Becoming Ancestors è una mostra collettiva che mira a offrire una comprensione più ampia dell’ancestralità. Unisce artisti occidentali e indigeni che esplorano memorie ancestrali: la loro frammentazione, repressione, persistenza e potenziale immaginativo. Attraverso le loro opere, gli artisti si interrogano sul significato dell’essere connessi o disconnessi dai nostri antenati e su come entrambe le esperienze possano servire come punto di partenza per immaginare futuri differenti.
Storicamente, l’ancestralità è stata strettamente collegata alle cosmologie indigene e al modo in cui considerano la memoria, la terra e il tempo come non lineari. Rivendicarla è stata una parte essenziale della loro identità e della loro resistenza dopo secoli di espropriazione. Le culture occidentali sono state a lungo affascinate da questa diversa forma di produzione e trasmissione, poiché sfida le ideologie che esse stesse hanno creato ed esportato. Tuttavia, questo fascino si trasforma spesso in esotizzazione, come se i legami e le conoscenze ancestrali appartenessero solo alle comunità indigene, negandone la presenza e le possibilità per l’Occidente stesso.
Sebbene gli artisti di questa mostra condividano un interesse comune per l’ancestralità, le questioni in gioco sono profondamente diverse. Per gli artisti indigeni, come Subash Thebe Limbu e Rana Nazzal Hamadeh, l’ancestralità è una pratica viva di resistenza e sopravvivenza radicata nella responsabilità della trasmissione. Le loro opere esplorano come questa conoscenza possa essere onorata in modi che preservino le terre, i linguaggi e i lignaggi. Si chiedono come l’atto di ricordare possa continuare a guidare le comunità attraverso gli effetti duraturi del colonialismo e della distruzione ambientale e come la trasmissione possa essere salvaguardata per le generazioni future.
Per gli artisti occidentali, l’esplorazione dell’ancestralità assume molteplici forme. Alcuni, come Miguel Peres dos Santos, partono dalla perdita: il senso di oblio, rottura o complicità nella violenza coloniale ereditata. Esplorano come i discendenti dei colonizzatori potrebbero diventare antenati migliori e come le realtà odierne siano state plasmate dai sogni delle potenze coloniali e degli antenati scomparsi da lungo tempo. Altri, tra cui Elis Dietvorst e Lou Le Forban, si occupano di portare alla luce conoscenze soppresse: pratiche popolari, tradizioni pagane e saggezza locale cancellate o emarginate nel corso del tempo, chiedendosi come il riconnettersi con queste tracce possa ristabilire i legami perduti.
È in questo spazio di interrogativi, di attrito, connessione e dialogo tra storie e urgenze differenti, che Becoming Ancestors cerca di generare un dialogo. La mostra è un invito a riflettere sulle eredità che ci formano, sia individualmente sia collettivamente. Allo stesso tempo, esorta a reimmaginare il futuro attraverso scelte consapevoli anziché modelli ereditati.
Con opere di: Julien Creuzet, Chloë Delanghe & Mattijs Driesen, Els Dietvorst, Forensic Architecture & Salman Abu Sitta, Laura Huertas Millán, Lou Le Forban, MUXX collective (EYIBRA, Oldo Erréve, Lukas Avendaño, nnux), Rana Nazzal Hamadeh, Miguel Peres Dos Santos, Subash Thebe Limbu.
La mostra verrà inaugurata sabato 7 febbraio (18:00-21:00) e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 28 giugno 2026. argos offre visite guidate gratuite l’ultima domenica di ogni mese da febbraio a giugno. Maggiori informazioni disponibili sul nostro sito web.
Informazioni su argos
argos è un centro per arti audiovisive con sede a Bruxelles. Celebriamo i film e i video degli artisti attraverso mostre, collezioni, programmazioni pubbliche, distribuzioni e la nostra biblioteca. Sede della più grande collezione belga di opere di immagini in movimento, esploriamo il passato, illuminiamo il presente e, insieme alla nostra comunità, plasmiamo il futuro delle arti audiovisive.
