Mudam Luxembourg - Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean - Luxembourg
02 / 10 / 2021 – 16 / 01 / 2022

Post-Capital riunisce le sculture, i dipinti, le fotografie, i video e le performance che trattano la natura della produzione, del consumo e della ricchezza. La mostra, sviluppata durante un periodo di cambiamenti e incertezza notevoli, prende come punto di partenza il paradosso intrinseco all’interno di un sistema capitalistico che è al contempo dipendente e minacciato dal progresso tecnologico. 

L’esposizione prende il titolo da un libro del 1993, La società post-capitalistica, che preannunciò l’immenso impatto dell’information technology sul mondo del lavoro e il fatto che avrebbe portato in definitiva alla caduta del capitalismo entro il 2020. Il libro, pubblicato quando internet era ancora agli esordi (nel Lussemburgo, ad esempio, è stato attivato nel 1992), predisse che in futuro la conoscenza sarebbe diventata la base per la ricchezza, al posto del capitale, del lavoro o del possesso di proprietà terriere.

Oggigiorno, le tipologie di lavoro, le valute, i beni e la natura del consumo sono stati trasformati drasticamente dalle tecnologie in continua evoluzione. Le multinazionali dell’information technology e le aziende di e-commerce sono tra le società ad azionariato diffuso con valore maggiore. Le informazioni, che sono sia numerose, sia infinitamente replicabili, sono diventate un bene prezioso si oppone ai principi economici tradizionali per cui il valore è determinato dalla scarsità. Post-Capital presenta le opere di ventuno artisti che analizzano in modi diversi l’estetica, i paradossi, le assurdità e le questioni etiche sollevate dalle economie post-industriali e forse post-capitalistiche.

Una nuova installazione sculturale di Roger Hiorns nella Great Hall rappresenta un iconico aeroplano circondato da delle tubature di plastica e da un sistema che mostra sia la stasi terminale e il flusso costante. Le opere di Cao Fei (nell’auditorium al piano -1), Simon Denny, Liz Magic Laser e Cameron Rowland (nelle gallerie al piano +1) approfondiscono la natura delle condizioni lavorative contemporanee, riferendosi rispettivamente al fenomeno dei centri e dei magazzini di logistica automatizzata, la gig economy e gli orologi marcatempo biometrici. Altrove, nelle gallerie al primo piano, i quadri a LED di Ei Arakawa, le videoinstallazioni di Mohamed Bourouissa e Yuri Pattinson e le fotografie di Shadi Habib Allah presentano i cosiddetti “mezzi di scambio”, dal conio delle monete alla Monnaie de Paris fino alla produzione dei Bitcoin nella Cina rurale e al trade of welfare ufficioso nei minimarket a Miami.

Inoltre, al primo piano è possibile osservare altre opere del collettivo di artisti GCC e di Guan Xiao che fan fronte al consumo e alla sovrapproduzione evidenti. Le fotografie di Josephine Pryde e un murale di Nora Turato appositamente commissionato considerano l’evoluzione della lingua, della comunicazione e dell’individualità nell’era degli smartphone. Le videoinstallazioni di Martine Syms e Sondra Perry riguardano la mercificazione dei dati personali e si occupano di questioni riguardanti l’identità, l’autenticità e la sovranità individuale. Le sculture di Katja Novitskova alludono in modo allegro all’emergenza della cosiddetta “economia dell’attenzione” in un mondo saturo di informazioni. Un dipinto di Laura Owens e una serie di fotografie di Nick Relph uniscono i media digitali e quelli analogici. La prima parla della stampa passeggera e della pubblicità del XIX secolo, il secondo della gentrificazione nel XXI secolo. 

Le opere installate nel Jardin des Sculptures del Mudam offrono degli esempi di proprietà comune o collettiva. Oliver Laric crea delle scansioni digitali (senza copyright) di reliquie e altri oggetti provenienti dai musei di tutto il mondo, mentre un’installazione di Hito Steyerl contrappone il fenomeno del porto franco alla nozione di terra comune.

Infine, all’interno del museo, in una posizione imprecisata, l’artista Lara Favaretto presenta una serie di “chiacchierate clandestine” rispettivamente sui temi del “surplus”, del “potere” e degli “hacker”, che verranno trasmesse in diretta streaming da Mudam e sul suo sito web thinking-head.net.

 L’esposizione include una nuova performance e una campagna poster di Nora Turato per i siti della città di Lussemburgo. Diverse opere vengono prese dalla collezione del Mudam, comprese le opere di GCC, che sono state donate al Mudam nel 2015 e nel 2020 e che vengono esibite al museo per la prima volta.


https://www.mudam.com/exhibitions/post-capital