A cura di: Xander Karskens
The Distant Sound è la prima mostra personale istituzionale di Matt Stokes (Penzance, Regno Unito, 1973) nei Paesi Bassi. Nei suoi progetti collaborativi, Stokes produce film, video e sculture in cui riflette i codici sociali e visivi di determinate sottoculture musicali. Negli ultimi anni questo artista ha realizzato progetti sul movimento Northern Soul, sulla cultura rave britannica, sulla tradizione folk a Camden e sull’hardcore punk ad Austin, Texas.
L’approccio collettivo, in cui le idee artistiche sono sviluppate in stretta collaborazione con membri di queste diverse comunità musicali, è tipico del lavoro di Stokes. Le ricerche archivistiche, le strategie di ricostruzione, e la paternità artistica condivisa sono elementi ricorrenti nell’opera dell’artista, facilitando le ricerche in corso per quanto riguarda le strutture formali e spirituali che stanno alla base dell’esperienza estetica collettiva. Al posto di assumere un atteggiamento socio-documentario, Stokes usa un linguaggio enfaticamente soggettivo, che amplifica gli aspetti celebratori della cultura musicale.
La Dance Culture
La mostra The Distant Sound è composta da opere già esistenti e da altre appena prodotte. Comprende l’estatica ode di Stokes nei confronti della Northern Soul, l’intenso film in Super 16mm Long After Tonight (2005), per la quale l’artista ha rimesso in scena una popolare serata Northern Soul degli anni ’70 nella chiesa di San Salvatore a Dundee, dove un gruppo di “soulies” ha eseguito i loro tipici passi di danza.
L’interesse di Stokes per l’estetica legata alle tradizioni della danza contemporanea, viene ulteriormente elaborato nel film di animazione in 16mm, in cui si può vedere un personaggio animato che esegue parecchi stili di danza facilmente riconoscibili, dall’hip hop al metal, passando per il folk e l’hardcore.

Il Grindcore incontra la musica classica
Il cuore della mostra è l’installazione video a sei canali Cantata Profana (2010). È stata commissionata dalla Kunsthalle Fridericianum della città tedesca di Kassel, prodotta dall’agenzia di produzione creativa inglese Forma, e co-prodotta da De Hallen Haarlem. Nell’opera Cantata Profana, sei cantanti grindcore si esibiscono in una interpretazione contemporanea della cantata classica. I sei cantanti sono tutti figure celebri nel panorama grindcore, un genere musicale estremo derivato dall’hardcore punk e dal death metal.
Per quest’opera monumentale, l’artista ha collaborato con il compositore di musica classica inglese Orlando Gough e sei cantanti provenienti dall’Inghilterra, dalla Norvegia, dalla Germania, dagli USA e dai Paesi Bassi, che sono stati riuniti in uno studio di Berlino per una sessione d’improvvisazione e di registrazione di 4 giorni.
Il risultato è una videoinstallazione che unisce il cantato ringhiato e rabbioso del grindcore alle nobili e “rispettabili” strutture della composizione classica. Mettendo a confronto gli aspetti tradizionali della storia musicale occidentale e gli eccentrici generi contemporanei, questi elementi essenzialmente contrastanti si fondono in un nuovo ibrido evocativo, che dona momenti di inaspettata bellezza.
