Dries Depoorter è un giovane media artist belga che incentra il proprio lavoro sulla programmazione di linguaggi e sui media digitali. Egli stesso dichiara di cercare, con la sua ricerca artistica, la bellezza che risiede nella complessità. Depoorter sta inoltre completando il programma di studi in media-art al KASK, Scuola di Belle Arti di Ghent (http://www.kask.be/).

Una delle sue ultime opere, Subtwitter (2013, http://www.driesdepoorter.be/subtwitter/) presentata durante la mostra Digital Now: Drones/Birds: principles of ubiquity che si é tenuta a Bruxelles lo scorso Aprile, ha catturato l’attenzione del pubblico grazie al suo approccio innovativo e al suo continuo mettere in discussione gli strumenti dei social media (qui potete trovare il report della mostra che avevo redatto per Digicult: https://digicult.it/it/news/dronesbirds-princes-of-ubiquity-the-bird-metaphor-as-a-contemporary-cultural-form/).

Subtwitter, si presenta infatti come un’application capace di eseguire la scansione di file-sottotitoli (.srt) e di sostituirli con tweet simili. Inizialmente, il programma utilizza un file-sottotitolo originale di un film o una serie tv (forniti dal pubblico). In seguito l’application analizza ogni singola frase del sottotitolo e crea dei tweets simili. Il risultato che ne deriva è un file-sottotitolo completamente nuovo nel quale tutti i sottotitoli sono rappresentati da tweets associati computazionalmente. Tramite Subtwitter è possibile “sub-twittare” qualsiasi tipo di film, serie tv o materiale video. Questo progetto mostra il recente interesse che l’artista ha manifestato per i social media, quali fonte principale di informazioni e dati introdotti da esseri umani.

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La sua opera più recente, Gradient (2013, http://www.driesdepoorter.be/gradient/) si concentra più sui processi visivi. Si tratta di un gradiente, generato in tempo reale, formato da 2 colori estratti da 2 webcam online. Le webcam sono posizionate in parti opposte del mondo. Una in Asia e l’altra nell’America del Sud. In ciascuna webcam il colore viene estratto dal cielo. Così, ogni 12 ore il gradiente si inverte. Paragonato a Subtwitter, questo è un progetto sicuramente più visivo e meno concettuale e riflette interamente la nuova concezione di creazione artistica sviluppata dall’artista.

Silvia Bertolotti: Recentemente abbiamo visto una delle tue opere alla mostra Drones/Birds: principles of ubiquity. Come hai deciso di presentare l’opera Subtwitter?

Dries Depoorter: A Brussels ho voluto mostrare il risultato del mio progetto all’interno del software stesso e allo stesso tempo spiegare in modo semplice in cosa consiste. Non é mia intenzione fornire spiegazioni noiose. Dato l’approccio tematico basato sulla metafora degli uccelli, ho scelto il film Uccelli di Alfred Hitchcock e, tramite l’application, è stata eseguita una scansione dei sottotitoli. Pensavo potesse rappresentare un esempio efficace e in linea con gli interrogativi sugli uccelli e il loro simbolismo….

Silvia Bertolotti: In Subtwitter ti sei concentrato sull’omonima applicazione, ma in altri progetti avevi già lavorato con i social media (ad esempio Facebook). D’altra parte, alcuni parlano già di “social media art”. Quale pensi sia l’aspetto più interessante dei social media: la tecnologia, la natura della comunicazione o la struttura di network?

Dries Depoorter: L’aspetto che maggiormente mi interessa dei social media é senz’altro il potere: ad esempio, le politiche di Facebook possono essere davvero rigorose. Basta pensare che di recente hanno chiuso uno dei miei siti preferiti, www.socialroulette.net di Kyle Mcdonald e Jonas Lund, che è rimasto operativo solo per 3 ore. Sono così potenti! Oppure, un plugin che inviava una notifica per ogni contatto che ti cancellava dagli amici (www.unfriendfinder.net), recentemente, è stato bloccato da Facebook. Penso che cio’ lasci molto riflettere su questo social media…

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Silvia Bertolotti: Nella tua vita privata in che modo utilizzi i social media come Facebook e Twitter?

