L’artista Tomàs Saraceno segue la tradizione di coloro che hanno alzato lo sguardo verso il cielo immaginando opere dall’ottimismo insolito che esplorano i sistemi delle interdipendenze sia all’interno che oltre il mondo naturale. La mostra del Walker Art Center “Tomás Saraceno: Lighter than Air“, organizzata da Yasmil Raymond, propone installazioni, sculture e fotografie dal 2003 fino ad oggi.
Ispirato dalla filosofia ecologista di Félix Guattari e dal pensiero visionario di architetti e teoreci come Buckminster Fuller, Peter Cook, and Yona Friedman, Saraceno ha attinto ai principi dell’architettura, dell’ingegneria e della fisica per creare ambienti accessibili, sculture cinetiche, giardini fluttuanti e palloni ad energia solare che riuniscono una varietà di discipline ecologiche ambientale, psicologica e sociale per proporre nuove piattaforme e nuovi mezzi per vivere nel mondo.
Concepita dall’artista come un organismo completo, Lighter than Air mette insieme con grande attenzione le opere in mostra, da un punto di vista formale e strutturale, per rappresentare una rete di relazioni oltre ad illustrare l’ampio respiro della sua attività. Il design della mostra è ispirato alle teorie ecologiste difese dal fisico Fritjof Capra, il quale affermato che “In ogni parte del mondo vivente troviamo sistemi che si inseriscono l’uno nell’altro. E i sistemi viventi comprendono anche comunità di organismi.
Questi possono essere sistemi sociali una famiglia, una scuola, un villaggio o ecosistemi”. La mostra mette insieme spazi interni e spazi all’aperto nel Walker Art Center, spazi che comprendono scale e corridoi con una rete di cavi elettrici collegati a pannelli solari rivolti verso le fonti di luce esistenti. L’elettricità prodotta attraverso questa rete di cavi, ricevitori e generatori servirà per coltivare l’erba che cresce all’interno del “32SW stay green/Flying Garden/Air-Port-City” (2007), una serra auto-sostenibile dotata di un sistema di irrigazione che bagna un aggregato di sfere gonfiabili.

La colonna portante della mostra è rappresentata dalla scultura “Girasol (Turning Sun)” (2009). Concepita sia per la galleria che per una terrazza all’aperto ad essa adiacente, l’opera enfatizza le relazioni di interdipendenza fra il sole, il vento e la tecnologia. Una turbina eolica posizionata sulla terrazza azionerà una videocamera collegata a un girasole mentre registra immagini intermittenti del cielo e il movimento compiuto dal fiore quando cerca la luce del sole. Le immagini acquisite verranno proiettate all’interno della galleria. Tralasciando tutto ciò che è pratico e plausibile, Saraceno cerca di sfruttare il potere dell’immaginazione il suo e quello dello spettatore per avventurarsi in un mondo di forme e mezzi che rendono possibile l’impossibile.
Saranno esposte anche fotografie così come un disegno a grandezza naturale, “Air-Port-City” (2009) raffigurante la visione dell’artista di una metropoli che si leva in volo fluttuando sopra una città terrestre. Incuriosito dalla questione relativa ai confini nazionali, Saraceno ha creato uno scenario urbano in cui gli abitanti eludono i confini geopolitici, sfidando i concetti di nazione, proprietà terriera e linea di confine. Secondo quanto detto dall’artista, “La mia idea alla base della realizzazione di Air-Port-City è quella di creare delle piattaforme o delle cellule abitabili costituite da città che fluttuano nell’aria. Queste cambiano forma e si intersecano come nuvole.
Tale libertà di movimento è presa in prestito dall’ordinata struttura degli aeroporti, e tiene conto della creazione della prima città internazionale Air-Port-City è come un aeroporto volante; potrete viaggiare legalmente in tutto il mondo Questa struttura si propone di sfidare le restrizioni politiche, sociali, culturali e militari di oggi, nel tentativo di ristabilire nuove idee di sinergia”.
