Kestner Gesellschaft – Hannover (Germania)
23/03-30/06/2024

Nel suo saggio del 1958 Vita activa Hannah Arendt, la “teorica degli inizi”, scrive: “L’amore, per sua natura, è ultraterreno, ed è per questa ragione, più che per la sua rarità, che non solo è apolitico ma antipolitico, forse la più potente di tutte le forze antipolitiche”. Il suo amor mundi, “l’amore del mondo”, è una forma di amore relazionale, basato sulla comprensione e il pensiero critico piuttosto che sul sentimento o l’affetto; una promessa di esistenza continua, un modo per non arrendersi al mondo quando il mondo sembra troppo insopportabile per viverci. Arendt sostiene inoltre che la cosa più difficile è amare il mondo così com’è. Amare il mondo non significa né accettazione acritica né rifiuto incurante, significa affrontare e comprendere incessantemente quello che è.

Con tale premessa, ogni esposizione del programma 2024 di Kestner Gesellschaft è stata concepita come un saggio sul comprendere l’autrice, strutturato dopo “otto esercizi di pensiero politico”, come analizzato da Arendt nella sua fondamentale opera Tra passato e futuro. La sua indagine sulle sconcertanti crisi affrontate dalla società odierna forniscono linee guida per comprendere il mondo di oggi.

Le mostre della Kestner Gesellschaft di questa primavera tracciano questa base tematica considerando un nucleo collettivo e soggettivo, invischiato nelle strutture egemoniche e nei sistemi di autorità, politica ed etica, verità e potere, disciplina e mezzi di correzione e formazione.

Anna K.E.Dolorem Ipsum
Anna K.E. (nata nel 1986 a Tbilisi, Georgia) esercita la nostra esperienza della libertà. L’artista sta in equilibrio su una corda tesa tra la libertà interiore e la libertà come gesto politico; qui, secondo la Arendt, la libertà è un atto performativo: è un’azione nel mondo. Il coraggio rimane la virtù politica più alta e indispensabile, mentre la libertà è ciò che ci rende e ci permette di essere significativi; questo è ciò che vuol dire essere umani e come vivere insieme in un mondo disordinato e privo di autorità. Nella sua mostra personale più ampia ad oggi, Dolorem Ipsum, Anna K.E. esplora il corpo coreografato e la condizione umana, caratterizzati da instabilità, alienazione e trasformazione all’interno di paesaggi architettonici. La sua installazione creata appositamente per la Kestner Gesellschaft è un mosaico di memoria (composta dalla biografia personale e dal ricordo dell’appartenenza culturale) e di presenza (un ritratto di un sé emancipato come straordinaria performance di rivolta e protesta).

Roger Hiorns: Today
Roger Hiorns (nato nel 1975 a Birmingham, Regno Unito) si concentra sull’esperienza dell’autorità. Il concetto di autorità, i sistemi autoritari e il controllo da loro imposto sta alla base del suo lavoro ricco di sfaccettature, che è una ponderata riflessione sulla fragilità della vita. Secondo Hiorns, la considerazione della disobbedienza e la norma, l’umiltà e la resistenza contribuiscono alla comprensione delle tre perdite di cui scrive la Arendt: perdita di tradizione, perdita di religione e perdita di autorità. In Che cos’è l’autorità?, la Arendt osserva che la nostra inabilità nel capire l’autorità è, di fatto, sintomo della nostra incapacità di comprendere la democrazia e il suo fondamentale impegno per la libertà. Erroneamente, equipariamo il potere alla subordinazione, e la subordinazione alla coercizione, spiega l’autrice. L’autorità è chiaramente gerarchica, ma non costringe. La Arendt indaga la possibilità di un potere senza coercizione, e di una libertà senza controllo; offre un’alternativa alle forme di autorità esistenti che ci mette di fronte alla possibilità e alla necessità di sviluppare le capacità umane di “costruire, preservare e curare”. Today alla Kestner Gesellschaft è la prima mostra personale a livello istituzionale di Hiorns in Germania. Il titolo fa riferimento al programma radiofonico mattutino della BBC Today, che può essere ascoltato come installazione sonora e che colloca la raccolta di opere in un contesto politico attuale. In un’interazione tra le sue iconiche sculture viventi, Youth e i suoi dipinti di grandi dimensioni della raccolta Pathways, Hiorns si oppone all’occhio morale della società per esporre i “depravati” e quindi arrivare alla verità. Alfredo Jaar e Nira Pereg praticano l’alchimia sia di libertà che di autorità.

Progetto Space Shifting Present
Nira Pereg: Abraham Abraham Sarah Sarah

Abraham Abraham Sarah Sara, 2012, è una video installazione a due canali di Nira Pereg (Tel Aviv, 1969), parte della Trilogia dei Patriarchi, che segue il risonante motivo biblico del diritto di nascita intergenerazionale come si riflette nel conflitto israelo-palestinese. La presentazione su due schermi gioca sulla divisione architettonica, che evoca i tentativi burocratici di imporre una simmetria impossibile.

Facade
Alfredo Jaar: Be Afraid Of The Enormity Of The Possible

In un’opera al neon che irradia la facciata della Kestner Gesellschaft Be Afraid Of The Enormity Of The Possible, Alfredo Jaar (nato nel 1956 a Santiago del Cile, Cile) si appropria di una citazione del filosofo rumeno Emil Cioran (1911-1995). Secondo Jaar, Cioran è il poeta del pessimismo e lo scrittore che meglio esprime la dualità della condizione contemporanea e la sua faticosa armonia tra la disperazione e la gioia. Il “possibile” di questa citazione rimarrà sconosciuto, perciò, spetterà al pubblico leggere questa affermazione in termini positivi o negativi. L’opera di Jaar riflette nel suo splendore la qualità paradossale della scrittura di Cioran. L’artista, mostrando un messaggio potenzialmente positivo e negativo, allo stesso tempo, crea un monumento verso l’incertezza per i tempi bui in cui viviamo. Il suo Be Afraid Of The Enormity Of The Possible è un monito contro l’apatia. Ci costringe a pensare alla grandezza di ciò che è possibile, di ciò che l’umanità è capace di fare.

Evento Collaterale della 60° Biennale di Venezia

Rebecca Ackroyd: Mirror Stage
Fondaco Marcello, Venezia
20 aprile – 24 novembre 2024
Kestner Gesellschaft è lieta di annunciare la mostra di Rebecca Ackroyd: Mirror Stage, Evento Collaterale della 60° Biennale di Venezia. Concepita appositamente per il Fondaco Marcello, un antico magazzino di tabacco saturo di secoli di storia e lavoro, Mirror Stage di Rebecca Ackroyd (nata nel 1987 a Cheltenham, Regno Unito) è un’installazione onirica in cui i singolari processi di replicazione e frammentazione operati dall’artista distorcono la nostra percezione della realtà, del desiderio e del disgusto, del familiare e del perturbante. Qui, il passato e il presente si fondono in un’intrigante fantasmagoria composta da dipinti di grandi dimensioni, disegni, sculture e oggetti ready-made. L’artista trasforma lo spazio espositivo in un palcoscenico teatrale popolato da apparizioni infantili, figure femminili, ruote di motori, parti del corpo e grafici, mettendo in mostra il funzionamento interno della mente.

Rebecca Ackroyd: Mirror Stage è curate da Attilia Fattori Franchini, e presentata da Kestner Gesellschaft, con il supporto di Peres Projects, che rappresenta Rebecca Ackroyd.


kestnergesellschaft.de