeranno nel Teatro del Castello di Rivoli; saranno trasmesse in diretta streaming sul canale Youtube ufficiale del Museo.

La Sessione III, dalle 17:00 alle 19:00, sarà un incontro di brainstorming a porte chiuse presso newcleo, Torino.

La questione dell’energia è tra le più vitali per il futuro dell’umanità e per il fiorire multispecie della vita umana e non umana sulla Terra. Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta un convegno multidisciplinare di arte, scienza e filosofia dal titolo Culture dell’energia. Energie, immaginari, valute e orizzonti nucleari del pianeta che affronta le contraddizioni e tenta di liberare le proprietà dirompenti e trasformative dell’energia che attraversa, senza soluzione di continuità, opere d’arte e innovazioni scientifiche. Nel tentativo di esplorare potenziali scenari di coevoluzione energetica tra specie differenti, il convegno indaga la materia vivente a partire dai suoi atomi, dal loro intreccio, dalla loro comunicazione e interazione, tentando di mettere in questione i postulati statici e convenzionali sull’energia. Il convegno, che si tiene il 23 settembre, riunisce artisti, scrittori, scienziati, filosofi e architetti per due sessioni aperte al pubblico nel Teatro del Museo. Nel tardo pomeriggio, quest’ultimi continueranno le loro discussioni in una sessione di incontro riservato presso newcleo, start-up con sede anche a Torino che promuove un approccio all’energia nucleare innovativo.

“newcleo sostiene e co-ospita questo evento con il Castello di Rivoli”, afferma il direttore Carolyn Christov-Bakargiev, “nell’ambito delle attività di divulgazione sull’energia nucleare come parte integrante del nostro futuro. Con questa conferenza indecisi ed entusiasti potranno confrontarsi, producendo una reazione chimica in grado di rilasciare forme inaspettate di energia cognitiva”.  L’energia ha modellato la vita sulla Terra, le civiltà e le società nel corso della Storia, dalla conversione fotosintetica dell’energia solare in biomassa, passando per la combustione fossile, per le centrali idroelettriche, fino all’uso dell’energia atomica dalla metà del XX secolo attraverso la fissione nucleare – processo mediante il quale i neutroni rilasciati dagli atomi fanno bollire l’acqua utilizzata per generare elettricità nelle turbine. L’ambito energetico è stato sempre oggetto di indagine umana nel Nord e nel Sud del mondo e nei mondi indigeni. Il termine greco νέργεια (energeia), adottato per la prima volta da Aristotele, deriva dall’uso precedente del termine ργον (ergon) che significa “attivo, operante”, preceduto da en– che significa “a” o “verso”. Fu usato per la prima volta da Eraclito e dai presocratici per connotare il fuoco come fonte primaria di azione. Nella sua Fisica, Eraclito considerava Energon il creatore di tutta la vita su Gaia. L’energia è una valuta universale, prodotta da un vortice di forze animali, vegetali e fisiche. Tuttavia, le attuali forme di produzione e consumo umano di energia stanno portando alla distruzione del mondo. L’energia pulita è la base su cui dovrebbe poggiare il nostro futuro, ma l’elettricità dipende ancora da batterie e forme di stoccaggio altamente inquinanti. Come far fronte alla conservazione di energia? Che dire dell’eccesso di energia non sfruttata, che si accumula sotto forma di calore nel nostro pianeta? Come trasmetterla o farla diventare forma di vita per altri esseri? Nell’immaginare forme di stoccaggio energetico su vasta scala, essenziali per i nostri dispositivi tecnologici, si potrebbe prendere ispirazione dal comportamento delle piante “iperaccumulatrici” o da pratiche come l’agromining e il phytomining, in grado di ridurre i gas serra e l’inquinamento idrico, sottoprodotti dell’estrazione di minerali. Come suggerito dal filosofo Emanuele Coccia, quello che sembra avvenire oggi è un ripensamento dei paradigmi energetici: dalla termodinamica classica – per la quale la posta in gioco è il mantenimento di un equilibrio – alla alchimia – dove ogni essere vivente e non vivente è potenzialmente in grado di immagazzinare, rilasciare e moltiplicare l’energia ricevuta. L’economia energetica contemporanea potrebbe anche essere descritta nei termini di una forma di cibernetica totalizzante. Quest’ultima è basata su scambi perpetui di energia umana che, estratta come fosse petrolio o gas da ogni attività cognitiva e digitale attraverso funzioni algoritmiche, è diventata ormai una valuta finanziaria. “L’attuale abbandono delle energie dei combustibili fossili e la loro graduale sostituzione con le energie rinnovabili”, afferma l’artista Agnieszka Kurant, “sembra coincidere con la smaterializzazione del denaro e la sua parziale sostituzione con le valute digitali, la cui produzione dipende principalmente dall’energia. L’estrazione tradizionale di combustibili fossili e minerali è attualmente accompagnata dall’estrazione di criptovalute, non a caso definite nuove forme di “gas”. Ciò che è essenziale nella produzione di una criptovaluta, ovvero una valuta digitale generata attraverso computer che risolvono problemi matematici, è l’energia che alimenta i server. Il lavoro umano è ancora indispensabile ed è svolto da lavoratori sfruttati nelle miniere, costretti a estrarre i rari metalli della Terra che alimentano i computer. A causa della sua dipendenza dall’energia, la produzione di capitale attraverso l’estrazione di criptovalute è diventata una corsa alle fonti più economiche per alimentare le cosiddette digital farm. Tale produzione di capitale estrattivista ad alta intensità energetica cui assistiamo nel Nord globale ha ripercussioni ambientali nei Paesi del Sud globale”.

