Luxembourg Pavilion at the Venice Biennale – Venice (Italia)
20/04-24/11/2024

A Comparative Dialogue Act, un progetto dell’artista lussemburghese Andrea Mancini e del collettivo multidisciplinare Every Island, rappresenterà il Padiglione del Lussemburgo alla 60a Mostra Biennale di Venezia.

Il progetto del padiglione lussemburghese sfida la consolidata concezione dell’autorialità artistica individuale, presentando una collezione di opere in cui gli artisti rinunciano all’ego a favore di una profonda esplorazione della creatività collettiva attraverso il mezzo sonoro.

A Comparative Dialogue Act utilizza il suono come strumento per esplorare diverse prospettive sull’identità e sulla ricerca artistica. Si tratta di una collaborazione senza precedenti tra quattro artisti emergenti provenienti da contesti diversi, che riunisce la musicista e performer spagnola Bella Báguena, l’artista transdisciplinare francese Célin Jiang, l’artista performativa di Ankara Selin Davasse e l’artista svedese Stina Fors, al fine di offrire quattro diversi approcci in cui si intersecano molteplici modi in cui identità, performance e suono possono incontrarsi. Attraverso i confini dell’identità di genere, Báguena intreccia suoni ispirati all’intuito, alla motivazione e a una serie di influenze che vanno dalla cultura pop alle esperienze personali. Jiang adotta un approccio cyberfemminista decoloniale, intrecciando arti, tecnologie e scienze umane digitali per suscitare una contemplazione dell’identità nel contesto di un’estetica transculturale. Riproponendo tecniche letterarie e performative, Davasse incarna diverse bestie femminili attraverso specifiche caratteristiche tattili, vocali e gestuali per attraversare intimamente un’etica dell’ospitalità di stampo speculativo. Infine, Fors usa la coreografia, la performance, la batteria e la voce per esplorare le profondità di un “corpo che suona”, sprigionando una voce potente che alterna forza letale e fascino seduttivo e mostrando le complessità del sé. A Comparative Dialogue Act propone una variegata composizione di voci singolari riunite in un’opera d’arte sonora che si spinge oltre i confini della produzione artistica contemporanea.

Questa mostra si propone di indagare il potenziale trasformativo del suono come mezzo per coltivare la connessione e la comprensione. L’obiettivo è trascendere i limiti imposti da singolari prospettive di ciò che il suono può prestare agli atti di interpretazione, distorsione e appropriazione.

 

Ospiti

Selin Davasse
Mostra: 15-21 aprile
Selin Davasse (nata nel 1992 ad Ankara) vive e lavora a Berlino. Le sue performance ripropongono tecniche letterarie e performative per mettere in atto e applicare un’etica speculativa dell’ospitalità tra una straniera femminile bestiale e un pubblico eterogeneo. Incarnando diversi sé narrativi attraverso diverse caratteristiche tattili, vocali e gestuali, trasmette sistemi di pensiero in enunciati intimi e giocosi che oscillano tra il parlato e il cantato, in un rapporto permeabile e imprevedibile con lo spettatore. Tra le recenti esposizioni: steirischer herbst, Graz (2023); Institute for Contemporary Arts, Londra (2023); Hangar Bicocca, Milano (2023); Biennale Art Encounters, Timișoara (2023); Kunsthalle Bratislava (2022); Wiener Festwochen, Vienna (2022); BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Méditerranée, Procida (2022); School of Waters, MEDITERRANEA19 Young Artists Biennale, San Marino (2021); Volksbühne, Berlino (2021); KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2021). Instagram: @radicalized_faghag

Célin Jiang
Mostra: 24-30 giugno
Célin Jiang è un’artista-ricercatrice francese. Il suo operato è transdisciplinare, politico e infiltrato e si propone di esplorare la relazione tra arte, tecnologia e scienze umane digitali. L’approccio decoloniale delle sue opere affonda le radici nel cyberfemminismo. Mettendo in discussione la nostra percezione delle identità in un contesto globalizzato di estetica transculturale, Célin Jiang sostiene l’interoperabilità e considera l’ibridazione come un vettore sensibile di metamorfosi: come opera il potenziale dissidente delle espressioni artistiche nell’era “phygital” dei social network? Le opere di Célin sono state recentemente esposte alla Cité Internationale des Arts, Parigi (2023); Bourse de commerce | Pinault Collection, Parigi (2023); Fondation Pernod Ricard, Parigi (2023); Biennale Internazionale Donna, Trieste (2023); Château de Montjuïc, Barcellona (2023); Villa Arson, Nizza (2023); VSRL, New York (2023) e Fondation Fiminco, Romainville (2022). Instagram: @bis0u.magiqu3

Stina Fors
Mostra: 18-28 luglio
Con il gusto per l’assurdo e il bizzarro, Stina Fors (nata in Svezia nel 1989), coreografa e artista performativa, realizza spettacoli imprevedibili e unici. Batterista autodidatta e cantante incredibile, Fors organizza dei tour con la sua one-woman-band punk, Stina Force, sostenendo che due esecuzioni non sono mai uguali a loro stesse. Il suo recente lavoro, “A Mouthful of Tongues” (uno spettacolo di magia in cui la voce sembra staccata dal corpo del performer), prevede ventriloquismo esteso e urla. Il lavoro di Fors è pieno di tensione, arguzia e potenza. Insegna anche come accedere a voci estreme. Stina ha studiato coreografia al SNDO di Amsterdam, attualmente vive a Vienna, in Austria. Di recente si è esibita in CA2M Móstoles (2023), Centrale Fies Dro (2023), MDT Stockholm (2023), Nobody’s Indiscipline Milano (2023), Secuencia#2/Fabra I Coats Barcelona (2023), Steinsland & Berliner Stockholm (2023), Svezia, TQW Vienna (2023) Wiener Festwochen Vienna (2023), Brut Vienna (2022), Campo Gent (2022), Inkonst Malmo (2022). Instagram: @stinaforce

Bella Báguena
Mostra: 9-15 settembre
Bella Báguena (nata nel 1994 a Valencia) è una donna trans non binaria spagnola che si cimenta in diverse discipline come musica, performance, gioielli e altri media. Bella concentra la sua produzione artistica in un auto-analisi di genere e in un processo intuitivo ed emotivo, utilizzando la voce, il movimento del corpo e l’identità, così come oggetti, spazi e tecnologie, per creare suoni, video, numeri scultorei o performativi in cui la carica emotiva e il carico di pensiero dell’identità della donna trans diventa la chiave. Alcuni dei contesti nei quali si è esibita recentemente sono Trauma Bar, Berlino (2023); Teatro Academico Gil Vicente, Coimbra (2023); A10 Exhibition x Injuve, Valencia (2023); Rokolectiv, Bucarest (2023); Ex Aterriza. Las Cigarreras, Alicante (2023); Festival delle costruzioni, Dresda (2023); Systema, Marsiglia (2023); Palais de Tokyo, Parigi (2022); Dakota By Night. Nieuw Dakota, Amsterdam (2022); Shape+ Platform. Meet Factory, Praga (2022). Instagram: @xbellaxbaguenax


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