DumBO - Bologna
12 (preview) + 18-20 giugno 2021

Confini da attraversare, limiti da superare, per sprigionare energie che non credevamo di possedere: sulla via della conoscenza e della sperimentazione, la nuova edizione di ROBOT. Il festival di musica elettronica e arti digitali si svolgerà a Bologna dal 18 al 20 giugno 2021 negli spazi della ‘rigenerazione’ urbana di DumBO (via Casarini 19), che, data la vastità, permetteranno la fruizione dell’offerta musicale in assoluta sicurezza e nelle più confortevoli condizioni possibili.

Preview il 12 giugno con il live di uno degli artisti più rappresentativi della via italiana all’elettronica internazionale, Alessio Natalizia in arte Not Waving, che presenta in anteprima nazionale il suo ultimo disco How To Leave Your Body nel quale sono presenti grandi nomi della musica come Marc Lanegan e Jim O’Rourke (gratis su prenotazione).

Il Festival conferma la sua vocazione a essere esercizio di esplorazione, una pratica di ricerca nella quale, alla stessa maniera, gli artisti e il pubblico sono impegnati. Insieme devono compiere il miglio finale, riempire gli spazi, abitare gli ambienti post industriali di DumBO, una di quelle zone che spostano ancora più avanti i ‘confini’, appunto, di una città – Bologna – in continua trasformazione.

Una città che, dopo un anno complesso come il 2020 non rinuncia al piacere dell’ascolto e della scoperta, della fruizione delle musiche d’avanguardia, per le quali i ‘confini’ sono un invito continuo a perdersi nelle vertigini sonore, percorrendoli, lasciandoli alle spalle. Borders è il tema di questa edizione, che, in maniera apparentemente paradossale, proprio quando dichiara l’instabilità delle barriere, sceglie di allestire un cartellone tutto italiano, come sempre con la direzione artistica di Marco Ligurgo.

Rispondendo, da una lato, alla necessità diffusa di costruire un festival che possa finalmente valorizzare i talenti nazionali, dall’altro alla consapevolezza che quello che avviene nella scena italiana ha ormai una dimensione planetaria, per la quale la provenienza geografica è solo un fatto anagrafico.Se poi gli artisti invitati esprimono un’identità in movimento che affonda però le sue radici nella terra dove sono nati, lo decideranno gli ascoltatori.

Un’edizione che conferma, inoltre, quanto il tema dei confini significhi anche il superamento dei ‘generi’, con una vastissima presenza femminile nella line up e con la stretta collaborazione con shesaid.so Italy, il network internazionale che lavora per sottolineare il ruolo centrale che le donne e le minoranze di genere hanno nell’industria musicale.

La formula adottata quest’anno da ROBOT è quella di focalizzare l’attenzione su tre personalità di rilievo ‘globale’ nel panorama della musica elettronica che negli anni scorsi hanno condiviso l’evolversi del festival, tutti protagonisti della scena internazionale e con linguaggi espressivi molto diversi. A loro Ligurgo ha proposto di pensare al Festival come a una rete, una vetrina, estendendo l’invito ad artisti che sentono affini per ispirazione o anche lontanissimi per orizzonti di ricerca. In comune, la continua fuga in avanti, che è rielaborazione delle fonti, ma, come avviene con la pratica dell’improvvisazione totale, senza la nostalgia di quello che è stato.

Si tratta di Caterina Barbieri, Donato Dozzy e Lorenzo Senni ai quali il Festival ha chiesto di interpretare la ‘mutazione’ necessaria della musica elettronica che non sarà possibile ballare e deve quindi diventare performance, concerto, ambiente, partitura da ascoltare. Il risultato è un catalogo sonoro avvincente come un romanzo di avventura, come un racconto di viaggio che si inoltra in territori svelati, rivelati, solcati. Sempre guardando a quello che succede quando i confini rivelano la loro fragilità, come nel progetto special per ROBOT di Khalab, nome scelto dal dj e produttore Raffaele Costantino, per i suoi lavori che narrano un’Africa sempre più vicina. Una musica nomade che ha affascinato Peter Gabriel, che ha voluto pubblicare il nuovo disco M’Berra per la sua etichetta Real World.

Tra le anteprime assolute spicca quella del primo disco omonimo di Gianpace, nuovo progetto di Giulio Fonseca – produttore già noto come Go Dugong – che si inserisce nel cosiddetto ‘Rinascimento psichedelico’ e nel cui lavoro sono presenti collaborazioni con MACE e con Francesco Cucchi (Blu Ritual e FR4NCESCO). In line-up anche NicoNote con Wang inc. con il nuovo album Limbo Session volume 1, improvvisazioni elettroniche su testi di Amelia Rosselli, Lawrence Ferlinghetti e Kamau Brasswhite e il duo Tamburi Neri che tra world music, forma canzone e melodia presenta il lavoro da poco uscito su Worst Rec. Ombre.

Tra le performance, invece, quella site-specific pensata per lo Spazio Bianco di DumBO dei romani Salò. Decadenti, irriverenti, tragicamente contemporanei, portano in scena il lento disgregarsi di ogni certezza sociale, per la prima volta a Bologna con uno spettacolo in quattro atti dove il battere elettronico è il commento di un viaggio tra i fantastico e la cronaca.

Dall’unione di alcuni componenti della Mutoid Waste Company e diversi artisti, giocolieri, performers e scultori, nasce Games with Flames from Mutonia: uno spettacolo dedicato all’arte del fuoco che rischiarerà la notte del festival.

Il tema del superamento dei generi torna poi nella nuova sezione ‘Arts’, testimoniato dal film documentario Sisters with Transistors, storia dell’importanza delle donne pioniere nello sviluppo della musica elettronica, raccontata da Laurie Anderson, che include tra le protagoniste, l’italo americana Suzanne Ciani e, ancora, Clara Rockmore, Daphne Oram, Bebe Barron, Delia Derbyshire, Maryanne Amacher, Pauline Oliveros, Wendy Carlos, Eliane Radigue e Laurie Spiegel.

Non mancheranno i workshop e i panel dell’altra nuova sezione ‘Learn’ che approfondiranno i temi del festival e le installazioni artistiche allestite negli spazi di DumBO come Borders. Arte e suono ai confini del contemporaneo con Marco Mancuso (critico e curatore, direttore del progetto Digicult), Francesco Bergamo (ricercatore e docente presso l’università IUAV di Venezia), Caterina Tomeo (storica dell’arte e critica), È ancora possibile costruire un evento in un’epoca di distanziamento e diffidenza? a cura di IAAD Bologna o la masterclass Suonare dal vivo. Regole, ruoli e contratti nel mercato del live a cura del Avv. Emanuela Teodora Russo in collaborazione con Note Legali .

Grande attenzione anche al live-coding come nella performance audio video e installazione interattiva [id]entity del collettivo Project-TO o nel laboratorio sulla musicaalgoritmica e la tavola rotonda con musicologi e compositori curati da Umanesimo Artificiale.

Infine il ritorno della sezione RBT Kids, un programma di laboratori ed ascolti pensati per i più piccoli sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con letture, giochi di costruzione e dj set ad hoc.

ROBOT12 fa parte di Bologna Estate 2021, il cartellone di attività promosso e coordinato dalComune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Destinazione Turistica.
ROBOT Festival è un progetto dell’Associazione Culturale Shape, patrocinato e sostenuto dalla
Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Bologna e dalla Fondazione del Monte di Bologna e
Ravenna. Sponsor: Red Bull e Beefeater.
I biglietti del festival sono disponibili sui circuiti Dice e Boxerticket.


www.robotfestival.it