La corsa incessante all’estrazione dell’ultima goccia di energia da ogni essere vivente e non vivente ha prodotto nuove forme di schiavitù. Poiché la crisi climatica globale costringe a decarbonizzare e ad affrancarsi dai combustibili fossili, quali possono essere le soluzioni energetiche pulite per mitigare la crisi climatica? Sebbene la produzione e l’uso di energia solare, eolica e idrica sia aumentata negli ultimi decenni, queste forme di energia sostenibile non sembrano essere da sole sufficienti. Recenti ricerche puntano, controintuitivamente, a nuove forme di energia nucleare prodotte utilizzando scorie nucleari come combustibile. I ricercatori del settore sostengono che la fissione nucleare potrebbe co-sostenere il futuro dei sistemi di energia pulita a livello globale. Tuttavia, anche se l’energia nucleare ha statisticamente un impatto inferiore sull’ambiente rispetto ai combustibili fossili, la paura di incidenti nucleari è ancora viva nel dibattito internazionale scientifico, umanistico e artistico. Può quest’ultima essere causata dall’associazione dell’energia nucleare ai danni provocati dai test militari, che hanno devastato ambiente e comunità in luoghi in cui gli esperimenti atomici sono stati più frequenti a partire dagli anni cinquanta?

La memoria storica di queste attività militari si trova attualmente a fare i conti con la concreta possibilità che la transizione nucleare sia un’opzione energetica circolare, controllata e perseguibile contro il collasso climatico. Avvalorano questa ipotesi le più recenti tecnologie dei reattori di nuova generazione e le ricerche su combustibili a base di rifiuti radioattivi (plutonio e uranio impoverito), che riutilizzano non solo gli scarti prodotti dagli stessi reattori, ma anche quelli di altri reattori non di quarta generazione.  “Settant’anni di esperienza nel funzionamento dei reattori nucleari” afferma Stefano Buono, fondatore di newcleo, “hanno dimostrato che è persino possibile utilizzare le scorie nucleari radioattive già esistenti da combustibili nucleari dismessi o bombe per produrre energia nucleare per centinaia di anni senza estrarre altri minerali come l’uranio dalla terra, e farlo a costi competitivi. Una reazione nucleare fornisce 1 milione di volte più energia di qualsiasi reazione chimica e trovare modi per utilizzare questa energia può fornire ciò che è necessario per le generazioni a venire senza impattare sul nostro pianeta producendo anidride carbonica, principale causa del surriscaldamento terrestre”.

