Negli ultimi quindici anni, Lauren Lee McCarthy ha dato il suo contributo con performance, video, istallazioni, software, intelligenza artificiale e altri media per capire come un mondo algoritmicamente determinato influisca sulle relazioni umane e sulla vita sociale. Bodily Autonomy, ad oggi, è la più importante mostra personale di McCarthy negli Stati Uniti.
Lo spettacolo mette insieme due grandi opere –Surrogate e Saliva– per analizzare la bio-sorveglianza. Surrogate prende la forma di performance, video e installazioni in cui McCarthy offre il suo corpo come un surrogato comandato a distanza a individui e coppie interessati ad avere un bambino. Questo proposito non è mai pienamente realizzato dall’artista, ma suscita dibattiti importanti che riguardano norme familiari, barriere legali, manipolazione genetica, genere e riproduzione. Saliva è una serie di performance, installazioni e video riguardo al campionamento del DNA e la raccolta dei dati attraverso il rilevamento di routine di tamponi e saliva. In un’installazione commissionata di recente alla Mandeville Art Gallery, McCarthy ha risposto ideando una stazione di scambio di saliva dove i visitatori possono scambiare i propri campioni l’uno con l’altro con l’aiuto di un assistente. Il processo elude l’anonimato delle entità mediche e aziendali e invita a discussioni attive sulla privacy dei dati, la razza, il genere e la classe in quanto questi riguardano il materiale genetico. Insieme, Surrogate e Saliva incoraggiano a un dialogo potente e tempestivo sull’autonomia corporale in tempi di rapido sviluppo tecnologico e una maggiore sorveglianza aziendale e governativa.
Bodily Autonomy segna la premiere ufficiale di Saliva e Surrogate, progetti entrambi finanziati da Creative Capital.
La mostra è corredata da attivazioni settimanali dell’installazione performativa “Saliva Bar” il giovedì dalle 18 alle 20, visite guidate, conferenze e altri programmi pubblici. Tutti gli eventi sono gratuiti e si svolgono in presenza presso la Mandeville Art Gallery, se non diversamente indicato. Per ulteriori informazioni, consultare la pagina degli eventi della galleria.
A cura di Ceci Moss, Direttore e Chief Curator della Mandeville Art Gallery e Professore di Pratica, Arti Visive
Lauren Lee McCarthy (lei/ loro) esamina le relazioni sociali nel contesto dell’automazione, della sorveglianza e della vita algoritmica. Ha ricevuto sovvenzioni e soggiorni da Creative Capital, United States Artists, Los Angeles County Museum of Art, Sundance, Eyebeam, Pioneer Works, Autodesk e Ars Electronica. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale, al Barbican Centre, al Fotomuseum Winterthur, alla Haus der Elektronischen Künste, al Seoul Museum of Art, al Chronus Art Center, al SIGGRAPH, all’Onassis Cultural Center, all’IDFA DocLab, alla Science Gallery di Dublino, al Japan Media Arts Festival e non solo. McCarthy è il creatore di p5.js, una piattaforma di arte e istruzione open-source che dà priorità all’accesso e alla diversità nell’apprendimento della programmazione, con oltre dieci milioni di utenti. Ha ampliato questo lavoro durante il suo periodo nel consiglio di amministrazione per la Processing Foundation (2015-21), la cui mission è quella di servire coloro che storicamente non hanno avuto accesso alla tecnologia, alla programmazione e all’arte nell’apprendimento del software e dell’alfabetizzazione visiva. McCarthy è professoressa presso UCLA Design Media Arts. Ha conseguito un MFA da UCLA e lauree in informatica e arte e design dal MIT.
