TATE GALLERY, FACT - LIVERPOOL
UNTIL 13 MARCH 2011

A cura di Sook-Kyung Lee e Susanne Rennert

Media artist, performance artist, comspositore e visionario, Nam June Paik (1932-2006) è stato uno degli artisti più innovativi del ventesimo secolo. Le sue idee radicali su arte e tecnologia hanno creato quelle che noi oggi conosciamo essere la videoarte e la media art. Noto per le spettacolari video-istallazioni e per le immagini ritoccate di performance all’avanguardia, cantanti pop e pubblicità televisive, Paik ha spianato la strada alla sensibilità della generazione di MTV e del fenomeno di YouTube.

La Tate Liverpool presenta la prima grande retrospettiva dalla morte dell’autore, assieme al Museum Kunst Palast di Düsseldorf. La mostra di Liverpool è la prima nel Regno Unito dal 1988 ed è stata realizzata in collaborazione con FACT, Foundation for Art and Creative Technology.

Presso la Tate Liverpool, una delle due location di questa mostra, vengono esposte, molte per la prima volta in terra inglese, circa novanta opere risalenti ai vari periodi artistici di Paik, oltre a documentari sulle sue performance e sulle precedenti esposizioni. La mostra è volta a consacrare Paik come pioniere della media art. In un’epoca in cui la televisione era ancora una novità, Paik ha previsto la successiva popolarità di questo nuovo e appassionante mezzo di comunicazione. Le sue opere sono ricche di significato, basti pensare alla serie dei Tv Buddha che esplora i conflitti tra Oriente e Occidente, vecchio e nuovo, o all’opera Video Fish 1979-92 che, rappresentando dei pesci vivi su alcuni televisori, accosta natura e tecnologia.

Spaziando dalle performance musicali alla partecipazione al movimento Fluxus fino ai lavori televisivi, le sculture robotiche e le istallazioni-video su larga scala, la mostra della Tate Liverpool riesce a offrire una panoramica globale dell’opera di Paik. Prepared Piano 1962-63 e Record Shishkebab (Random Access) 1963-79 denotano lo stretto legame con i movimenti musicali d’avanguardia, mentre opere come Magnet TV 1965 e One Candle 1989 mostrano le svariate traiettorie dei suoi esperimenti elettronici. Viene dato molto spazio anche alla sua collaborazione con la violoncellista Charlotte Moorman e l’artista Joseph Beuys attraverso una ricca selezione di fotografie e altro materiale relativo a spettacoli e mostre di questi personaggi.

Paik si interrogava ininterrottamente sulle nozioni di arte e creatività e non si stancava mai di esplorare nuove vie per la creazione e la fruizione dell’arte in un panorama culturale più ampio. Conoscitore delle idee profonde del Buddhismo Zen, ma anche delle teorie cibernetiche, Paik ha creato una visione globale e non gerarchica della creatività artistica e ha aperto il regno dell’arte al mondo in continuo cambiamento per le innovazioni culturali e tecnologiche. È possibile riscontrare il grande interesse di Paik per l’arte elettronica e per i movimenti d’avanguardia in tutta l’esposizione, che non vuole tralasciare nessun aspetto dello spirito sperimentale che lo ha accompagnato nella sua cospicua creazione artistica.

La mostra segue presso la FACT che, concentrandosi sull’impiego innovativo, da parte di Paik, della tecnologia, espone l’enorme istallazione Laser Cone 2001-10, oltre alle sedici video-opere per SCPC, tra le quali Global Groove 1973 e i video satellitari Good Morning, Mr. Orwell 1984 e Bye Bye Kipling 1986. La passione di Paik per la televisione scaturiva dalla sua idea di comunicazione come sistema di partecipazione a doppio senso. In contrasto con la visione, ampiamente condivisa al tempo, della televisione come mezzo di comunicazione naturalmente voyeuristico, Paik credeva nella possibilità democratica di coinvolgere attivamente il pubblico nella produzione dei contenuti.

Per Paik la comunicazione globale era uno dei più importanti impulsi verso una comprensione più profonda delle differenti culture e società e, infine, verso un ordine mondiale pacifico e armonioso. I suoi esperimenti con il laser sono stati la continuazione dell’esplorazione, che lo ha accompagnato tutta la vita, di tecnologie innovative. Altamente tecnologiche eppure estremamente spirituali, le opere laser di Paik rivelano il suo approccio esclusivamente umanistico alla tecnologia.

http://www.tate.org.uk/liverpool

http://www.fact.co.uk/