iMAL – Bruxelles
13 / 11 / 2014 – 14 / 12 / 2014

Una mostra retrospettiva: 40 anni di computer art

Peter Beyls è un “pioniere” dell’arte interdisciplinare, che da quasi quarant’anni esplora il mondo della programmazione informatica. Si occupa di arti visive, musica e formati sperimentali ibridi.

In occasione della pubblicazione di una monografia edita da MER Paperkunsthalle, iMAL organizza la prima importante mostra retrospettiva di Peter Beyls in Belgio, che presenta una selezione significativa delle opere realizzate dall’artista dal 1974 fino a oggi.

La mostra offre una selezione completa di disegni tecnici e progetti computerizzati, che riflettono i molteplici tipi di approccio algoritmico presi in considerazione da Beyls. I primi esperimenti si concentrano su incertezza e casualità condizionale e sono generalmente organizzati utilizzando strutture a griglia. I lavori successivi, sempre basati su queste strutture, sono realizzati con automi cellulari, macchine virtuali che creano sistemi complessi a partire da meccanismi semplici. Ispirate dagli scritti di Chomsky, molte opere esplorano principi di linguistica. A un certo punto, il pensiero generativo astratto ha lasciato spazio al concetto di “intelligenza creativa”: aspetti della creatività dell’uomo sono trasferiti alle macchine. Questo approccio si basa sui principi dell’intelligenza artificiale.

Alla fine degli anni Ottanta ha avuto inizio una transizione significativa e graduale: una svolta concettuale da sistemi basati sulla conoscenza a sistemi basati sull’auto-organizzazione. Quest’ultimo approccio è speculativo: componenti semplici interagiscono a livello locale per far emergere una complessità globale. Strutture intricate sono catturate in una serie d’immagini e così la nozione di tempo diventa implicita.

Peter Beyls – Duo

La mostra fornisce una panoramica dei diversi paradigmi informatici implementati dall’artista. Sono utilizzati anche diversi media e formati espositivi, come gli oltre 100 disegni computerizzati e le stampe fotografiche uniche. Le installazioni audiovisive interattive di grandi dimensioni diventano un’interfaccia dinamica tra lo spettatore e il mondo virtuale del computer. Inoltre, alcuni progetti di robot realizzati quest’anno saranno esposti per la prima volta al pubblico.

L’evento è organizzato in occasione della pubblicazione di una monografia edita da MER, che documenta la lunga attività artistica di Beyls. Sei esperti internazionali (Sahra Kunz, Frieder Nake, Luc Steels, Helena De Preester, Grant Taylor e Joel Chadabe) hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, con l’obiettivo di creare una cornice critica a partire dal loro punto di vista intellettuale.

Peter Beyls – Scan 348 (detail)

Dopo aver completato gli studi in ingegneria elettronica, Peter Beyls ha studiato al Conservatorio Reale di Bruxelles, all’EMS di Stoccolma e alla Slade School of Art dell’University College di Londra. Gli è stato conferito dall’Università di Plymouth il titolo di Dottore di ricerca in Informatica per le sue ricerche nel campo dell’informatica evolutiva applicata a sistemi musicali interattivi in real-time.
Beyls si occupa molto di estetica e della dimensione cognitiva dei media digitali nelle arti. In ambito scientifico, ha pubblicato 75 articoli su aspetti peculiari della digital art ed è stato visiting professor presso diverse università in Canada, Cina, Giappone e Stati Uniti.
Le sue opere sono state esposte in tantissime importanti occasioni, come Siggraph, ICMC, Imagina, ISCM, Generative Arts e ISEA. Attualmente è professore e ricercatore presso il Centre for Research in Science and Technology for the Arts (CITAR), l’Universidade Católica Portuguesa di Porto e visiting professor di media art alla School of Arts, University College Ghent.


http://www.imal.org/en/exhibition/peter-beyls-retrospective