MIT List Visual Arts Center - Boston
18 / 10 / 2013 - 05 / 01 / 2014

Chris Marker: Guillaume-en-Égypte è stata curata da João Ribas.

Con una carriera unica e impareggiabile, che ha abbracciato un periodo di quasi 60 anni, Chris Marker (1921-2012) è un cronista eccezionale della seconda metà del 20esimo secolo. Scrittore, redattore, fotografo, regista e multimedia artist, Marker, al secolo Christian François Bouche-Villeneuve, nato a Neiully-sur-Seine, in Francia, nel 1921, durante la propria vita sfaccettata (dai combattimenti al fianco della resistenza francese all’adozione precoce delle tecnologie digitali) ha impiegato una grande varietà di media nella propria ricerca della relazione esistente tra immagini, memoria e storia.

Nonostante sia forse conosciuto più per il suo radicale film di fantascienza del 1962, La jetée, Marker ha inizialmente lavorato come scrittore e redattore, per darsi alla fotografia e al cinema solo negli anni ’50, nonchè al video e ai new media nei decenni successivi, producendo più di cinquanta film e lavori multimediali prima della sua scomparsa a Parigi nel 2012.

Chris Marker: Guillaume-en-Égypte, è la prima retrospettiva completa del famoso regista e artista, passando in rassegna il suo lavoro pioneristico nei campi di scrittura, fotografia, video e media digitali.

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I primi lavori fotografici di Maker furono prodotti dopo la sua partecipazione ai circoli intellettuali parigini degli anni ’40, e dopo la pubblicazione di poesie, romanzi, editoriali e critiche cinematografiche. La vasta produzione fotografica che ne è derivata comprende immagini scattate in tutto il mondo a partire dagli anni ’40. Marker ha definito i suoi viaggi, dalla Cina del dopoguerra per concludere, infine, con i mondi virtuali di Second Life, come parte di una curiosità maniacale per la cattura della “vita mentre sta diventando storia”. Negli anni ’50 ha iniziato a dedicarsi alla regia, e i film, programmi televisivi e video che ne sono derivati, prodotti nei successivi cinquant’anni, hanno fatto di lui uno dei più innovativi e influenti registi nella storia del cinema moderno.

Lettre de Sibérie (Lettera dalla Siberia, 1958), uno dei primi film di Marker, annunciato come archetipo di un nuovo genere, manifesta la quasi inclassificabile combinazione di diario di viaggio, documentario, saggio, analisi storica e humour che caratterizzerà la produzione cinematografica del regista.

L’interesse di Marker per la produzione filmica e l’impegno politico l’hanno portato, negli anni ’60, all’istituzione di collettivi cinematografici che cercassero di produrre film di gruppo e di appoggiare i lavoratori nella produzione di propri film. Marker, in quanto acuto critico della relazione tra immagini e storia, faceva costantemente uso delle nuove tecnologie per ampliare le forme di produzione cinematografica indipendente. Entro i primi anni ’90, Marker si occupava ampliamente della produzione di video, il che gli conferì capacità senza precedenti nel campo della manipolazione delle immagini, e ne fece uno dei primi a impiegare le tecnologie digitali. L’introduzione di media digitali per creare, immagazzinare e distribuire immagini e testi, nei decenni successivi ha fatto sviluppare la creazione di nuove produzioni cinematografiche indipendenti, cosi come ha favorito la sua ricerca sulle mutevoli condizioni dell’immagine.

Sebbene Marker con le proprie opere degli anni ’90 riflettesse sul ruolo storico del cinema, allo stesso tempo si occupava del suo futuro, prevedendo i modi in cui i network sarebbero stati sempre più luoghi di memoria personale e collettiva mediata attraverso le interfacce. Marker, segnalando le condizioni mutevoli dell’immagine per mezzo delle innovazioni tecnologiche del ventesimo e ventunesimo secolo, ha prodotto, dagli anni ’90 in poi, opere per piattaforme online e digitali. L’utilizzo di questi tipi di media pone l’accento sul suo impegno nel tentare di comprendere come i nuovi mezzi tecnologici influiscano sui processi di registrazione e interpretazione della storia, e come le tecnologie digitali influenzino la produzione e diffusione delle immagini.

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Il sostegno per la realizzazione di questa mostra è stato generosamente fornito dall’Institute Française,i Servizi culturali dell’ambasciata francese negli USA, la The Dedalus Foundation, Icarus Films, i servizi culturali del consolato francese di Boston, TOKY, il Council for the Arts del MIT, il Massachusetts Cultural Council, l’Office of the Associate Provost del MIT, il MIT List Visual Arts Center Advisory Committee, e i Friends of the List. Ringraziamenti speciali vanno alla Peter Blum Gallery per il generoso supporto e l’assistenza.


http://listart.mit.edu/node/1020#.Um-Z0iTrGl1