Ma si può davvero non tenere conto della paura del nucleare, declinatasi in scenari letterari fantascientifici, nei movimenti attivisti per il disarmo atomico e nei movimenti artistici come Arte nucleare a partire dalla seconda metà del XX secolo e oggi amplificata dalla reiterazione di minacce di guerre atomiche? Fondato a Milano nel 1951 dall’artista italiano Enrico Baj insieme a Sergio Dangelo e Gianni Bertini, il gruppo di Arte nucleare ha celebrato l’energia nucleare ma ha anche messo in guardia sui pericoli ambientali e umani della cattiva applicazione della tecnologia nucleare, facendo esplodere “acqua pesante” realizzata con una nuova tecnica che combinava pittura a smalto e acqua distillata. L’arte nucleare ha influenzato in maniera indiretta anche l’Arte povera, nei termini di una nuova sensibilità verso l’ambiente ma anche di flussi di energia che, scaturendo dalla Terra, rendono continuamente mutevole la materia di cui le opere di Gilberto Zorio, Giovanni Anselmo e Mario Merz, tra gli altri, si compongono. Abbracciando il modo in cui le particelle subatomiche degli atomi si scontrano, questi artisti hanno reso manifesta l’energia latente nel mondo, incorporando nella loro ricerca la tensione tra natura e cultura. La loro sperimentazione è il preludio di pratiche artistiche contemporanee che si interrogano sulla crisi climatica, sulle coscienze non umane, sulle energie biologiche e computazionali. Il sublime nucleare e la malinconia nucleare attraversano oggi le opere di artisti come Adrián Villar RojasHimali Singh SoinLea PorsagerSophie Cundale e Renato Leotta.

I musei e le istituzioni artistiche come il Castello di Rivoli, e le pratiche artistiche in generale, sono in grado di contestualizzare i dibattiti politici contemporanei sul clima e su una nuova transizione nucleare. Il convegno Culture dell’energia. Energie, immaginari, valute e orizzonti nucleari del pianeta sollecita pertanto una riflessione collettiva sui fattori che influenzano la produzione, la circolazione, il consumo di energia e le opportunità di cambiamento per prepararci a un futuro già prossimo. Ciò che rende particolarmente urgenti queste considerazioni sull’energia è il contesto della crisi energetica globale, iniziata all’indomani della pandemia di COVID-19 e aggravata in Europa dalla minaccia di un embargo energetico dovuto alla guerra in Ucraina. Ciò ha portato a speculazioni, aumento dei prezzi nei mercati del petrolio, del gas e dell’elettricità e inflazione. La crisi energetica, combinata alla crisi climatica, si sta trasformando rapidamente e una transizione verso fonti energetiche alternative a combustibili fossili senza carbonio non è più posticipabile. Il tema dell’energia va affrontato considerando anche quelle economie emergenti che attualmente affrontano una duplice sfida energetica: soddisfare i bisogni di miliardi di persone che ancora non hanno accesso a servizi energetici di base e partecipare contemporaneamente a una transizione verso sistemi energetici a zero emissioni di carbonio per il bene dell’intero pianeta.

Relatori: Paola Antonelli, designer, architetto e curatrice; Stefano Buono, fisico nucleare e cofondatore di newcleo; Luciano Cinotti, scienziato nucleare; Carolyn Christov-Bakargiev, storica dell’arte, Direttore Castello di Rivoli; Kate Crawford, artista e scrittrice; Emanuele Coccia, filosofo; Beatriz Colomina, storica dell’architettura, teorica, curatrice; Sophie Cundale, artista; Federico Ronchetti; fisico nucleare e coordinatore del progetto Alice del CERN; Agnieszka Kurant, artista; Renato Leotta, artista; Sam Lewitt, artista; Michael Marder, filosofo; Mark Wigley, storico dell’architettura, teorico, curatore; Lea Porsager, artista; Himali Singh Soin, poeta e artista; Bruce Sterling, autore di fantascienza; Ash Thorp, artista digitale, grafico e direttore creativo; Ersilia Vaudo, astrofisica; Adrián Villar Rojas, artista; Gilbert Zorio, artista.


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