MACRO – MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma - Roma
Aprile-Agosto 2026

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma presenta il programma delle mostre per il 2026 (prima parte).

L’arte contemporanea come pratica necessaria
Nel 2026 il MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma espande il proprio programma, ideato dalla Direttrice artistica Cristiana Perrella, andando oltre la dimensione tematica e sviluppando una serie di mostre, commissioni e progetti di ricerca che interrogano il presente attraverso una pluralità di posizioni artistiche.

Dopo una prima stagione che si è concentrata su Roma come terreno di osservazione – nelle sue stratificazioni temporali, sociali e disciplinari – il museo si apre ora a un orizzonte più ampio, rafforzando il proprio ruolo di centro di produzione, ricerca e coinvolgimento del pubblico.

Il programma comprende grandi mostre personali, nuove produzioni e collaborazioni istituzionali, con un’attenzione particolare agli artisti internazionali e ai formati sperimentali. Il MACRO si afferma come uno spazio dove l’arte contemporanea opera come una pratica viva e necessaria, che si confronta criticamente con il presente pur rimanendo accessibile a un pubblico eterogeneo.

Dal 29 aprile, all’interno dell’ala storica del museo, parte degli spazi dell’ex Birreria Peroni verranno riattivati come una nuova area dedicata al suono e all’immagine in movimento. Il progetto comprende una sala audio, un cinema e una sala video permanente dedicata alla presentazione di opere basate sulla dimensione temporale in condizioni di visione dedicate.

Questa nuova infrastruttura supporta un programma ampliato di proiezioni, opere sonore, progetti legati alle immagini in movimento ed eventi pubblici. La sala audio è concepita per un ascolto immersivo, mentre la sala video accoglie programmi curati, nuove produzioni e talk.

Presentata per la prima volta in Italia, la mostra Mechanical Kurds di Hito Steyerl (29 aprile-30 agosto 2026), a cura di Alice Labor, combina un video monocanale con un’installazione immersiva. Commissionata nel 2025 dal Jeu de Paume di Parigi e dal New Museum di New York, l’opera riflette sui rapporti tra lavoro digitale, intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e produzione di immagini.

Il titolo rimanda sia al “Turco meccanico” (Mechanical Turk) del XVIII secolo sia ai contemporanei sistemi di crowdsourcing. L’opera si basa sulle testimonianze di rifugiati curdo-siriani impiegati come “lavoratori fantasma” nei processi di addestramento dell’IA. Il progetto rivela l’intersezione tra le infrastrutture tecnologiche e la violenza politica, mostrando come questi stessi lavoratori diventino bersagli all’interno dei sistemi di conflitto.

I nuovi spazi vengono inaugurati con SHE DEVIL 14 (29 aprile – 30 agosto 2026), il longevo programma di video art femminile ideato da Stefania Miscetti nel 2006. La quattordicesima edizione tratta le paure del presente attraverso molteplici prospettive e formati, alternando approcci documentaristici e film d’artista. Tra le artiste partecipanti figurano Monira Al Qadiri, Cecelia Condit, Raffaella Crispino, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Helen Anna Flanagan & Josefin Arnell, Regina José Galindo, Camille Henrot, Laure Prouvost, P. Staff, Janis Rafa, Tabita Rezaire, Marianna Simnett, Berta Tilmantaitė, Neringa Rekašiūtė, Rūta Meilutytė, Aurelija Urbonavičiūtė, e Yuyan Wang.

Il programma della sala audio si apre con Amelia Rosselli: un canto nel suo spazio, a cura di Andrea Cortellessa, a trent’anni dalla scomparsa della poetessa. Dal 29 aprile al 28 giugno, il programma presenta materiali audio tratti da Con l’Ascia Dietro le Spalle; dal 29 giugno al 30 agosto prosegue con una lettura integrale di Impromptu.

La prima grande retrospettiva italiana dedicata a Miriam Cahn (29 maggio – 1 novembre 2026), a cura di Cristiana Perrella, riunisce oltre ottanta opere dagli anni ’70 a oggi. Posizionata nella galleria principale del museo, la mostra si snoda per centri tematici piuttosto che in ordine cronologico, riflettendo i temi centrali del lavoro dell’artista: il corpo, la violenza, il desiderio, la guerra e la vulnerabilità. Un elemento chiave dell’esposizione è la presenza di ambienti immersivi e indipendenti che guidano i visitatori attraverso distinti registri emotivi e percettivi.

La mostra è in linea con il programma del MACRO, che mette in primo piano la ricerca artistica, l’accessibilità e il confronto con questioni sociali e di genere, rivolgendosi sia a visitatori esperti che al grande pubblico.

Guardando avanti alla stagione autunnale, a settembre 2026 MACRO presenterà la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini. La mostra si concentra sulla produzione di Russo negli anni ’70, esplorando la costruzione culturale del genere e la fluidità tra identità maschili e femminili. Il progetto sarà accompagnato da una presentazione parallela presso il MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma, approfondendo la dimensione antropologica della ricerca dell’artista.

Seguirà una mostra di Francis Upritchard e Martino Gamper, a cura di Cristiana Perrella, che unisce scultura e design attraverso una serie di interventi site-specific negli spazi del museo. Il programma si concluderà a dicembre 2026, con un nuovo progetto di Alessandro Sciarronia cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini, ideato appositamente per la galleria principale del museo.


www.museomacro.it