SALT LAKE ARTS CENTER - SALT LAKE
UNTIL 25 MARCH 2011

Il New Frontier del Sundance Film Festival, giunto alla sua quinta edizione, ha riunito artisti affermati ed emergenti che lavorano con il cinema, lo spettacolo, i videogiochi e i new media, offrendo agli artisti un ambiente in cui condividere il loro lavoro e al pubblico un luogo in cui esplorare le ultime innovazioni del cinema e dello storytelling transmediale.

All’edizione 2010 del Sundance Film Festival è presentata l’anteprima statunitense del documentario !Women Art Revolution (!W.A.R.) di Lynn Hershman Leeson. Questo documentario, la cui produzione è costata quarantadue anni di lavoro, traccia la storia del movimento artistico femminista dagli anni Sessanta ad oggi e spiega abilmente come questo movimento inesplorato abbia trasformato radicalmente l’arte e la cultura dei nostri tempi.

Oltre alle proiezioni cinematografiche, la categoria New Frontier in collaborazione con il Salt Lake Art City Center ha presentato l’anteprima mondiale del progetto partecipativo RAW/WAR, un archivio video interattivo a cura di una community, che permette agli utenti sia di accedere alla sequenza filmata, sia di condividere la propria storia attraverso testi, immagini, video clip e link che evidenziano le conquiste delle artiste e la loro esperienza.

!Women Art Revolution è stato acquisito dalla Zeitgeist Films per la distribuzione nel Nord America dopo la grande acclamazione dell’anteprima all’edizione 2010 del Toronto International Film Festival. Ulteriori proiezioni a New York il 3 marzo presso il Museum of Modern Art e a partire dal 3 giugno presso l’IFC Center ad accesso limitato.

Anche due opere di Daniel Canogar hanno fatto parte del New Frontier del Sundance Film festival 2011. Canogar utilizza le installazioni come veicoli per rianimare l’inanimato, rivisitando un ritratto che raccoglie i segreti contenuti in materiali elettronici di scarto. Esplorando la breve aspettativa di vita delle tecnologie che mettiamo da parte, Spin è costituita dai contenuti copiati di 100 DVD scartati che vengono riproiettati sulla superficie, rivelando le immagini in movimento intrappolate dentro i dischi. A causa delle superfici riflettenti dei DVD, le proiezioni si riflettono sulla parete opposta, creando un doppione astratto dei video. Riprendendo le nozioni dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità artistica di Benjamin, queste dottrine cosmologiche chiaramente utopiche traboccano di energia cinetica.

L’installazione Spin è stata esposta al Miner’s Hospital (20 – 29 gennaio) assieme alla scultura Hippocampus 2, che verrà ospitata anche dal Salt Lake Art Center (4 febbraio – 25 marzo). In quest’opera, l’effimera linfa vitale di un segnale telefonico funge da metafora della mortalità e della memoria della tecnologia. I cavi di quest’opera, ritrovati in un cassonetto della spazzatura nelle vicinanze della casa dell’artista, sono una reliquia dell’era dell’informazione. Ondeggiando con la luce, il cablaggio illuminato di questa scultura evoca la trasmissione sinaptica neuronale e le comunicazioni disturbate, che ci ricordano la fragilità del nostro corpo e gli scambi naturali di informazioni. 


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si dedica sia ad artisti affermati che emergenti, che abbracciano i nuovi media e le pratiche artistiche contemporanee.