’Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki ha commissionato una scultura per il Te Ātea | North Atrium a Simon Denny, artista neozelandese che vive a Berlino. La nuova opera, intitolata Optimism, è la più grande commissione pubblica di Denny da quando ha rappresentato la Nuova Zelanda alla Biennale di Venezia nel 2015. Inaugurata dopo un lungo periodo di ricerca e sviluppo, Optimism persegue l’interesse di Denny per le frontiere della tecnologia, questa volta con una nuova e potente installazione incentrata sulla sicurezza del futuro nell’industria spaziale.
Con particolare riferimento al ruolo forse poco conosciuto della Nuova Zelanda nella corsa allo spazio, Denny fa riferimento ai brevetti dell’azienda neozelandese Rocket Lab con sede negli Stati Uniti, che è solo una delle imprese spaziali presenti in Nuova Zelanda. Un astronomo ha definito la presenza dell’industria spaziale nell’Isola del Sud come una sorta di Cape Canaveral.
L’installazione consiste in due grandi “megastrutture” sospese, ciascuna delle quali misura oltre cinque metri di diametro. Le strutture scultoree sono modelli in grande scala di diagrammi di brevetti stampati in 3D con filamenti resistenti alla luce. I brevetti per le parti dei motori a razzo sono stati depositati dalla società americana neozelandese Rocket Lab negli ultimi dieci anni. Le loro forme ricordano in modo sorprendente le immagini familiari degli UFO e dei velivoli spaziali, alludendo al fascino popolare dello spazio, alla tecnologia e alle aziende che potrebbero alimentare un futuro in cui abiteremo e viaggeremo oltre la Terra.
Le sculture si basano sull’interesse di Denny per il business dei brevetti e sul modo in cui le aziende tecnologiche utilizzano i brevetti per speculare sulle esigenze del futuro, a volte con anni di anticipo rispetto alla produzione.
Optimism si chiede dove risieda l’innovazione futura, se nell’immaginazione degli individui, nella governance pubblica o nell’impresa privata, e a quale costo.
Le sculture sono integrate con una tecnologia di realtà aumentata (AR) che incorpora immagini di colonie spaziali e di vita futuristica dagli anni Sessanta a oggi composte sugli oggetti in tempo reale, intrecciando immagini che vanno dalla cultura Trek a SpaceX, dalle società virtuali ai programmi spaziali privati, dai movimenti successori terrestri esistenti alle narrazioni di frontiera.
La curatrice della Auckland Art Gallery, Natasha Conland, afferma che “Optimism combina associazioni storiche tra il pensiero utopico e il design, oltre a mettere in discussione la nostra impasse etica su come vivere e prendersi cura del pianeta”.
Simon Denny: Optimism, 2023 è sostenuta da Auckland Contemporary Art Trust (ACAT) e dai Contemporary Benefactors della Auckland Art Gallery.
Dettagli della mostra: Optimism
Quando: Da sabato 2 dicembre 2023 a domenica 27 ottobre 2024, tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.
Ingresso: Gratuito
Informazioni su Simon Denny
Nato nel 1982 ad Auckland, Simon Denny vive e lavora a Berlino. Denny è un artista il cui lavoro esplora le culture e i valori che stanno dietro ad alcune delle nuove tecnologie che stanno cambiando il mondo. Negli ultimi anni, Denny ha analizzato lo sfruttamento delle informazioni nelle economie dei dati, utilizzando il suo lavoro per visualizzare sistemi di visioni politiche ed economiche in competizione, interrelazioni tra lavoro, capitale, sviluppi tecnologici e impatto sull’ambiente.
Denny si è laureato con un Bachelor of Fine Arts alla Elam School of Fine Arts di Auckland nel 2004 e ha completato il suo Master in Fine Arts alla Städelschule, Staatliche Hochschule für Bildende Künste, Francoforte sul Meno nel 2009. Denny è stato vincitore del prestigioso premio per l’arte Baloise 2012, è stato nominato due volte per il premio Walters, 2012 e 2014, e ha rappresentato la Nuova Zelanda alla 56ª Biennale di Venezia, con Secret Power 2015. È stato premiato come giovane alunno dell’Università di Auckland e attualmente è professore di Time-Based media presso l’HFBK di Amburgo.
