Fondation Cartier pour l’art contemporain - Paris
25 / 10 / 2014 - 22 / 02 / 2015

Dal 25 ottobre 2014 al 22 febbraio 2015 la Fondation Cartier pour l’art contemporain prosegue la celebrazione del suo 30esimo anniversario con Musings on a Glass Box, una nuova installazione site specific creata per l’occasione dallo studio di design interdisciplinare Diller Scofidio + Renfro, acclamato a livello internazionale.

L’edificio della Fondation Cartier progettato da Jean Nouvel si fa opera d’arte per la prima volta nella storia della fondazione. Musings on a Glass Box è un’opera complessa che occupa tutto il piano terra della Fondation Cartier, dove un elemento di disturbo proveniente dal soffitto scatenerà una reazione sorprendente.

Il risultato è un ambiente nel quale ci si immerge completamente, dove gioca un ruolo essenziale la componente sonora creata dal compositore americano David Lang e il sound designer Jody Elff, che contribuisce, insieme all’architettura dell’edificio, a sollevare interrogativi sulla trasparenza, la percezione e il rapporto personale con lo spazio.

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Musings on a Glass Box

«Il vetro è stato il protagonista indiscusso delle mostre allestite da Jean Nouvel alla Fondation Cartier negli ultimi vent’anni. Stravolgendo l’idea convenzionale di galleria d’arte e oltrepassando i limiti dell’architettura, le mostre di Jean Nouvel volevano essere una provocazione per artisti e curatori. Le pareti ampie e trasparenti dell’edificio erano all’avanguardia dell’architettura di vetro negli anni Novanta, e aspiravano a raggiungere uno dei massimi obiettivi del Modernismo: smaterializzare la parete e connettere apparentemente gli spazi interni al mondo  esterno.

Musings on a Glass Box svuota le gallerie al piano terra trasformandole in opere d’arte. Le loro caratteristiche visive e acustiche sono state migliorate da interventi strategici di manutenzione all’impianto idraulico, elettrico e alla facciata. Rifacendosi al cliché del trascorrere del tempo associato all’idea di trascuratezza, la mostra si apre con una fastidiosa perdita dal soffitto, che innesca l’entrata in scena di un secchio, un coro, sensori, robot, voci di sottofondo, filmati e la riproduzione di suoni in tempo reale. Le due gallerie al piano terra sono collegate da un feedback continuo. Ogni minimo movimento  nella prima galleria viene amplificato nella seconda, ottenendo così un effetto di straniamento della realtà a noi familiare, che assume un aspetto grottesco.»

Diller Scofidio + Renfro

Diller Scofidio + Renfro: al di là di ogni limite

I partner fondatori di Diller Scofidio + Renfro, Elizabeh Diller  e Ricardo Scofidio, si sono formati nel contesto della cultura postmoderna; in quasi quarant’anni di collaborazione si sono distinti in diversi ambiti di azione, grazie alle loro pubblicazioni, ai video concettuali, alle installazioni, alla curatela e all’allestimento di mostre, al teatro e alla danza sperimentali e alle opere architettoniche. Il Blur Building è una delle loro opere più conosciute e spettacolari, un esempio di architettura del paesaggio. L’opera, commissionata per l’Expo che si è tenuto in Svizzera nel 2002, consiste in una nuvola artificiale che emerge dal lago di Neuchatel e ha come sottofondo una colonna sonora creata dall’artista e compositore Christian Marcley.

Nonostante la loro inclinazione e il loro interesse per altre discipline, si sono sempre definiti “architetti, anche se costruire edifici è solo una parte della nostra produzione… Più generalmente, ci interessa indagare le convenzioni spaziali del quotidiano”.

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Diller e Scofidio, uniti nella vita e nel lavoro, hanno fondato il loro studio sperimentale nel 1979, che poi è diventato DillerScofidio + Renfro nel 2004, quando Charles Renfro ne è diventato socio. Tra i lavori recentemente commissionati ci sono la progettazione dell’High Line di New York, del Museum of Image and Sound a Rio de Janeiro, e di una nuova ala del MoMA a New York. Creando  ogni volta progetti che sono allo stesso tempo ironici e critici ma basati sulla ricerca, Diller Scofidio + Renfro si muovono agilmente tra l’allestimento di mostre d’arte e la progettazione di musei.

Una storia di innovazione

La Fondation Cartier ha collaborato con Elizabeth Diller e Ricardo Scofidio per oltre vent’anni. Per Elizabeth Diller, questa collaborazione è stata fondamentale per il loro lavoro: “La Fondation Cartier è sempre stato un posto stimolante dove allestire mostre… Agli artisti delle più svariate discipline veniva chiesto di uscire dai loro standard.”

Nel 1992, il duo ha partecipato per la prima volta alla mostra Machines d’architecture, insieme a Daniel Liebeskind e altri dieci architetti di fama internazionale. La loro sofisticata installazione, intitolata Para-Site, rispondeva all’obiettivo della mostra di espandere la percezione comune dell’architettura e di rendere le persone più consapevoli del rapporto con l’ambiente circostante.

Per la mostra del 1999, Un monde réel, il team ha progettato Master/Slave, esplorando il rapporto tra realtà, finzione e fantascienza. L’installazione consisteva in una fila di robot della collezione di Rolf Fehlbaum, Presidente onorario di Vitra. Avanzando su un nastro attraverso una macchina a raggi X, i robot erano all’interno di un grosso contenitore di vetro, che richiamava volutamente la struttura dell’edificio della Fondation Cartier. Ora il progetto è stato incorporato nella nuova installazione Musings on a Glass Box. Riflettendo la preoccupazione costante di Diller e Scofidio per la tecnologia in rapporto allo stretto controllo sulla vita delle persone, Master/Slave è diventato il pezzo forte della retrospettiva al Whitney Museum of American Art.

L’installazione Exit, basata su un’idea del filosofo e urbanista Paul Virilio e creata in  collaborazione con Mark Hansen, Laura Kurgan e Ben Rubin, era parte integrante della mostra del 2008 Native Land, Stop Eject. All’interno di uno spazio circolare era collocata la rappresentazione visiva di un database di informazioni sotto forma di mappe animate che illustravano i recenti fenomeni migratori e le loro cause. Questa innovativa installazione dimostra la straordinaria abilità di Diller Scofidio + Renfro di fondere ricerca, tecnologia e design per la creazione di opere di alto valore estetico. Exit è stata riproposta ancora nella mostra Vivid Memories che si è tenuta nel 2014 alla Fondation Cartier.

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Musings on a Glass Box

Diller Scofidio + Renfro

In collaborazione con David Lang e Jody Elff

Project leader: Matthew Johnson, con l’assistenza di Trevor Lamphier e Patrice Gardera

Engineering:  Perfection Electricks

Diller Scofidio + Renfro è uno studio interdisciplinare con sede a New York, che unisce l’architettura alle arti visive e allo spettacolo. È stato fondato nel 1979 da Elizabeth Diller, Professoressa  alla Princeton University School of Architecture, e da Ricardo Scofidio, Professore Emerito di Architettura alla Cooper Union. Charles Renfro, attualmente Visiting Professor alla Parson New School for Design, è diventato socio nel 2004.

David Lang è un compositore americano che vive a New York, fondatore del gruppo Bang on a Can, e membro della facoltà di composizione musicale della Yale School. Jody Elff è un sound artist vive e lavora a New York City.


http://fondation.cartier.com/

http://www.dsrny.com/