Museo Abteiberg – Mönchengladbach (Germania)
26/03-30/09 2023

L’artista Americana Julia Scher (nata nel 1954 a Hollywood, in California) è stata tra le prime a riconoscere il potere dei media digitali e il fenomeno della società di sorveglianza che ha perfezionato. In una certa misura, ha anticipato il nostro presente installando negli anni ’90 una tecnologia di sorveglianza audio e video negli spazi d’arte, dimostrando i meccanismi di controllo, potere, manipolazione e pacificazione.

La commutazione dal vivo combinata di questi dispositivi, la voce fuori campo di Scher proveniente dai sistemi audio, la messa in scena, persino il coinvolgimento del personale di sicurezza istituzionale hanno comportato situazioni manipolative che indicavano al pubblico di una mostra d’arte di essere osservati e controllati. L’artista si è occupata di queste tematiche dalla fine degli anni ‘80, molto prima dell’avvento di format televisivi quali il Grande Fratello o film come The Truman Show. Con lungimiranza la sua pratica ha esplorato la traiettoria della società contemporanea, dove la costante raccolta di dati personali è diventata la norma.

Scher crea spazi visionari evocativi, situazioni di sorveglianza dal vivo che vanno dai primi meccanismi di controllo digitale con telecamere e monitor ai complessi sistemi di intercettazione e ascolto dei dati negli smartphone, Siri o Alexa. Il lavoro di Scher dimostra la “sorveglianza e punizione” (Michel Foucault), lo scontro tra desiderio e controllo nella realtà di quella che il sociologo Gary T. Marx descrive come la “società della massima sicurezza”: una società che apprezza queste tecnologie mentre allo stesso tempo tollera e accetta una perdita di controllo e la mercificazione dei dati personali.

La mostra

Il Museo Abteiberg presenta un’indagine saggistica sulle attività di Julia Scher dai suoi inizi ad oggi. Una serie di spazi chiave, tra cui l’installazione della videocamera live Predictive Engineering, un’opera che l’artista ha presentato per la prima volta al San Francisco Museum of Modern Art nel 1993 e da allora ha riprodotto per la mostra al Museo Abteiberg; il primo assemblaggio di laboratori digitali American Fibroids (1996/2022); l’installazione Wonderland, un centro per la sicurezza dei bambini esposto per la prima volta all’MCA di Chicago nel 1997; Embedded with Mama Bed, Papa Bed and Baby Bed (2003) della serie Surveillance Beds; lo spazio audio Delta (Radio) e Planet Greyhound dal suo lavoro più recente (prodotto con Kunsthalle Gießen, 2022). Oltre alle primissime installazioni digitali Danger Dirty Data. I’ll Be Gentle and Schürmann Haus (1991), i visitatori potranno vedere la “preistoria” delle sue attività contemporanee che si concentrano sulla società, compreso il suo esordio con la pittura paesaggistica e la fotografia, ma anche le quasi 4 ore di Discipline Masters, un video autobiografico fondamentale del 1988.

La mostra presenta un’opera multimediale che include pittura, scultura, video, audio, performance, e progetti artistici che spaziano dai club ad internet – tutto nato dai cambiamenti contemporanei e da un mondo digitale dove l’identità non è più determinata dall’essere umano individuale, bensì dai dati. Dagli anni ’90, l’arte di Scher è stata un punto di riferimento per l’arte e il discorso critico mediatico. È pronta anche per essere scoperta da un pubblico più ampio.

L’uscita di una pubblicazione completa sul lavoro di Julia Scher, intrapresa da Kunsthalle Gießen e DISTANZ Verlag, realizzata in collaborazione con il Museo Abteiberg, il MAMCO di Ginevra e la Kunsthalle Zürich, è prevista per giugno 2023. Curata da Nadia Ismail e Matthias Kliefoth, presenta una documentazione fotografica dettagliata nonché il nuovo saggio di Katrin Kämpf e Lilian Haberer, Gesine Borcherdt, Magnus Schaefer, Mark von Schlegell, e Gloria Sutton. Tedesco/inglese, 368 pagine, copertina rigida, ISBN 978-3-95476-488-4, 48 euro.

Ulteriori date e informazioni

A breve saranno annunciate le date per il lancio del libro e per l’ulteriore programmazione della mostra.

La mostra presso il Museo Abteiberg è curata da Susanne Titz e Gian Marco Hölk.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Kunsthalle Zürich ed è stata resa possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Scienza della Renania Settentrionale-Vestfalia, della Kunststiftung NRW, della Fondazione Hans Fries, e del Museumsverein Abteiberg.


mail@museum-abteiberg.de