Trouw Amsterdam - Amsterdam
20 - 21 / 11 / 2014
Talks, Discussions, Workshops and Performances

MyCreativity Sweatshop è una due-giorni di interventi presso il TrouwAmsterdam il 20 e il 21 novembre 2014. L’obiettivo dell’evento è di attivare una rete internazionale di artisti, designer, programmatori, attivisti e ricercatori. Lo scopo è quello di formare alleanze e forgiare strategie per la sopravvivenza creativa e chiarire gli elementi fondamentali, gli argomenti e le architetture al lavoro nelle differenti tipologie di economia di rete.

L’“industria creativa” è diventata un significativo settore economico in quasi tutta l’Europa, e addirittura un settore di punta in Olanda. Questo ha avuto un impatto ambivalente e spesso disastroso sulle condizioni della produzione creativa. Recentemente, le politiche dell’industria creativa si sono dirette verso indirizzi nuovi e più tecnologici, che ritengono che creatività e innovazione stiano diventando sempre di più una questione di economie di big data, design algoritmico e modularità digitale. La domanda è: dove si può collocare la sempre crescente moltitudine di produttori creativi?

MyCreativity Sweatshop offre l’opportunità per un confronto produttivo sulla questione. Invitiamo artisti e manager, designer e ingeneri informatici, lavoratori culturali e imprenditori di internet, abusivi e direttori politici, educatori e politici, e chiunque sia interessato a perdere qualche chilo in un’esplorazione controversa del possibile futuro della produzione creativa. Questo non sarà un altro TED, ci sarà sangue, vere discussioni, battaglie costruttive e molte possibilità di definire strategie e tattiche per la lotta alla sopravvivenza creativa.

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Nella conferenza esploreremo la posizione della produzione creativa nell’economia e nella società contemporanee da diversi punti di vista. Torneremo a discutere su quindici anni di politiche dell’industria creativa e valuteremo i loro effetti in diversi campi. Una delle questioni che continua a interessarci è il destino dell’autonomia artistica all’alba dell’industria creativa. Cosa succede all’impeto artistico quando l’industria creativa ingloba progressivamente le aree di pensiero e di lavoro prima indipendenti? Quali sono le alternative?

Un’altra importante questione che è sorta negli ultimi anni riguarda lo spazio urbano digitalizzato e le politiche dell’imprenditoria creativa. Mentre le città creative si trasformano in città intelligenti, lo spazio urbano corre il rischio di essere ri-progettato come un potenziale e infinito lancio di tecnologie sensoriali per generare dati a favore delle nuove miniere d’oro delle economie basate proprio sui dati. All’interno di questo contesto, quali sono le strategie e le tattiche appropriate per interventi intelligenti? I creativi devono solo seguire l’imperativo tecnologico o ci sono altri modi di trasformare il regolare flusso di dati e controllo in infrastrutture realmente partecipative?

Una parte importante di questa conferenza riguarderà una piattaforma per l’arte, uno spazio per gli attivisti e ovviamente per le iniziative imprenditoriali che si scontrano con l’accondiscendenza dell’attuale dialettica artistica. Mostrando come la pratica professionale può andare per mano con le riflessioni critiche sulle sue implicazione culturali, sociali e politiche, queste iniziative puntano a una “politica della creatività” che crediamo fondamentale al giorno d’oggi. Le loro presentazioni e laboratori al MyCreativitySweatshop sottolineeranno strategie sovversive, metodi di disturbo e tattiche di sopravvivenza per coloro che non si adattano (o non vogliono farlo) ai modelli dell’industria creativa.

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MyCreativity: Blog

Sul MyCreativity Blog è possibile trovare post e informazioni interessanti sul nostro prossimo evento.

MyCreativity: Manufacturing Serendipity Book

Parte di questo progetto riguarda anche la pubblicazione di un libro, che si occupa delle condizioni della produzione creativa nell’età della serendipità prefabbricata e dell’industria creativa.