Jencks Foundation presso The Cosmic House - London (United Kingdom)
9/04-19/12/2025

La Jencks Foundation presso The Cosmic House presenta un’opera video performativa e musicale site-specific dell’artista e compositrice Lina Lapelytė, In the Dark, We Play (2025), composta e interpretata in collaborazione con Nouria Bah, Anat Ben-David, Angharad Davies, Sharon Gal, Rebecca Horrox e Martynas Norvaišas.

Il lavoro di Lapelytė cambia il nostro modo di vedere The Cosmic House, l’ex casa di Jencks e manifesto postmodernista, come un palcoscenico teatrale e un collage di congegni musicali. La sua opera include parti di una commissione parallela dell’artista e scrittrice Ella Finer, il cui saggio lirico esplora il Cultural History Frieze di William Stok situato nel Cosmic Oval (il vestibolo di The Cosmic House), il quale sarà pubblicato quest’anno in una nuova edizione.

Il fregio di Stok, commissionato da Charles Jencks, raffigura un’insieme di figure influenti e tradizioni intellettuali, dall’architetto egizio Imhotep a Hannah Arendt, passando per Pitagora, Adriano, Erasmo e altri. Ogni personaggio rappresenta un’epoca, una regione e una tradizione intellettuale diverse, simboleggiando così la ricerca dell’umanità per la comprensione nell’architettura, nella scienza, nella filosofia e nelle arti.

Prendendo ispirazione dall’ambiziosa polifonia di quest’opera, ma intrecciando nuove voci contemporanee, Lapelytė e i suoi collaboratori mettono in primo piano il banale e il sensoriale, invitando a un coinvolgimento intimo con la casa attraverso le loro spiegazioni divergenti del cosmo. Il risultato è quello di un intricato gioco di citazioni e di un dialogo stratificato tra passato e presente, tra l’intellettuale e il sensoriale, tra il cosmo e l’umano. Una serie di frammenti filmati segue i performer mentre riflettono, entrano in contatto e intrecciano nuove interpretazioni di temi cosmici. Abitano gli spazi della casa in maniera giocosa, indugiando su alcuni dettagli e simboli e sorvolandone altri, come l’orbita di una cometa che canta mentre si avvicina con interesse prima di allontanarsi disegnando un arco verso il mistero. 

Lina Lapelyté dichiara: “Per me la cosmologia post-moderna è un flusso, una prospettiva in continua evoluzione – tutto plasmato dall’interpretazione umana e da assunti teoretici –, dove non esiste alcuna narrazione in grado di catturare la realtà nella sua interezza. Ero entusiasta all’idea di esplorare questo punto di vista invitando cinque artisti e musicisti in questa casa straordinaria. Collaboriamo a un lavoro che considera la quotidianità e il mistero come due pari. Un approccio di tipo ludico in un’ epoca in cui il mondo viene stravolto nella casa che sembra un rifugio e un sogno, permettendo alle voci di risuonare e alla luce di viaggiare.”

Eszter Steierhoffer, Direttrice della Jencks Foundation presso The Cosmic House, afferma: “Siamo elettrizzati all’idea di ospitare il nuovo lavoro di Lapelytė che, proprio come la casa stessa, è un esercizio di doppia codifica e polifonia, aggiungendo un nuovo livello di significato e abitando The Cosmic House come un teatro dove l’immaginazione si dispiega in una performance polivocale”.


Link: www.jencksfoundation.org