L’esposizione The Machine at the Heart of Man: Constantinos Doxiadis’ Informational Modernism esamina una delle condizioni più pressanti e rivoluzionarie degli ultimi cinquant’anni: la sovrapposizione e l’intreccio di città, persone e sistemi di informazione. L’esposizione mostra questo fenomeno in due episodi. Il primo riguarda il lungimirante utilizzo dei computer negli anni ‘60 da parte di Constantinos A. Doxiadis, l’architetto greco e urbanista di fama internazionale, attraverso il lavoro del DACC, il Doxiadis Associates Computer Center. Il secondo episodio ripercorre queste pratiche computazionali fino all’Atene dei giorni nostri, con nuove ricerche sulla forma fisica, l’amministrazione tecnica e la diffusione territoriale dei sistemi di gestione delle frontiere cittadine e statali.
Ogni episodio ruota attorno a un gruppo della popolazione e a una forma di raccolta di informazioni. Negli anni ‘60, Doxiadis Associates gestiva The Human Community, uno studio assistito dal DACC sui residenti ateniesi, che valutava il loro adattamento alla crescita e al ritmo della città del dopoguerra. L’esposizione include The New Human Community, una rivisitazione critica dell’indagine di Doxiadis condotta con residenti e rifugiati arrivati di recente. The Machine at the Heart of Man: Constantinos Doxiadis’ Informational Modernism monitora come i periodi contemporanei e del dopoguerra siano collegati attraverso tecniche di estrazione e accumulo di dati. Nell’esposizione, questi due episodi tracciano la geografia informativa emergente della Grecia, individuandone i limiti, i confini e le persone interessate.
Con il suo mainframe UNIVAC e le unità a nastro rotanti, DACC è stata un’impresa sorprendente per uno studio di architettura negli anni ‘60. Doxiadis apparteneva a un gruppo di architetti e intellettuali internazionali che valutavano le implicazioni delle nuove tecnologie digitali per il futuro delle città. A differenza dei suoi colleghi, che spesso consideravano questo impatto in modo astratto o teorico, nella pratica di Doxiadis le tecniche e i prodotti di computazione erano profondamente integrati. Dalla prima raccolta di dati analogici al successivo calcolo urbano, l’esposizione riformula la pratica di Doxiadis attraverso processi informativi e automazione, collocandola all’interno delle logiche postindustriali emergenti degli anni ‘60 e ‘70.
L’esposizione mette anche il Doxiadis Associates Computer Center in comunicazione con i nostri attuali dibattiti su computazione e comunità. Per Doxiadis, la comunità era un ideale di integrazione sociale e soddisfazione dei residenti. Era anche una misura dinamica della scala urbana vista attraverso i confini dei quartieri resi instabili dagli sconvolgimenti e dalla migrazione del dopoguerra. Per molti residenti dell’Atene contemporanea, questi confini locali si sono moltiplicati e ampliati fino a comprendere i confini statali e i loro sistemi di controllo. Mentre The Human Community e DACC segnano un primo momento cruciale nella formazione storica e nell’articolazione dell’urbanistica computazionale, le tecnologie di estrazione delle informazioni che appaiono in questo complesso contemporaneo sono la sua elaborazione più attuale.
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