A cura di Domenico Quaranta per The Influencers 2011
The Speed Show Exhibition Format – http://fffff.at/speed-show/
«Scegli un Internet-cafe, prendi tutti i computer che hanno e organizza una mostra tramite essi per una notte. Tutte le opere degli artisti esposte devono essere on-line (non necessariamente pubbliche) e mostre in un browser comune con plug-in standard. Tutte le opere devono avere dei programmi di comunicazione installati (instant messaging, VOIP, video chat etc). Custom software (ad eccezzione degli add-on del browser) o file off-line non sono consentiti. Ogni mutazione fisica creative dell’Internet cafe itself non è consentita. La mostra è pubblica e ha luogo durante i normali orari di apertura dell’Internet cafe/shop. Tutti i visitatori sono invitati all’opening, a godere dell’arte esposta (e a controllare la email)»
SPEED SHOW Manifesto di Aram Bartholl 2010
Concept
Sin dalla metà degli anni Novanta, Internet ha dimostrato essere una piattaforma molto potente per quegli artisti che volevano andare oltre il sistema tradizionae dell’arte per portare i loro lavori direttamente a contatto con gli spettatori ( spesso considerato un utente, un collaboratore o un prosumer), al difuori del contesto istituzionale. Dopo i primi anni pioneristici, per molti artisti Internet ha smesso di essere l’unica piattaforma legittima di attività e molti di loro si sono cironciliati con il mondo dell’arte. Comunque, oggi Internet è ancora un movimento radicale, che è spesso scelto come strumento per fare delle cose ed esplorare possibilità non disponibili da nessun altra parte.

E’ ad esempio ancora il luogo in cui, per dirla con le parole di Bijörk, potete lanciare una vostra moneta, creare un vostro francobollo, proteggere il vostro idioma, realizzare la vostra bandiera e innalzarla. E’ uno studio, un logo di esposizione e l’audience allo stesso tempo. E’ il luogo dove l’arte ha luogo al di fuori di qualsiasi contesto ed etichetta, dove incontra le pratiche popolari e di tanto in tanto diventa con loro una cosa sola. E’ ciò che il video è stato negli anni Settanta, “la vacanza dell’arte”. L’arte che avviene in questo luogo ogni tanto poi migra da un’altra parte, ma come accade su Internet, richiede spesso un contesto una piattaforma specifica. Alcune di queste sono avviate da artisti e vengono spesso percepite esse stesse come progetti artistici: piattaforme relazionali dove l’arte, nella migliore tradizione della net.art, ha luogo nel dialogo, nella connessione, nello scambio, nella manipolazione collettiva di immagini, dati, archivi e miti.
Raise Your Flag! è un tributo ai due progetti all’interno dei quali ha luogo: la serie Speed Show, avviata dall’artista Aram Bartholl nel 2010, che reclama uno spazio pubblico – un Internet cafe – come spazio espositivo; e il festival The Influencers. La mostra riunisce lavori che sono, dopo tutto, delle piattaforme: luoghi di condivisione, discussione e organizzazione di eventi online e offline; piattaforme produttive che offrono seplici strumenti che possono aiutare a unirsi al flusso interminabile dei lavori; aggregatori di contenuti aperti o curati; group blogs; lavori artistici individuali che sono essi stessi il punto di partenza dell’evoluzione di altri processi creativi.
Il consiglio all’utente non è solo quello di guardare queste opere, di esplorarle e godere dei loro contenuti; ma anche di lasciarsi coinvolgere, di contribuire, creare e condividere nuovi contenuti e, quando possibile, contribuire all’idea di partenza, migliorarla ulteriormente, lanciando una nuova piattaforma innalzando la propria bandiera.
Artisti:
Ryder Ripps, Scott Ostler, Tim Baker & Stefan Moore (US)
Jon Rafman (CA), Parker Ito (US), Micah Schippa (US), Tabor Robak (CA)
& John Transue (US)
Iocose (IT)
Ryan Trecartin & David Karp (US)
Anonymous
Oliver Laric (DE)
Aaron Meyers (US)