Dries Depoorter: Personalmente, utilizzo il mio account Facebook per lo più per condividere lavoro e fatti personali. Due anni fa ho creato un account Twitter per le mie attività professionali, in cui seguo media e digital artist e dove twitto aggiornamenti sui progetti e opere. Quindi, considero Twitter una grande risorsa per il mio lavoro, perchè mi permette di condividere ciò che faccio con il network di cui faccio parte. Molti artisti in effetti non pubblicano solo notizie, ma condividono le proprie idee e riflessioni, che sono una fonte incredibile di ispirazione, nonché di collaborazioni!

Silvia Bertolotti: Sul tuo sito hai scritto che “la natura, una serie di numeri e le situazioni di tutti i giorni” sono la tua più grande fonte d’ispirazione…

Dries Depoorter: Sì, sono indubbiamente interessato ai dati che provengono da Internet. Al momento le API (Interfacce di Programmazione di un’Applicazione, ndt) sono una delle mie fonti principali d’ispirazione, nonchè materiale per le mie opere…

Silvia Bertolotti: Cosa intendi per “dati provenienti da Internet” e perchè ti interessano tanto?

Dries Depoorter:  Con “dati provenienti da Internet” intendo tutto ciò che è possibile trovare in rete: immagini, testi, geodati, informazioni suggerite da Google, gli open data delle città. È davvero ineressante combinare diversi insiemi di dati. Crea dipendenza e le combinazioni sono infinite!

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Silvia Bertolotti: Parliamo invece della gestione del suono e dell’elemento audio, più in generale, nei tuoi lavori. Sto pensando a opere più vecchie, come Inaudible e 24hsoundwave.com…

Dries Depoorter: Queste sono opere ormai piuttosto molto lontane dai miei interessi attuali, le ho create tre anni fa. Inaudible (http://www.driesdepoorter.be/inaudible/) nasceva da una domanda che mi sono posto un giorno: che cosa ascolta la gente sul proprio lettore mp3 mentre cammina per strada? Credo che questo lavoro sia una sorta di pretesto per rivolgere lo stesso quesito alla gente che incontro…

Nel’l’installazione 24h_soundwave (http://www.24hsoundwave.com/) è invece possibile visualizzare una lunga stampa delle onde sonore di una registrazione effettuata nel 2011 che raccoglie, in un’ unica traccia, tutti i suoni che mi circondavano complessivamente in una giornata. Un anno dopo decisi di utilizzare diversamente questa traccia; così ho creato 24hsoundwave.com, un sito dove è possibile ascoltare l’intera registrazione, priva tuttavia di alcuni frammenti che considero strettamente personali. Ciononostante, gli interessati possono acquistare i frammenti online; i prezzi variano da pezzo a pezzo.

Silvia Bertolotti: Anche i testi che spiegano e accompagnano il tuo lavoro hanno spesso un ruolo importante…

Dries Depoorter: Assolutamente sì, i testi sono essenziali! La maggior parte del mio lavoro deve essere accompagnato da spiegazioni. Se mancassero, il sito web che illustra Gradient, ad esempio, si ridurrebbe a qualcosa di noioso! Mi piace fornire chiarimenti e un “tocco commerciale”, per far sì che il visitatore possa comprendere il progetto senza difficoltà. Come ho già detto, non amo le opere troppo astratte, difficilmente leggibili e incomprensibili. Ciò è dovuto al fatto che vorrei rivolgermi ad un pubblico sempre più ampio, evitando di indirizzarmi verso gruppi di nicchia.

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Silvia Bertolotti: Che programmi hai per il futuro? Stai lavorando a progetti specifici?

Dries Depoorter: Attualmente sto lavorando molto su Processing e sto seguendo alcuni progetti contemporaneamente. Uno dei miei progetti preferiti al quale sto lavorando ora è ispirato alle API delle Ferrovie del Belgio. Creo mondi virtuali in cui le persone prendono continuamente treni in base ai dati in tempo reale che mi vengono forniti in automatico. In tal modo, quando nella realtà un treno non arriva in orario, anche la persona virtuale che lo attende è in ritardo. Ogni persona virtuale è caratterizzata da genere, sentimenti e da un nome e cognome che derivano da un sito di nomi per bambini. Nel momento in cui due persone s’incontrano in una stazione, danno vita a una nuova persona virtuale. Se una persona non è in orario (a causa di un ritardo del treno), diventa di cattivo umore e non riesce a innamorarsi di qualcun altro. Scrivere un codice per fare innamorare due persone è stata una vera sfida….

 


 

http://www.driesdepoorter.be